Piazza Affari accelera al ribasso con Wall Street. FTSE MIB -0,82%

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Piazza Affari accelera al ribasso con Wall Street. FTSE MIB -0,82%.

Mercati azionari europei invertono la rotta nel finale. Wall Street in forte ribasso: a ridosso della chiusura delle borse europee S&P 500 -2,7%, NASDAQ Composite -4,0%, Dow Jones Industrial -2,1%. A Milano il FTSE MIB ha terminato a -0,82% (performance settimanale -2,27%), il FTSE Italia All-Share a -0,84%, il FTSE Italia Mid Cap a -0,56%, il FTSE Italia STAR a -0,24%.

BTP e spread in peggioramento. Il rendimento del decennale segna 1,09% (chiusura precedente a 1,03%), lo spread sul Bund 155 bp (da 150) (dati MTS).

Tra i dati macroeconomici pubblicati in giornata segnaliamo negli USA: nuovi dipendenti non agricoli agosto +1.371mila unità da +1.734 mila R (atteso +1.375 mila); tasso di disoccupazione agosto 8,4% dal 10,2% (atteso 9,8%); salario orario medio agosto +4,7% a/a da +4,7% (atteso +4,5%). In Germania: ordini industriali luglio +2,8% da +28,8% R (atteso +5%). Nel Regno Unito: indice IHS Markit/CIPS costruzioni a 54,6 punti da 58,1 punti (atteso 58,5 punti).

In rosso Exor -4,09% che ha chiuso il primo semestre 2020 con una perdita di 1,318 miliardi di euro contro l’utile pari a 2,427 miliardi del primo semestre 2019. A fine giugno il NAV era pari a 20,955 miliardi di dollari (88,75 dollari per azione), in calo di 5,2 miliardi rispetto al dato di fine 2019 (26,155 miliardi, 110,77 dollari per azione).

Utility in ribasso, penalizzate anche dal rialzo di rendimenti e spread. A Milano Hera -3,54%, Italgas -2,67%, Snam -2,56%, Enel -2,22%, Terna -2,26%.

Nuova massiccia flessione per STM -2,40% in scia all’indice SOX -3,2%, riferimento per il settore dei semiconduttori.

Atlantia -3,27% estende la correzione dopo il rally di mercoledì causato da indiscrezioni su un’ipotesi di accordo con CDP sul meccanismo di scorporo di Autostrade con successivo aumento di capitale con valutazione di circa 11 miliardi di euro della controllata.

Ieri Reuters ha riferito che secondo diverse fonti che seguono il dossier ci sono divergenze sulla valutazione e sul tema della rinuncia a futuri ricorsi legali sulla rete autostradale. Il cda di Atlantia ha deciso di procedere alla costituzione della società che includerà sino all’88% del capitale di Autostrade per l’Italia, operazione funzionale al progetto di scissione parziale e proporzionale e successiva quotazione in Borsa. L’ipotesi di vendita diretta dell’88% di AspI permane quale alternativa all’operazione di scissione.

Bancari in progresso: l’indice FTSE Italia Banche segna +0,62%, l’EURO STOXX Banks +2,7%. El Pais riferisce di trattative in corso tra CaixaBank +11,8% e Bankia +32,8% per una fusione che porterebbe alla creazione della banca più grande di Spagna. A Milano Banco BPM +3,80%, Unicredit +1,27%, BPER Banca +0,97%, Credito Valtellinese +2,91%.

Acquisti anche sugli industriali: Prysmian +1,69%, Buzzi Unicem +1,17%, FCA +1,64%, Pirelli +1,59%, CNH Industrial +1,93%.

Seduta volatile per Amplifon, +0,32% a 28,02 euro, che nel finale perde nettamente terreno riuscendo per un soffio a chiudere in territorio positivo. Il titolo non ha quindi sfruttato a dovere la decisione di Jefferies di migliorare la raccomandazione da hold a buy con target quasi raddoppiato a 34 euro dal precedente a 18,10.

Mediaset +5,75% in forte rialzo su speculazioni relative al destino delle relazioni con Vivendi dopo che la Corte di Giustizia Europea ha bocciato il provvedimento di sterilizzazione di due terzi della partecipazione di Vivendi nel gruppo di Cologno Monzese. Ora il mercato punta su un accordo stragiudiziale che metta fine alla contesa legale tra i due gruppi o, in alternativa, a un’acquisizione del gruppo di Cologno Monzese da parte del colosso transalpino. Quest’ultima ipotesi è fomentata anche dalle condizioni fisiche del fondatore Silvio Berlusconi, positivo al Covid e ricoverato al San Raffaele di Milano per una polmonite bilaterale allo stato precoce.

Tesmec +9,05% accelera e tocca i massimi da fine luglio dopo l’approvazione delle linee guida del Piano Industriale 2020-2023 e l’importo dell’aumento di capitale in opzione.

Per il 2020 il management prevede ricavi a circa 170 milioni di euro, EBITDA a 22-24 milioni di euro, PFN/EBITDA a circa 5,4x. Gli obiettivi al 2023 sono: ricavi a 275-290 milioni di euro, EBITDA a 53-58 milioni di euro, PFN/EBITDA a circa 1,5x. L’aumento di capitale è pari a complessivi massimi 35 milioni di euro, prevedibile entro la fine del 2020.

(Simone Ferradini – www.ftaonline.com)

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