MPS, nel trimestre utile della capogruppo a 119 mln di euro

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Il Consiglio di Amministrazione di Banca Monte dei Paschi di Siena ha esaminato ed approvato i risultati al 31 marzo 2021.

I risultati di conto economico di Gruppo al 31 marzo 2021

Al 31 marzo 2021 il Gruppo ha realizzato ricavi complessivi per 824 mln di euro, in crescita del 12,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Tale dinamica è da ricondurre, sostanzialmente, alla crescita degli altri ricavi della gestione finanziaria, in particolare del risultato netto della negoziazione, delle valutazioni al fair value di attività/passività e degli utili da cessioni/riacquisti che ha beneficiato dei maggiori utili da cessione titoli. Il margine di interesse risulta in calo anno su anno principalmente per il minor contributo del portafoglio non performing derivante, in particolare, dal deconsolidamento del portafoglio “Hydra M” avvenuto a fine 2020 oltre che per il calo dei rendimenti dell’attivo causato dall’andamento dei tassi di interesse e dalla ricomposizione delle esposizioni che vedono una riduzione delle componenti a vista e breve termine e una crescita della componente a medio/lungo termine. Il margine di interesse ha beneficiato, invece, degli effetti positivi legati all’accesso alle aste TLTRO3, per quanto parzialmente compensati dal maggior costo dei depositi presso banche centrali. Le commissioni nette risultano in crescita rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente principalmente per i maggiori proventi sulla gestione del risparmio, in particolare sul collocamento prodotti. In peggioramento, invece, gli altri proventi/oneri di gestione.

Anche nel confronto con il trimestre precedente emerge una crescita dei ricavi di 106 mln di euro sostanzialmente riconducibile ai maggiori utili rivenienti dalla cessione dei titoli che hanno più che compensato il calo del margine di intermediazione primario.

Il margine di interesse al 31 marzo 2021 è risultato pari a 280 mln di euro, in riduzione del 14,5% rispetto allo stesso periodo del 2020.

La flessione è stata guidata (i) prevalentemente dal minor contributo del portafoglio non performing derivante, in particolare, dal deconsolidamento del portafoglio “Hydra M” avvenuto a fine 2020, oltre che (ii) dal maggior costo della raccolta istituzionale legato alle emissioni effettuate nel secondo semestre 2020, (iii) dal minor contributo del portafoglio titoli di BMPS anche a seguito delle vendite realizzate nel corso del 2020 e proseguite nel 2021, (iv) dal contributo negativo dei derivati di copertura, e (v) dal calo dei rendimenti dell’attivo causato dall’andamento dei tassi di interesse e dalla ricomposizione delle esposizioni con una riduzione delle componenti a vista e breve termine e una crescita della componente a medio/lungo termine. Il margine di interesse ha beneficiato, invece, del minor costo della raccolta commerciale e degli effetti positivi legati all’accesso alle aste TLTRO3 per complessivi 60 mln di euro, per quanto parzialmente compensati dal costo dei maggiori depositi presso banche centrali, pari a 27 mln di euro circa.

Il margine di interesse del primo trimestre 2021 si pone in calo anche rispetto al trimestre precedente (-10,4%) principalmente per il minor contributo del portafoglio non performing derivante, in particolare, dal sopracitato deconsolidamento del portafoglio “Hydra M” e per il calo dei rendimenti dell’attivo causato dall’andamento dei tassi di interesse e dalla ulteriore ricomposizione delle esposizioni con una riduzione delle componenti a vista e breve termine e una crescita della componente a medio/lungo termine. Il margine di interesse del primo trimestre 2021 incorpora, inoltre, da un lato la riduzione del costo della raccolta da clientela, legata sia alla riduzione dei volumi che alla riduzione dei tassi, e dall’altro lato un ulteriore incremento dei depositi presso banche centrali.

