L’Angolo del Trader

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All’indomani del meeting della Banca Centrale Europea, i titoli del comparto bancario si sono mossi in territorio positivo. Ricordiamo che la BCE ha aumentato i tassi d’interesse di 75 punti base all’1,25% dopo averli alzati di 50 punti in luglio e che il consiglio direttivo dello stesso istituto ha previsto di aumentare ulteriormente i tassi d’interesse per frenare la domanda e scongiurare il rischio di un persistente spostamento al rialzo delle aspettative d’inflazione. Per quanto permangano i forti rischi di una recessione, la notizia è stata accolta favorevolmente dalle banche, poichè consente loro di beneficiare dell’ampliamento dello spread tra tassi attivi e passivi e quindi di incrementare il margine d’interesse. Intesa Sanpaolo ha guadagnato quasi 5 punti percentuali risalendo al di sopra di quota 1,80 ed avvicinandosi al picco di agosto a 1,8676 euro. Il rialzo ha permesso di allentare le tensioni che si stavano accumulando con il riavvicinamento ai bottom di luglio, ma necessita di ulteriori conferme nel breve per acquisire credibilità.

Innanzi tutto il superamento dei citati massimi a 1,8676, preludio all’inizio della scalata che potrebbe condurre al ritorno sui 2,00 euro, riferimenti perso lo scorso giugno e più avvicinati. Sotto 1,75 invece il rialzo perderebbe nuovamente forza e si farebbe strada l’ipotesi di un ritorno inizialmente a 1,66 e poi sul supporto critico in area 1,59.

A2A in forte rialzo venerdì all’indomani del Focus Infrastructure & Energy all’interno della Italian Sustainability Week organizzata da Borsa Italiana. Le indicazioni offerte dal management di A2A sono state confortanti sia per quanto riguarda i margini nel secondo semestre sia per l’andamento dei ricavi dalla base clienti (non prevede un peggioramento del delinquency rate).

Equita conferma la raccomandazione buy e il target a 1,83 euro anche alla luce della marcata sottoperformance rispetto al settore da inizio anno (-38% contro -23%). Nelle ultime sedute il titolo si è avvicinato al minimo di fine ottobre 2020 a 1,0475 euro (minimo ieri a 1,0515): una chiusura di seduta inferiore a questo riferimento preannuncerebbe ulteriori discese in direzione di 0,9575, minimo pluriennale del marzo 2020. Concreti segnali di forza solo in caso di riposizionamento sopra 1,13, operazione propedeutica a un attacco a 1,1800-1,1815: in caso di successo via libera verso il massimo del 16 agosto a 1,3040.

Bene i petroliferi con Tenaris in evidenza nella seduta finale della scorsa settimana grazie al rimbalzo del greggio: il barile risale la china dai minimi da gennaio toccati giovedì. Il titolo sembra approfittare delle prospettive di incremento dei siti produttivi in Paesi che si candidano a sostituire la Russi come fornitore di greggio all’Europa. É il caso della Guyana che da inizio anno ha portato al 49% del totale le esportazioni verso l’Europa, contro il 16% del 2021. Secondo Reuters a breve la Guyana annuncerà una gara per nuovi campi offshore di gas e petrolio. Notizie positive per Tenaris che è attiva nella produzione di tubi per oleodotti e gasdotti. Graficamente possiamo osservare che il titolo oscilla all’interno del canale ascendente in essere dal minimo del 6 luglio a 10,9450 euro. Nelle ultime sedute i prezzi hanno testato la base del canale e ora è lecito attendersi un allungo verso 14,85, massimo del 30 agosto. Oltre questo riferimento riattivazione del movimento rialzista verso il lato alto del canale, al momento in transito per 15,30, con obiettivo sul massimo pluriennale di fine maggio a 16,36. Discese sotto 13,2150 preannuncerebbero approfondimenti sui 12,50 almeno.

(AC – www.ftaonline.com)

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