Le borse scommettono sull’arrivo di uno stimolo fiscale negli Usa

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Future Eurostoxx 50 sulla parità questa mattina. Il future quota 3252 punti, livelli analoghi a quelli della seduta di ieri. Dopo una seduta in positivo per Wall Street (migliore dei tre principali indici newyorkesi l’S&P 500, apprezzatosi giovedì dello 0,80%), alla riapertura degli scambi in Europa la tendenza rialzista è proseguita, per un quanto con un tono più contrastato.

Il rinnovato ottimismo su nuovi aiuti all’economia da parte di Washington torna a guidare i mercati, oltre alla convinzione che una vittoria di Biden sarà netta e che quindi Trump non avrà appigli per aprire a contestazioni del risultato affidandosi alla Corte Suprema.

Una vittoria dei democratici porterebbe con se un nuovo piano di aiuti da almeno 2400 miliardi di dollari, i mercati puntano su questo fattore e sul fatto che in quel caso la Federal Reserve, che al momento resta a guardare la situazione senza mettere in campo nuovi interventi, potrebbe decidere di uscire dal suo immobilismo.

Donald Trump ha fatto dietrofront rispetto alla volontà di interrompere i negoziati con i democratici dichiarando giovedì che i colloqui con il Congresso sono ripresi con l’obiettivo di trovare l’accordo su un alleggerimento fiscale mirato, in particolare su alcuni settori come quello delle linee aeree che in assenza di aiuti sono destinate ad operare licenziamenti corposi.

La speaker democratica della Camera Nancy Pelosi, incaricata del negoziato con i repubblicani, è tuttavia contraria a nuovi interventi mirati alle compagnie aeree senza un pacchetto più ampio e generalizzato che possa limitare i danni della pandemia. La Pelosi ha comunque avuto un colloquio di 40 minuti con il segretario di Stato Steven Mnuchin alla ricerca di un punto di incontro tra democratici e repubblicani.

Il presidente Usa martedì aveva imposto uno stop ai negoziati puntando a giocarsi in chiave elettorale la promessa di nuovi aiuti.

Una manovra fiscale viene ritenuta indispensabile anche dalla Fed, che continua a fare capire di avere ormai fatto tutto il possibile per sostenere l’economia. Robert Kaplan, president della Federal Reserve Bank (Fed) di Dallas, si dice contrario ad un ulteriore quantitative easing e anzi segnala il suo sostegno all’ipotesi di ridurre l’allentamento in corso. “Sono scettico sui vantaggi di fare di più”, ha sottolineato in un’intervista a Bloomberg Radio, citata da Reuters, spiegando di ritenere che i tassi d’interesse di lungo termine sono già sui minimi storici e cercare di spingerli ulteriormente verso il basso, aumentando i 120 miliardi di dollari di titoli che la Fed sta già acquistando ogni mese, farebbe poco per aiutare l’economia reale. “Non credo sia salutare per i mercati essere dipendenti o troppo confidenti circa la presenza della Fed. Genera fragilità”, ha concluso.

Secondo Eric Rosengren, president della Federal Reserve (Fed) di Boston, la probabile mancanza di ulteriori aiuti federali per famiglie e imprese nel 2020 frenerà la ripresa economica Usa, anche a causa dell’ampio accumulo di debito corporate. “Non prevedevo alcuno stimolo fiscale fino all’inizio del prossimo anno. Di conseguenza il mio outlook era assai più debole di quello di molti miei colleghi”, ha sottolineato giovedì, parlando a un evento online organizzato dalla Marquette University. Secondo quanto riportato da Reuters, le previsioni più prudenti di Rosengren sono state influenzate anche dalle sue preoccupazioni su un accumulo di leva finanziaria eccessiva (specialmente in settori come il real estate commerciale), il cui effetto potenzialmente destabilizzante renderebbe più difficile qualsiasi ripresa.

Per il momento comunque il mercato del lavoro non segnala particolari difficoltà: le nuove richieste di sussidi di disoccupazione nella settimana terminata il 2 ottobre si sono attestate a 840 mila unità, superiori alle attese (820 mila unità) ma inferiori al dato della settimana precedente (849 mila unità).

Il numero totale di persone che richiede l’indennità di disoccupazione (calcolato sui dati al 25 settembre) si attesta a 10,976 milioni, inferiore ai 11,979 milioni della rilevazione precedente (attese 11,400 milioni).

Dalla Cina arrivano dati macro misti: l’indice Pmi nel settore dei servizi in Cina elaborato da Markit/Caixin è salito in settembre a 54,8 punti dai 54,0 punti di agosto mentre il Pmi Composite, che raggruppa manifatturiero e servizi, è sceso a 54,5 punti dai 55,1 punti precedenti.

Il future Eurostoxx 50 si è lasciato ieri alle spalle in area 3236/43 le medie mobili esponenziali a 50 e a 100 giorni, praticamente coincidenti in questa fase.

Oltre i massimi di questa mattina di area 3260 il future potrebbe tentare di andare a testare in area 3275 la linea che unisce i minimi di giugno e del 31 luglio, base del testa spalle ribassista disegnato dal picco di giugno e completato il 21 settembre. Resistenze successive a 3346/49, dove si collocano i massimi di alcune sedute tra il 9 e il 16 settembre, e a 3358, linea che scende dal massimo del 21 luglio.

Senza il superamento dei 3275 punti il rimbalzo partito dal minimo del 25 settembre sarebbe da considerare solo una reazione temporanea alla brutta discesa del 21 settembre, un “return move” alla neckline del testa spalle. Movimenti limitati alla trend line (la “neckline”) del testa spalle potrebbero risolversi in un nuovo cambiamento di fronte in direzione del ribasso, capita spesso infatti che dopo il completamento di una figura ribassista si realizzi un rimbalzo che non cancella però le implicazioni negative derivanti dalla presenza della figura stessa ma si limita a riportare temporaneamente i prezzi in prossimità della base della figura.

Il testa spalle proietta obiettivi in area 2980, solo il ritorno al di sopra della sua linea di base negherebbe quindi il recente segnale ribassista di medio termine e prospetterebbe un tentativo di recupero dei massimi di luglio con resistenze intermedie già indicate a 3346/49 e a 3358. Nel breve termine sotto area 3230 attesi cali verso il supporto a 3210, in caso di violazione anche di quei livelli rischio di ritorno sui minimi del 2 ottobre a 3136, poi di test dei minimi di giugno a 3046 punti.

Supporto successivo il target del testa spalle ribassista.

(AM – www.ftaonline.com)

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