Le commissioni nette del primo trimestre 2021, pari a 372 mln di euro, risultano in crescita rispetto a quelle consuntivate nello stesso periodo dell’anno precedente (+0,6%). L’incremento è riconducibile ai maggiori proventi sulla gestione del risparmio (+8,3%), in particolare sul collocamento prodotti, e al miglioramento delle altre commissioni nette, per il venir meno del costo della garanzia statale a seguito del rimborso dei Government-Guaranteed Bonds avvenuto nel corso del primo trimestre 2020.

Risultano in calo, invece, le commissioni su credito (-12,3%), per minori provvigioni su crediti intermediati, e le commissioni da servizi (-6,1%).

Il contributo del primo trimestre 2021 risulta in diminuzione nel confronto con il trimestre precedente (-2,2%). In particolare, si assiste ad un significativo incremento delle commissioni sulla gestione del risparmio (+16,2%), con i proventi da collocamento prodotti che registrano un +51,0% grazie alla crescita dei flussi lordi di gestito. In calo, invece, le commissioni da servizi bancari tradizionali e le altre commissioni nette.

I dividendi, proventi simili e utili (perdite) delle partecipazioni, ammontano a 21 mln di euro e includono principalmente il contributo generato dalla partnership con AXA (AXA-MPS è consolidata nel bilancio del Gruppo con il metodo del patrimonio netto) in ambito Bancassurance. L’aggregato si pone in crescita rispetto al primo trimestre 2020 (+9 mln di euro), che era stato negativamente impattato dagli effetti sui mercati finanziari della pandemia COVID-19 e in peggioramento rispetto al trimestre precedente (-22 mln di euro).

Il risultato netto della negoziazione, delle valutazioni al fair value di attività/passività e degli utili da cessioni/riacquisti al 31 marzo 2021 ammonta a 160 mln di euro, in crescita rispetto ai valori registrati nello stesso periodo dell’anno precedente (+130 mln di euro) e rispetto al trimestre precedente (+170 mln di euro). Dall’analisi dei principali aggregati emerge quanto segue:

* Risultato netto dell’attività di trading pari a +14 mln di euro, in aumento rispetto al primo trimestre 2020, che era stato penalizzato dalle tensioni sui mercati finanziari connesse all’emergenza COVID-19. Il contributo del primo trimestre 2021 risulta in crescita di 8 mln di euro rispetto al trimestre precedente, per il maggior contributo dei risultati della controllata MPS Capital Services.

* Risultato netto delle altre attività/passività valutate al fair value in contropartita del conto economico positivo per 19 mln di euro in crescita rispetto al contributo sostanzialmente nullo registrato nello stesso periodo dell’anno precedente e anche rispetto al contributo negativo di 6 mln di euro del quarto trimestre 2020 grazie alle plusvalenze su strumenti finanziari partecipativi, titoli di debito e OICR.

* Risultati da cessione/riacquisto (esclusi i finanziamenti clientela al costo ammortizzato) positivi per 127 mln di euro, in aumento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e al trimestre precedente, grazie a maggiori utili derivanti dalla cessione di titoli.

Contribuiscono alla formazione dei ricavi anche le voci:

* Risultato netto dell’attività di copertura pari a +2 mln di euro, in crescita rispetto al primo trimestre 2020 (pari a -3 mln di euro) e stabile rispetto a quello del trimestre precedente;

* Altri proventi/oneri di gestione negativi per 11 mln di euro, in peggioramento rispetto a quanto registrato nel primo trimestre 2020 (pari a -7 mln di euro) e sostanzialmente allineati rispetto al trimestre precedente (pari a -10 mln di euro).

Al 31 marzo 2021 gli oneri operativi sono risultati pari a 540 mln di euro, in calo sia rispetto al primo trimestre 2020 (-0,7%) che rispetto al trimestre precedente (-4,5%).

