Piazza Affari debole. Nexi e Telecom sotto pressione, sale Unicredit. FTSE MIB -0,26%

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Piazza Affari debole. Nexi e Telecom sotto pressione, sale Unicredit. FTSE MIB -0,26%.

Mercati azionari europei in rosso. Wall Street negativa: poco dopo la chiusura delle borse europee S&P 500 -0,9%, NASDAQ Composite -2,0%, Dow Jones Industrial -0,4%. A Milano il FTSE MIB ha terminato a -0,26% (performance settimanale +0,33%), il FTSE Italia All-Share a -0,27%, il FTSE Italia Mid Cap a -0,35%, il FTSE Italia STAR a -0,20%.

BTP e spread in miglioramento. Il rendimento del decennale segna 0,93% (chiusura precedente a 0,96%), lo spread sul Bund 130 bp (da 134) (dati MTS).

Euro debole contro dollaro, scende a 1,1266 (minimi da martedì) poi rimonta. EUR/USD al momento quota 1,1305 circa.

Tra i dati macroeconomici pubblicati in giornata segnaliamo negli USA: nuovi lavoratori dipendenti non agricoli novembre +210mila unità da +546mila unità (atteso +550mila); indice ISM non manifatturiero novembre 69,1 punti da 66,7 punti (atteso 65 punti); ordini industriali ottobre +1% m/m da +0,2% m/m (atteso +0,5%). Nell’eurozona: Indice Markit PMI servizi novembre 55,9 punti da 54,6 (atteso 56,6); vendite al dettaglio ottobre +0,2% m/m (consensus +0,2%, precedente -0,4% rivisto da -0,3%) e +1,4% a/a (consensus +1,2%, precedente +2,6%).

Nexi (-3,05% a 13,33 euro) accelera al ribasso nella seconda parte dell’ultima seduta della settimana e tocca i minimi da novembre 2020. Il titolo ha soprattutto violato i supporti a 13,50 euro circa che sin dall’inizio della scorsa ottava erano riusciti a fermare l’accelerazione ribassista partita a metà novembre. Ora le quotazioni sono esposte al rischio di ritorno sui 12,5450, minimo del 2 novembre 2020 e supporto determinante in ottica di medio-lungo periodo (appoggio successivo in area 11). Segnali capaci di anticipare un recupero significativo solo oltre 14,30-14,40 per 15,60-15,70.

Telecom Italia -2,23% in rosso. Il Sole 24 Ore scrive che l’ipotesi di contro-OPA rispetto a quella che potrebbe essere lanciata da KKR è difficilmente percorribile a causa dell’ingente riserva di munizioni di cui dispone il fondo USA: quest’ultimo può infatti contare su una lettera di credito da 45 miliardi di dollari di JP Morgan.

Unicredit +1,09% positiva in vista dello strategy day del 9 dicembre con presentazione del piano industriale firmato dall’a.d. Andrea Orcel. Secondo indiscrezioni di stampa la banca si appresta a selezionare il servicer per un portafoglio di crediti unlikely-to-pay (UTP) del valore di un miliardo di euro.

Sale Generali +0,83%. Ieri è stato reso noto che Leonardo Del Vecchio ha incrementato ulteriormente la quota detenuta nella compagnia triestina tramite Delfin: acquistati 1,2 milioni di azioni. La partecipazione del fondatore di Luxottica sale al 6,04% dal 5,96% del precedente aggiornamento.

Danieli&C +1,76% accelera grazie all’accordo con la canadese Algoma Steel Group: il gruppo italiano sarà unico fornitore tecnologico per la nuova Acciaieria a forno elettrico (EAF). L’impianto verrà installato presso Algoma Steel a Sault Ste. Marie nello stato dell’Ontario in Canada, e la nuova acciaieria che produrrà Green Steel, avrà una capacità nominale di 3,7 milioni di tonnellate di acciaio liquido. L’avviamento della nuova acciaieria è previsto per la prima parte del 2024. Il prezzo del contratto con Danieli ha un valore vicino ai 200 milioni di dollari.

Enertronica Santerno +6,63% scatta in avanti grazie all’annuncio della sottoscrizione di un contratto di fornitura di power station con STE Energy S.r.l., primario EPC italiano. Le power station saranno destinate alla realizzazione di un importante impianto fotovoltaico italiano. La fornitura, della potenza complessiva di circa 20MW ha un controvalore di circa 0,9 milioni di euro. La consegna delle power station è prevista per il 2022.

(Simone Ferradini – www.ftaonline.com)

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