L’Angolo del Trader

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Settoriale banche in forte rialzo in avvio di ottava: l’indice ha guadagnato il 3,1%. Il rialzo di 75 punti base da parte della Bce ha dato ossigeno al comparto, il margine di interesse dovrebbe infatti avvantaggiarsene e portare beneficio ai bilanci. Unicredit ha archiviato la seduta di lunedì con un +2,31% a 10,612 euro (massimo di giornata a 10,71 euro). Il titolo è arrivato in vista della resistenza critica di are 10,80/90 euro, già testata senza successo tra fine maggio e inizio giugno, coincidente con il 38,2% di ritracciamento del ribasso dal picco di febbraio. Solo la rottura di questo riferimento ricavato dalla successione di Fibonacci permetterebbe di guardare con maggiore tranquillità al proseguimento del rialzo intrapreso dai minimi di luglio. Oltre area 10,80/90 il target si sposterebbe a 11,80, poi in area 12,80. Solo discese sotto 10,19, base del gap del 9 settembre, potrebbero fare temere un ripensamento da parte del mercato: da non dimenticare che i prezzi si sono lasciati alle spalle un ampio gap rialzista il 27 luglio con base a 8,66 euro che potrebbero essere tentati di andare a ricoprire in caso di incertezza sulla strada da seguire.

Banco BPM prosegue la cavalcata rialzista. Il titolo ha guadagnato lunedì il 2,97% a 2,77 euro. I prezzi hanno oscillato tra 2,715 e 2,812. Banco BPM piace a Intesa Sanpaolo: dopo il rialzo dei tassi di settimana scorsa da parte della BCE (+75 punti base, con altri in vista), tutto il settore bancario ha messo a segno performance interessanti in vista del miglioramento del margine di interesse. Secondo gli analisti di Intesa Banco Bpm ha la maggior sensibilità ai tassi di interesse tra le banche seguite dall’ufficio studi e questo sostiene la visione positiva sull’azione.

I massimi toccati lunedì dal titolo a 2,812 euro sono coincidenti con la trend line ribassista disegnata dal top di febbraio e con il 38,2% di ritracciamento (percentuale di Fibonacci) del ribasso dal picco di febbraio. La rottura di questa importante resistenza sarebbe un segnale di forza degno di attenzione, che potrebbe anticipare movimenti anche sopra i 3 euro. In quel caso il target si sposterebbe a 3,28 euro, top di inizio giugno. In caso di mancata rottura di area 2,81 e di violazione di 2,65 rischio di discese verso 2,38, linea che sale dai minimi di luglio, supporto critico anche in ottica di medio termine.

Improvvisa fiammata per Banca MPS che dopo il segno positivo di venerdì fa registrare un +19% nella prima seduta della settimana. Giovedì è in calendario l’assemblea che dovrebbe approvare l’aumento di capitale da 2,5 miliardi di euro. Anima potrebbe sostenere l’operazione con un investimento (rumors ipotizzano da 150 a 250 milioni) mentre si attende di comprendere se un consorzio bancario coprirà l’operazione. Al momento è certo l’apporto del Tesoro pro-quota con circa 900 milioni di euro che restano da coprire sul mercato. C’è anche il rischio di uno slittamento secondo i desiderata di Fratelli d’Italia che punterebbe ad un’operazione dopo il voto del 25 settembre. E’ stato comunque tutto il comparto bancario europeo che ha guadagnato terreno grazie alle prospettive dei forti rialzi dei tassi della Bce che dovrebbero accrescere il margine d’interesse delle banche commerciali. Con il recupero di ieri MPS è tornato sui livelli del 26 agosto, dunque si tratta di una goccia nell’oceano del ribasso strutturale, ma comunque sempre di un recupero che potrebbe preludere ad un rimbalzo più duraturo. Il superamento di area 0,38 rappresenterebbe un indizio in tal senso ed aprirebbe al ritorno del titolo verso 0,48, con target intermedio a 0,41 circa. Sotto 0,28 invece nuovi bottom ipotizzabili a 0,25 e 0,20 euro.

(AC – www.ftaonline.com)

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