Esaminando in dettaglio i singoli aggregati emerge quanto segue:

* Le spese amministrative si sono attestate a 493 mln di euro, sostanzialmente stabili rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente e in flessione di 22 mln di euro circa rispetto al quarto trimestre 2020. All’interno dell’aggregato:
– Le spese per il personale, che ammontano a 360 mln di euro, si pongono in aumento dell’1,0% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, nonostante la dinamica in flessione degli organici (legata – in primis – alle 560 cessazioni per Fondo di Solidarietà registrate tra il 1° novembre 2020 e il 1° gennaio 2021), in relazione agli aumenti contrattuali derivanti dal rinnovo del CCNL e dal venir meno di risparmi conseguenti al mancato rinnovo dell’accordo sindacale. L’aggregato risulta in aumento anche rispetto al quarto trimestre 2020 (+1,4%), principalmente per i sopracitati aumenti contrattuali derivanti dal rinnovo del CCNL e i mancati risparmi legati alla scadenza delle iniziative di solidarietà, in parte compensati dal minor costo conseguente alla manovra di esodo del quarto trimestre 2020.
– Le altre spese amministrative, che ammontano a 133 mln di euro, risultano in riduzione del 2,6% rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente e del 16,8% circa rispetto al quarto trimestre 2020, impattato dalla tipica accelerazione di fine anno delle spese.

* Le rettifiche di valore nette su attività materiali e immateriali al 31 marzo 2021 ammontano a 48 mln di euro e risultano in flessione rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente (- 6,9%), e al trimestre precedente (-6,7%), anche per gli effetti dell’introduzione delle valutazioni al fair value degli immobili.

Per effetto delle dinamiche sopra descritte, il risultato operativo lordo del Gruppo risulta pari a 283 mln di euro (185 mln di euro quello relativo al 31 marzo 2020), in crescita di 132 mln di euro circa rispetto al trimestre precedente.

Al 31 marzo 2021 il Gruppo ha contabilizzato un costo del credito clientela pari a -77 mln di euro, in calo di 238 mln di euro rispetto a quanto registrato nel corrispondente periodo dell’anno precedente (-315 mln di euro), che includeva -193 mln di euro circa di incremento di rettifiche derivanti dal mutato scenario macroeconomico delineatosi con il diffondersi della pandemia COVID19. Anche escludendo tale effetto l’aggregato si pone comunque in riduzione rispetto al primo trimestre 2020 principalmente per il venir meno delle rettifiche sulle posizioni del portafoglio “Hydra M”, deconsolidato a fine 2020.

Il costo del credito clientela del primo trimestre dell’esercizio 2021 risulta in riduzione anche rispetto a quello del trimestre precedente, che includeva 48 mln di euro di incremento di rettifiche derivanti dall’aggiornamento dello scenario macroeconomico. Al netto di tale componente il costo risulta stabile.

Il rapporto tra il costo del credito clientela annualizzato ed i finanziamenti clientela al 31 marzo 2021 esprime un tasso di provisioning di 37 bps (90 bps al 31 dicembre 2020).

Il risultato operativo netto del Gruppo al 31 marzo 2021 è positivo per circa 203 mln di euro, a fronte di un valore negativo pari a 130 mln di euro registrato nello stesso periodo dell’anno precedente e di un valore positivo di 26 mln di euro del quarto trimestre 2020.

Alla formazione del risultato di periodo concorrono anche le seguenti voci:

* Accantonamenti al fondo rischi e oneri positivi per circa +9 mln di euro, in miglioramento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (pari a -40 mln di euro) per i minori accantonamenti per rischi legali. In miglioramento anche rispetto a quanto registrato nel quarto trimestre 2020 a fronte di minori accantonamenti per rischi legali e garanzie connesse alle operazioni di cessione crediti (-216 mln di euro).

* Altri utili (perdite) da partecipazioni pari a circa -3 mln di euro, a fronte di un utile di 0,2 mln di euro registrato nello stesso periodo dell’anno precedente e di un utile di +2 mln di euro registrato nel quarto trimestre 2020.

