L’Angolo del Trader

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Massiccia flessione ieri per Leonardo (-5,39% a 7,33 euro) con il titolo sceso sui minimi da fine febbraio. Non si segnalano novità specifiche capaci di spiegare un movimento così consistente, tranne le indicazioni giunte da un incontro dell’a.d. Alessandro Profumo con gli analisti dei broker: target 2022 confermati (questo potrebbe aver deluso i partecipanti); ritardi nelle forniture di semiconduttori in USA; pressioni sul costo del lavoro nel Regno Unito; break-even divisione aerostrutture confermato al 2025; i proventi da cessioni verranno utilizzati per ridurre il debito. L’analisi del grafico di Leonardo mette in evidenza che la flessione di ieri ha riattivato il movimento ribassista originato dal massimo dell’8 giugno a 10,8960 euro. Il titolo è ormai a un passo dalla chiusura del gap rialzista lasciato a fine febbraio a 6,9960: il test di questo riferimento potrebbe produrre un rimbalzo verso 7,50 almeno, con obiettivo successivo sul recente massimo a 8,2260, ostacolo decisivo da superare per assistere a un recupero duraturo.

In caso contrario, ovvero di discese sotto area 7, seguirebbero approfondimenti verso quota 6 e 5,7560, minimo del novembre 2021.

Ribasso di 2,5 punti percentuali ieri per STM, in scia alle indiscrezioni secondo cui la domanda di iPhone non sarebbe così robusta come ipotizzato fino a qualche mese fa. Apple avrebbe pertanto cambiato idea sull’incremento della produzione dello smartphone, invitando i fornitori (tra cui STM) a non ritenere più valide le sollecitazioni a incrementare la capacità produttiva. Il titolo è sceso nella seduta di ieri fino a toccare un minimo a quota 32,315 prima di reagire e risalire in chiusura a 33,63 euro. I prezzi hanno lasciato aperto un ampio gap a 34,443 euro ed ora potrebbero cercare di coprirlo grazie anche al supporto offerto dalla parte inferiore del canale che scende dai top di agosto, riferimento a 32,75, testato ieri.

La permanenza sopra 32,50 tiene viva la possibilità che il titolo possa riprendere la corsa al rialzo intrapresa dai bottom di luglio, ma i prezzi dovranno oltrepassare gli ostacoli 35 e poi a 36,50 euro per inviare segnali concreti in tal senso. Sotto 32,50 invece primo sostegno a 32 euro, poi ampi spazi di ribasso verso 30 e 27,50 circa.

MFE B in pesante ribasso ma i minimi potrebbero essere vicini. Il titolo ha lasciato sul terreno mercoledì il 3,56% a 0,434 euro. La società ha registrato un calo degli utili nel primo semestre. Il risultato operativo nel primo semestre è sceso a 112 milioni di euro (-44%). La raccolta pubblicitaria è sostanzialmente invariata a 976,4 milioni. Per quello che riguarda la crescita il direttore finanziario Marco Giordani ha detto “Saremo presenti su qualsiasi dossier che ci aiuti a espandere le dimensioni del nostro business, non solo in paesi come Italia e Spagna, dove già operiamo. Tutte le opportunità saranno valutate” ma non ha commentato sulle voci di un’offerta congiunta con il miliardario francese Xavier Niel per il controllo della società televisiva M6. Il titolo nell’intraday è sceso fino a 0,4126 euro, nuovo minimo storico, per poi terminare come detto a 0,434 euro. In area 0,423 si colloca un possibile target per la discesa (proiezione dell’ampiezza del ribasso visto tra il 14 luglio 2021 e il 7 marzo 2022 dal top del 14 marzo 2022). I minimi di mercoledì potrebbero quindi essere anche dei minimi di periodo. Una conferma in questo senso verrebbe al di sopra di 0,4884 (top del 26 settembre), primo target a 0,5255, gap del 16 settembre, poi a 0,5850. Difficile fornire obiettivi in caso di violazione di area 0,41, rischio di cali fino a 0,35 euro.

( – www.ftaonline.com)

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