'Piazza Affari arretra nel finale. FTSE MIB -0,47% - Finanza e Borsa - Investireoggi.it

Piazza Affari arretra nel finale. FTSE MIB -0,47%

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Il FTSE MIB segna -0,47%, il FTSE Italia All-Share -0,49%, il FTSE Italia Mid Cap -0,38%, positivo il FTSE Italia STAR +0,16%.
Spread in peggioramento BTP poco mosso. Il rendimento del decennale segna 0,64% (chiusura precedente a 0,63%), lo spread sul Bund 118 bp (da 113) (dati MTS).
Situazione di stallo politico-istituzionale dopo che ieri Matteo Renzi, leader di Italia Viva, ha aperto ufficialmente la crisi di governo annunciando le dimissioni delle ministre Teresa Bellanova ed Elena Bonetti e del sottosegretario Ivan Scalfarotto. Difficile per il momento capire quale possa essere la via di uscita dalla situazione di stallo, nessuno dei protagonisti infatti sembra voler fare un passo indietro.
Due ore dopo l’apertura di Wall Street i principali indici americani sono sopra la parità: S&P 500 +0,2%, Nasdaq Composite +0,52%, Dow Jones Industrial +0,37%. Le nuove richieste di sussidi di disoccupazione statunitensi nella settimana terminata l’8 gennaio si sono attestate a 965 mila unità, superiori alle attese (795 mila) e al dato della settimana precedente (784 mila unità). Il numero totale di persone che richiede l’indennità di disoccupazione (calcolato sui dati al 1 gennaio) si attesta a 5,271 milioni, superiore a 5,072 milioni della rilevazione precedente (attese 5,061 milioni).
I prezzi alle importazioni Usa nel mese di dicembre sono cresciuti dello 0,9% su base mensile dopo l’incremento dello 0,2% della rilevazione precedente, rivisto da +0,1%. Le attese degli analisti erano per un incremento dei prezzi dello 0,7% su base mensile. Nonostante i recenti aumenti, i prezzi delle importazioni sono diminuiti dello 0,3% da dicembre 2019 a dicembre 2020. I prezzi delle esportazioni sono aumentati dell’1,1%, dopo l’incremento dello 0,7% rilevato a novembre. Rispetto a un anno fa i prezzi delle esportazioni sono cresciuti dello 0,2%.
A Milano petroliferi in flessione: il greggio scivola sui minimi da inizio settimana dopo aver toccato ieri mattina i massimi da febbraio 2020.

Il future marzo sul Brent segna 55,64 $/barile (da 57,40 circa), il future febbraio sul WTI 52,80 $/barile (da 53,90 circa). Eni -0,61%, Saipem -1,32%.
FCA +2,90%. Banca Akros conferma la raccomandazione buy sul titolo e riduce il target da 19,25 a 17,40 euro per tenere conto dello stacco del dividendo straordinario da 1,84 euro per azione avvenuto oggi.
Deboli Buzzi Unicem -1,44% e Cementir -2,06% nonostante la decisione favorevole del Tar del Lazio: respinto il ricorso di Legambiente contro l’autorizzazione della regione Emilia-Romagna all’utilizzo di CarboNext nelle cementerie, un combustibile alternativo a quelli fossili ottenuto da rifiuti.
Negativi i bancari: Intesa Sanpaolo -0,74%, Unicredit -1,41%, Banco BPM -0,6%.
Dovalue +4,32% accelera al rialzo e tocca i massimi da fine agosto. Oggi il gruppo attivo nei servizi di credit management e real estate per banche e investitori ha comunicato l’efficacia della fusione per incorporazione della controllata doValue Greece Holding Single Member Société Anonyme in doValue Greece.
Autogrill -0,97% perde terreno pur limitando le perdite nel finale dopo le indicazioni giunte dal primo briefing del 2021 della IATA (International Air Transport Association). Nonostante la campagna di vaccinazione anti-Covid le prenotazioni di biglietti aerei stanno tornando a rallentare e il primo semestre si prospetta difficile: si ipotizza di raggiungere il break-even a livello di cash flow solo nell’ultimo trimestre 2021.
Unieuro +3,72%. Mediobanca conferma il giudizio outperform sul titolo e incrementa il target da 14,80 a 17,20 euro. Gli analisti hanno migliorato del 12% la stima sull’EBIT adjusted 2021-2023 dopo la comunicazione risultati al 30 novembre 2020 relativi all’andamento gestionale dei primi nove mesi dell’esercizio 2020-2021. Grazie soprattutto al boom dell’e-commerce (+85,2% a/a) i ricavi sono saliti del 7,4% a/a a un livello record di 1,89 miliardi di euro. L’EBIT adjusted è balzato del 97,7% a/a a 63,6 milioni, mentre il risultato netto adjusted è più che raddoppiato a 49,6 milioni (da 19,3 milioni del corrispondente periodo dell’esercizio precedente). Anche a dicembre il trend dei ricavi si è mantenuto in linea con quello del terzo trimestre (+15,8% a/a) e del secondo (+15,2%).

(AC – www.ftaonline.com)

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