* Oneri di ristrutturazione/oneri una tantum, pari a -0,1 mln di euro, in peggioramento rispetto ai 3 mln di euro positivi registrati nello stesso periodo dell’anno precedente principalmente per gli effetti positivi legati alla definizione dell’aggiustamento prezzo sulla cessione di BMP Belgio S.A. L’aggregato risulta, invece, in miglioramento rispetto al quarto trimestre 2020 (pari a -25 mln di euro), che includeva le spese (interessi, commissioni e altre spese amministrative) relative al progetto di scissione non proporzionale con opzione asimmetrica di un compendio di crediti deteriorati in favore di AMCO.

* Rischi e oneri connessi a SRF, DGS e schemi similari, saldo pari a -68 mln di euro costituito dal contributo a carico del Gruppo dovuto al Fondo di Risoluzione Unico (SRF), in crescita rispetto al saldo registrato nello stesso periodo dell’anno precedente a seguito dell’incremento dei volumi dei depositi.

* Canone DTA, pari a -16 mln di euro. L’importo, determinato secondo i criteri del DL 59/2016 convertito in Legge n. 119 del 30 giugno 2016, rappresenta il canone di competenza al 31 marzo 2021 sulle DTA (Deferred Tax Assets) trasformabili in credito di imposta.

* Risultato della valutazione al fair value di attività materiali e immateriali, pari a circa -28 mln di euro accoglie la svalutazione degli immobili ad uso funzionale (ex IAS 16) di proprietà, in applicazione del nuovo criterio di valutazione del patrimonio immobiliare di Gruppo.

* Utili da cessione di investimenti pari a 17 mln di euro legati alla cessione degli immobili. Al 31 marzo 2020 l’aggregato risultava positivo per 0,2 mln di euro.

Per effetto delle dinamiche sopra evidenziate, l’utile di periodo al lordo delle imposte del Gruppo è stato pari a 114 mln di euro, rispetto al 31 marzo 2020, che aveva registrato un risultato negativo di 239 mln di euro.

Le imposte sul reddito dell’operatività corrente registrano un contributo positivo di 6 mln di euro (pari a 2 mln di euro al 31 marzo 2020) imputabile principalmente alla valutazione delle DTA, determinata in continuità con il Bilancio al 31 dicembre 2020.

In particolare, si evidenzia che la stima dei redditi imponibili dei futuri esercizi è stata determinata sulla base delle medesime proiezioni reddituali utilizzate per il Bilancio d’esercizio 2020, non essendo ancora stato approvato dalle autorità competenti il nuovo Piano Strategico 2021-2025, approvato dal Consiglio di Amministrazione il 17 dicembre 2020.

Considerando gli effetti netti della PPA (-0,9 mln di euro), l’utile di periodo della Capogruppo ammonta a 119 mln di euro, a fronte di una perdita di -239 mln di euro conseguita nello stesso periodo del 2020.

Gli aggregati patrimoniali di Gruppo al 31 marzo 2021

Al 31 marzo 2021 i volumi di raccolta complessiva del Gruppo sono risultati pari a 203,5 mld di euro con un calo delle masse di 2,3 mld di euro rispetto al 31 dicembre 2020, per il decremento della raccolta diretta (-4,7 mld di euro), solo in parte compensato dall’aumento della raccolta indiretta (+2,4 mld di euro). L’aggregato risulta, invece, in crescita rispetto al 31 marzo 2020 (+19,0 mld di euro) grazie soprattutto all’aumento della raccolta indiretta (+15,3 mld di euro).

I volumi di raccolta diretta si sono attestati a 99,1 mld di euro e risultano in calo di 4,7 mld di euro rispetto ai valori di fine dicembre 2020. Il decremento è imputabile principalmente alla minor operatività in PCT (-3,0 mld di euro), ma risultano in calo anche i depositi vincolati (-0,8 mld di euro), i conti correnti (-0,5 mld di euro), il comparto obbligazionario (-0,3 mld di euro) e le altre forme di raccolta (-0,1 mld di euro). In particolare, per i depositi vincolati e i conti correnti la dinamica risente delle azioni, poste in essere dalla Capogruppo, di riduzione dei tassi riconosciuti alla clientela, principalmente Corporate.

