MPS e Tesoro trattano con Bruxelles

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Fari puntati su Banca MPS (+1,2% a 0,8168 euro): l’istituto senese ha comunicato di avere contatti in corso con “il Ministero dell’economia e delle finanze (MEF, ndr), al fine di riavviare le interlocuzioni con DG COMP (Directorate-General for Competition)” per ottenere il via libera al piano industriale e al rafforzamento di capitale. Secondo le voci di stampa l’ok di Bruxelles dovrebbe arrivare nei primi mesi del 2022 e comprendere una proroga di 18 mesi (fino ad autunno 2023) del termine ultimo per l’uscita del Tesoro dal capitale.

Si parla anche di Victor Massiah (ex numero uno di UBI Banca) come nuovo a.d.. Per quanto riguarda il piano industriale si ipotizza la cessione delle passività per le litigation da 6,2 miliardi di euro a Fintecna (gruppo CDP, e quindi MEF) e la vendita di sofferenze per 4 miliardi circa ad AMCO (sempre MEF). La ricapitalizzazione dovrebbe essere di 2,9 miliardi di euro mentre sul fronte del taglio dei costi l’obiettivo è un cost/income del 62-63 per cento dal 70% del terzo trimestre, da raggiungere con taglio di personale (le ultime indicazioni parlano di circa 4 mila unità) e filiali.

L’analisi del grafico di Banca MPS vede il titolo poco sopra il minimo storico a 0,7794 euro toccato venerdì: i primi segnali confortanti arriverebbero con il superamento di area 0,88 ma solo con una stabilizzazione sopra quota 1,00 si creerebbero i presupposti per un recupero capace di riportare le quotazioni verso 1,13-1,14 e quindi sui massimi di giugno a 1,30 circa.

(Simone Ferradini – www.ftaonline.com)

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