Piazza Affari arretra. FTSE MIB -0,32%

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Seduta sotto tono quella di oggi a Piazza Affari. Il FTSE MIB segna -0,32%, il FTSE Italia All-Share -0,31%, il FTSE Italia Mid Cap -0,19%, il FTSE Italia STAR -0,47%.
BTP e spread stabili. Il rendimento del decennale segna 0,90% (chiusura precedente a 0,89%), lo spread sul Bund 105 bp (da 106) (dati MTS).
Circa due ore dopo l’apertura di Wall Street i principali indici americani sono in territorio positivo. Nel pomeriggio a Federal Reserve di Richmond ha comunicato che il proprio indice, che misura l’andamento dell’attivita’ manifatturiera del Quinto Distretto, si è attestato nel mese di giugno a 22 punti superiore alla lettura di maggio e alle attese degli addetti ai lavori entrambe pari a 18 punti.
La National Association of Realtors ha reso noto che a maggio le vendite di abitazioni esistenti negli USA sono diminuite dello 0,9% a 5,80 milioni di unità. Il dato è risultato superiore al consensus fissato a 5,72 milioni di unità. Ad aprile le vendite di case erano diminuite del 2,7% a 5,85 milioni di unità.
A Milano in rosso Banco BPM -1,79%, BPER Banca -1,31%, Unicredit -1,02%. Indiscrezioni di stampa indicano Unicredit restia a integrare Banca MPS -0,13% nonostante gli incentivi del governo. Si ipotizza uno spezzatino di Rocca Salimbeni con diverse banche che a quel punto potrebbero intervenire.
Telecom Italia -1,35% perde terreno dopo che Sky ha fatto ricorso all’Antitrust contro l’accordo Tim-DAZN sui diritti tv della Serie A. Per Sky l’accordo potrebbe impedire a DAZN di utilizzare altri operatori nella distribuzione delle partite del massimo campionato di calcio Italiano, rafforzando la posizione di Tim a discapito di concorrenza e consumatori. Una settimana fa era stata Telecom a effettuare una segnalazione all’Antitrust puntando il dito contro la campagna pubblicitaria rivolta agli abbonati al pacchetto Calcio lanciata da Sky a inizio maggio.


Finecobank, +1,86%, tocca i massimi da inizio maggio. Credit Suisse conferma il giudizio outperform e il target a 17 euro grazie al potenziale di crescita e alla tecnologia avanzata di cui dispone.
Debole Enel -0,15%. L’a.d. Francesco Starace ha dichiarato che il limite principale per l’accelerazione della transizione energetica sono le risorse umane e le materie prime, non la capacità di investire. Starace ha fatto l’esempio delle turbine per impianti eolici: ordinandole oggi verrebbero consegnate forse nel 2024. Deutsche Bank ha confermato la raccomandazione buy ma ha ridotto il target da 9,20 a 9,00 euro.
Poste Italiane -1,35%. L’a.d. Matteo Del Fante durante l’inaugurazione del nuovo hub logistico di Landriano (Pavia) ha risposto “stiamo valutando tutto” a una domanda sulla possibilità che il servizio SPID, fin qui fornito da Poste gratuitamente, possa diventare a pagamento.
Illimity, -4,01% dopo aver toccato in avvio a 12,35 euro il nuovo massimo storico in scia all’approvazione del Piano Strategico per il periodo 2021-25. Il piano prevede obiettivi economici progressivamente crescenti durante l’arco temporale. Il ROE, attestatosi al 5,5% nel 2020, è atteso al 10% nel 2021, al 15% nel 2023 e al 20% nel 2025. L’utile netto, dopo i 31 milioni di euro del 2020, dovrebbe accelerare notevolmente e salire a 60-70 milioni nel 2021, a circa 140 nel 2023 e a oltre 240 nel 2025.
Italian Wine Brands, +3,6%, tocca un nuovo massimo storico. Banca Akros conferma la raccomandazione buy e incrementa il target da 40 a 55 euro. Secondo gli analisti l’acquisizione di Enoitalia, uno dei principali produttori vinicoli italiani con circa 111 milioni di bottiglie vendute nel 2020, è un’operazione quasi perfetta dal punto di vista geografico e di prodotto e con limitato rischio di esecuzione dato che il venditore si è impegnato a reinvestire il 30% del suo incasso in IWB. Si segnalano inoltre vantaggi superiori alle attese in termini di cross selling e sinergie di costo.

(AC – www.ftaonline.com)

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