L’aggregato risulta in crescita di 3,7 mld di euro rispetto a fine marzo 2020, principalmente per la crescita dei conti correnti (+8,2 mld di euro), cui si è assistito a fronte del diffondersi dell’emergenza COVID-19, solo in parte compensata dal calo dei PCT (-3,0 mld di euro), dei depositi vincolati (-1,4 mld di euro) e delle altre forme di raccolta (-0,3 mld di euro). In aumento il comparto obbligazionario (+0,2 mld di euro).

La quota di mercato (Depositi e PCT – esclusi PCT con controparti centrali – da clientela ordinaria residente e obbligazioni, al netto dei riacquisti, collocate a clientela ordinaria residente come primo prenditore) del Gruppo sulla raccolta diretta si è attestata al 3,90% (dato aggiornato a gennaio 2021) in calo rispetto a dicembre 2020 (pari a 3,93%).

La raccolta indiretta si è attestata a 104,4 mld di euro, in crescita (+2,4 mld di euro) rispetto al 31 dicembre 2020 sia sulla componente del Gestito (+1,7 mld di euro), che ha beneficiato di flussi netti positivi e di un effetto mercato positivo, sia sulla componente dell’amministrato (+0,7 mld di euro), che ha beneficiato di un effetto mercato positivo.

Nel confronto con il 31 marzo 2020 si assiste ad una crescita della raccolta indiretta di 15,3 mld di euro a seguito della crescita sia del risparmio gestito (+7,6 mld di euro) che del risparmio amministrato (+7,7 mld di euro), che hanno beneficiato di flussi netti positivi e dell’effetto mercato positivo. Lo scorso anno le masse di raccolta indiretta avevano risentito dell’andamento negativo dei mercati finanziari e della forte riduzione dei flussi di collocamento avvenuta progressivamente nel mese di marzo a seguito del diffondersi della pandemia COVID-19. Inoltre, l’amministrato nel primo trimestre 2020 scontava anche il ritiro di azioni in deposito presso la Capogruppo da parte di un grande Gruppo industriale posto in essere nell’ambito del riassetto organizzativo/societario del Gruppo stesso (tali azioni erano state ritirate nel primo trimestre 2020 e sono state nuovamente depositate nel 2Q20).

Al 31 marzo 2021 i finanziamenti clientela del Gruppo si sono attestati a 82,3 mld di euro, in diminuzione rispetto a fine dicembre 2020 di 0,4 mld di euro, principalmente per la minor operatività in PCT (-1,1 mld di euro). In calo anche gli altri finanziamenti (-0,7 mld di euro) e i conti correnti (- 0,1 mld di euro), mentre risultano in crescita i mutui (+1,6 mld di euro), influenzati anche dall’effetto delle erogazioni e della proroga delle moratorie concesse nell’ambito dei decreti governativi emanati a seguito dell’emergenza COVID-19.

L’aggregato risulta stabile nel confronto con il 31 marzo 2020. La crescita di 7,2 mld di euro dei mutui, influenzati anche dalle sopracitate erogazioni e moratorie concesse nell’ambito dei decreti governativi emanati a seguito dell’emergenza COVID-19, e la maggiore operatività in PCT (+1,8 mld di euro) sono state compensate dal calo dei conti correnti (-1,6 mld di euro), degli altri finanziamenti (-3,6 mld di euro) e dei crediti deteriorati netti (-3,7 mld di euro), questi ultimi principalmente per il deconsolidamento del portafoglio “Hydra M” avvenuto nel mese di dicembre 2020.

La quota di mercato (prestiti a clientela ordinaria residente, comprensivi di sofferenze e al netto dei PCT con controparti centrali) del Gruppo risulta pari al 4,49% (ultimo aggiornamento disponibile gennaio 2021) in crescita di 6 bps rispetto a fine 2020.

