L’Angolo del Trader

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Amplifon potrebbe soffrire oggi in Borsa dopo che la concorrente Sonova ha peggiorato la guidance. Il gruppo svizzero prevede per l’attuale esercizio 2022-2023 (iniziato il 1° aprile) ricavi in crescita fra il 15 e il 19%, contro il 17-21% indicato in precedenza. L’EBITDA è ora atteso a +6/10 per cento dal precedente +12/18 per cento. Alla base della revisione del management di Sonova ci sono il rallentamento dei ricavi in alcuni mercati chiave e l’incremento dei costi per componentistica e trasporti registrati nei primi mesi dell’esercizio. L’analisi del grafico di Amplifon mette in evidenza il tentativo di recupero dal minimo da luglio 2020 a 25,26 euro toccato a metà giugno. Il titolo oscilla poco sotto gli ostacoli a 33 euro circa: discese sotto 29,25 anticiperebbero un test di 27,39, supporto determinante per scongiurare il completamento del potenziale doppio massimo in formazione da inizio luglio. Si tratta di una figura ribassista che potrebbe spingere le quotazioni sotto 25,26 e quindi riattivare il movimento ribassista in essere da fine 2021 verso 22,50 almeno. Concreti segnali di forza solo in caso di perentorio superamento di 33 per 35,10 e 38.

Banco BPM in deciso rialzo venerdì scorso (+4,04% a 2,7050 euro). Repubblica è tornata a parlare dell’ipotesi di acquisizione da parte di Credit Agricole. La banca francese ha acquisito il 9,18% di BPM a inizio aprile. Il quotidiano fa notare che JP Morgan, che è advisor di Credit Agricole, ha recentemente acquisito il 5% di BPM con contratti derivati. Graficamente il titolo sembra intenzionato ad attaccare il recente massimo a 2,76 euro, operazione che se portata a termine con successo determinerebbe la riattivazione del recupero partito dai 2,21 del 15 luglio con primi obiettivi a 2,95 (linea ribassista tracciata dal picco di metà febbraio) e 2,9680 (massimo del 21 giugno).

Sopra questi ostacoli via libera verso 3,25-3,30 almeno. Sotto 2,54 completamento del potenziale doppio massimo formatosi nelle ultime sedute e rischio inversione di tendenza.

Nexi tocca i massimi da inizio giugno. A far scattare gli acquisti potrebbe essere il punto relativo al limite all’uso del contante nel programma del centrodestra. Nel documento si parla di innalzamento del limite fino alla media dell’Unione Europea. Probabilmente il mercato scontava una mossa più aggressiva con un incremento ancora maggiore del limite, scenario che avrebbe danneggiato il settore dei pagamenti elettronici. Il titolo si avvantaggia anche con le indiscrezioni riguardanti non meglio precisate operazioni straordinarie e ricordando che nei mesi scorsi il gruppo era stato avvicinato da società di private equity (Silver Lake una di queste) per trattare l’acquisizione. I negoziati si erano però interrotti a fine marzo per mancato accordo sul prezzo. Il titolo venerdì è salito del 5,07% a 9,322 euro e ha anche toccato un massimo intraday a 9,528 euro. A 8,95 si colloca il lato alto del canale crescente disegnato dal minimo di giugno, la rottura di quei livelli è da leggere come un segnale di forza che potrebbe ora anticipare movimenti in area 10,10 euro almeno. Se poi le quotazioni riuscissero a scavalcare anche quella resistenza si potrebbe parlare di una prospettiva di rialzo anche in ottica temporale più dilatata, con obiettivo in area 11,80 euro. Ripiegamenti al di sotto di 8,95 farebbero vacillare lo scenario rialzista, in casi di violazione di 8,40 rischio poi di discese verso la base del canale a 7,80 euro.

(SF – www.ftaonline.com)

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