I crediti classificati nel primo stadio, pari a 65,3 mld di euro, registrano un calo rispetto al 31 dicembre 2020 (pari a 65,5 mld di euro) e un aumento rispetto al 31 marzo 2020 (pari a 63,8 mld di euro). Le posizioni classificate nel secondo stadio, la cui esposizione lorda ammonta a 15,3 mld di euro al 31 marzo 2021, risultano stabili rispetto ai 15,4 mld di euro del 31 dicembre 2020 e in incremento rispetto ai 13,0 mld di euro del 31 marzo 2020. La dinamica complessiva evidenzia di fatto una sostanziale stabilità della qualità del portafoglio creditizio con il terzo stadio sostanzialmente flat rispetto a fine 2020.

Il totale finanziamenti clientela deteriorati del Gruppo al 31 marzo 2021 è risultato pari a 4,1 mld di euro in termini di esposizione lorda, in linea rispetto al dato del 31 dicembre 2020 (pari a 4,0 mld di euro) e in calo rispetto al 31 marzo 2020 (pari a 11,6 mld di euro). In particolare, l’esposizione lorda delle sofferenze, pari a 1,5 mld di euro, risulta stabile rispetto al 31 dicembre 2020 e in flessione di 4,7 mld di euro rispetto al 31 marzo 2020. L’esposizione lorda delle inadempienze probabili, pari a 2,4 mld di euro, risulta stabile rispetto al 31 dicembre 2020 e in flessione di 2,8 mld di euro rispetto al 31 marzo 2020. I finanziamenti scaduti deteriorati lordi, pari a 122 mln di euro, risultano in crescita di 46 mln di euro rispetto al 31 dicembre 2020 e in calo di 4 mln di euro rispetto al 31 marzo 2020. La dinamica rispetto ai valori del 31 marzo 2020 è imputabile principalmente al deconsolidamento delle posizioni del portafoglio “Hydra M” pari a 7,1 mld di euro in termini di esposizione lorda.

Al 31 marzo 2021 l’esposizione netta in termini di finanziamenti clientela deteriorati del Gruppo si è attestata a 2,2 mld di euro in linea rispetto al 31 dicembre 2020 e in calo rispetto al 31 marzo 2020 (-3,7 mld di euro). Anche per l’esposizione netta la dinamica rispetto ai valori del 31 marzo 2020 è imputabile principalmente al deconsolidamento delle posizioni del portafoglio “Hydra M” pari a 3,5 mld di euro in termini di esposizione netta.

L’incidenza dei finanziamenti clientela deteriorati netti sul totale finanziamenti clientela netti al 31 marzo 2021 risulta pari al 2,6%, in linea rispetto a dicembre 2020 (pari a 2,6%) e in calo rispetto a marzo 2020 (pari a 7,1%). In dettaglio, l’incidenza in termini percentuali delle Inadempienze probabili passa dal 3,5% di marzo 2020 all’1,9% di dicembre 2020 e all’1,8% di marzo 2021; l’incidenza delle Sofferenze, pari a 0,7%, risulta invariata rispetto a dicembre 2020 e in calo rispetto a marzo 2020 (pari al 3,5%). L’incidenza dei finanziamenti scaduti deteriorati risulta pari a 0,1%, stabile sia rispetto a dicembre 2020 che rispetto a marzo 2020.

Al 31 marzo 2021 la percentuale di copertura dei crediti deteriorati si è attestata al 47,4%, in crescita rispetto al 31 dicembre 2020 (pari a 46,2%). In particolare, la percentuale di copertura delle sofferenze sale dal 62,3% al 64,7% e quella delle Inadempienze probabili sale dal 36,8% al 37,5%. In calo, invece, percentuale di copertura degli scaduti deteriorati che passa dal 27,8% al 25,6%.

La percentuale di copertura dei crediti deteriorati registra, invece, un calo rispetto al 31 marzo 2020 (pari a 49,6%) principalmente per effetto del deconsolidamento del portafoglio “Hydra M” avvenuto a fine dicembre 2020.

Al 31 marzo 2021 le attività in titoli del Gruppo sono risultate pari a 22,6 mld di euro, in aumento rispetto al 31 dicembre 2020 (+0,9 mld di euro) in relazione all’incremento della componente di negoziazione riferibile, in particolare, alla controllata MPS Capital Services, solo in parte compensato dalla flessione delle attività finanziarie valutate al FV con impatto sulla redditività complessiva e della componente a costo ammortizzato. Si segnala che il valore di mercato dei titoli presenti nei crediti verso clientela al costo ammortizzato è pari a 9.431,8 mln di euro (con plusvalenze implicite per circa 314,9 mln di euro).

L’aggregato risulta in calo rispetto al 31 marzo 2020 (-3,4 mld di euro) a seguito della diminuzione delle attività finanziarie detenute per la negoziazione (-1,9 mld di euro) riferibili, in particolare, alla controllata MPS Capital Services e delle attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (-1,2 mld di euro) riferibili, in particolare, alla Capogruppo a fronte di vendite e scadenze di titoli solo in parte compensate dagli acquisti.

Al 31 marzo 2021 le passività finanziarie di negoziazione per cassa risultano in calo rispetto al 31 dicembre 2020 (-1,4 mld di euro) e in crescita rispetto al 31 marzo 2020 (+0,8 mld di euro).

Al 31 marzo 2021 la posizione netta in derivati risulta in miglioramento rispetto al 31 dicembre 2020, mentre risulta in peggioramento rispetto al 31 marzo 2020.

Al 31 marzo 2021, la posizione interbancaria netta del Gruppo si è attestata a 0,2 mld di euro in impiego, a fronte di 5,6 mld di euro in impiego al 31 dicembre 2020 a seguito del calo dei depositi sul conto della riserva obbligatoria e dell’ulteriore accesso al TLTRO3.

Rispetto al 31 marzo 2020 (pari a 7,7 mld di euro in raccolta) la variazione è imputabile all’ulteriore incremento dei depositi sul conto della riserva obbligatoria e agli ulteriori accessi alle aste TLTRO3. Rispetto al 31 dicembre 2020 risultano in calo i debiti verso banche (-0,7 mld di euro). Tale dinamica è stata guidata dall’azione posta in essere dalla Banca di riduzione dei tassi riconosciuti sui depositi bancari.

Al 31 marzo 2021 la posizione di liquidità operativa presenta un livello di counterbalancing capacity non impegnata pari a circa 31,0 mld di euro, in calo di 2,1 mld di euro rispetto al 31 dicembre 2020 principalmente per la minore raccolta commerciale. In crescita rispetto al 31 marzo 2020 (+9,4 mld di euro) grazie alla maggiore raccolta commerciale e all’attuazione delle iniziative previste dal funding plan (emissioni istituzionali, accesso al TLTRO3), nonché alla liquidità derivante dalla cessione dei crediti ad AMCO.

Al 31 marzo 2021 il patrimonio netto del Gruppo e di pertinenza di terzi risulta pari a circa 6,0 mld di euro in aumento di 0,2 mld di euro rispetto al 31 dicembre 2020, grazie all’incremento delle riserve da valutazione e all’utile di periodo.

Rispetto al 31 marzo 2020 si registra, invece, un decremento di 1,9 mld di euro, ascrivibile principalmente al closing dell’Operazione “Hydra M” avvenuto in data 1° dicembre 2020, che ha determinato la riduzione del capitale sociale per 1,1 mld di euro e l’incremento delle riserve per 0,2 mld di euro, ed alla dinamica dei risultati di periodo.

Per quanto riguarda i coefficienti patrimoniali, al 31 marzo 2021 il Common Equity Tier 1 Ratio si è attestato al 12,2% (rispetto al 12,1% di fine 2020) ed il Total Capital Ratio è risultato pari a 15,9%, che si confronta con il valore del 15,8% registrato a fine dicembre 2020.

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Informazioni fornite su richiesta Consob ai sensi dell’art 114 comma 5 del D.Lgs. n. 58/98

Rispetto alle stime formulate nei mesi precedenti che evidenziavano uno shortfall di 300 mln di euro nel primo trimestre 2021 con una crescita a 1,5 mld di euro al 1° gennaio 2022, si porta all’attenzione che al 31 marzo 2021 non è emerso alcuno shortfall di capitale e si prevede che a 12 mesi dalla data di riferimento, ovvero al 31 marzo 2022, lo shortfall possa essere inferiore a 1 mld di euro, includendo l’effetto dell’aggiornamento dei modelli interni dell’EBA Guidelines. La riduzione dello shortfall atteso deriva dagli effetti delle azioni di capital management già realizzate e dall’evoluzione del capitale e dei risk weighted assets. Lo shortfall di capitale, peraltro, riguarda il Tier 1 e in misura minore il Total Capital, mentre non è atteso shortfall sul Common Equity Tier 1. Lo shortfall è stimato con le medesime assunzioni alla base del Piano Strategico, tenendo conto dei risultati del primo trimestre 2021 ed escludendo l’operazione di rafforzamento patrimoniale.

Nonostante la riduzione dello shortfall atteso, al momento le stime di rafforzamento patrimoniale per 2,5 mld di euro non sono state riviste, in attesa di conoscere gli esiti degli stress test che saranno comunicati al mercato nel prossimo mese di luglio.

Con riferimento alla “soluzione strutturale” si evidenzia che il fondo Apollo, che aveva inviato alla Capogruppo una manifestazione di interesse non vincolante, dal mese di marzo ha accesso alla virtual data room.

Nel caso in cui la realizzazione di una “soluzione strutturale” non dovesse concretizzarsi in un orizzonte di breve/medio termine, il Capital Plan prevede il rafforzamento patrimoniale di 2,5 mld di euro. In tale contesto DG Comp dovrebbe valutare l’intervento dello Stato sulla base della viability stand alone della Capogruppo. Tale valutazione pone, in linea di principio, incertezze rilevanti sul percorso di rafforzamento patrimoniale della Capogruppo e su un aumento di capitale a condizioni di mercato. Sulla base delle prime interlocuzioni intercorse con DG Comp in seguito alla presentazione del nuovo Piano Strategico di Gruppo 2021-2025 – ed alla luce del mancato rispetto di alcuni commitment definiti nel Piano di Ristrutturazione 2017-2021 – alla Banca è stato chiesto di proporre ulteriori misure di compensazione che sono state approvate dal CdA del 5 febbraio 2021 e trasmesse a DG Comp. Successivamente sono proseguite le interlocuzioni con l’Autorità che al momento non registrano sviluppi significativi.

In attesa degli sviluppi delle interlocuzioni con DG Comp, si ritiene che l’operazione di rafforzamento patrimoniale, inizialmente ipotizzata per il terzo trimestre 2021, possa avvenire nel quarto trimestre del 2021 o nel primo semestre del 2022.

Sulla base del quadro informativo attuale si ritiene che lo shortfall patrimoniale potrà essere superato attraverso la “soluzione strutturale” ovvero attraverso un’operazione di rafforzamento patrimoniale su base stand alone e pertanto, valutata la rilevante incertezza relativa alle modalità di esecuzione del rafforzamento patrimoniale, vi è la ragionevole aspettativa che la Banca continui ad operare come un’entità in funzionamento in un futuro prevedibile ritenendo altresì appropriato l’utilizzo del presupposto della continuità aziendale nella predisposizione del resoconto intermedio di gestione al 31 marzo 2021.

Si precisa che tali informazioni, su richiesta della CONSOB, verranno diffuse mensilmente e contestualmente alla diffusione delle informazioni finanziarie periodiche previste dalla normativa regolamentare vigente.

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Il Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, Nicola Massimo Clarelli, dichiara ai sensi del comma 2 articolo 154 bis del “Testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria” che l’informativa contabile contenuta nel presente comunicato corrisponde alle risultanze documentali, ai libri ed alle scritture contabili.

(GD – www.ftaonline.com)

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