L’Angolo del Trader

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CNH Industrial in arretramento lunedì nonostante il record di ricavi conseguiti nel secondo trimestre: ricavi a 6.082 milioni di dollari (+17,5% rispetto al secondo trimestre 2021 per le Continuing Operations) e utile netto di 552 milioni di dollari (514 un anno fa). Confermata la guidance 2022 con fatturato in crescita del 12/14% (cambio euro dollaro a 1,05), ma con “condizioni decisamente meno favorevoli per i prossimi trimestri”. Mediobanca Securiries ha comunque confermato il giudizio “outperform” e ha alzato il target price a 18,3 euro da 17,4 euro: i conti del secondo trimestre, sono positivi, rispettivamente superiori del 10% e del 20% rispetto al consensus in termini di Ebit delle attività industriali e di utile netto adjusted. Il titolo ha ceduto il 3,29% a 12,065 euro, valore coincidente con il minimo di giornata. Le ultime due candele formano un pericoloso “tweezer bottom”, figura ribassista che verrebbe attivata in caso di violazione a 12,015 della base del gap rialzista del 29 luglio. In quel caso i prezzi potrebbero tornare in area 11,30/35 almeno. Supporto successivo, critico anche in ottica di medio periodo a 10,60 circa. Solo oltre 12,745, minimo dell’11 maggio, possibile un tentativo di ricopertura del gap del 10 giugno con lato alto a 13,50. Resistenza successiva a 14,45, massimo dello “shooting star” del 18 maggio.

Generali batte le attese nel primo semestre. I premi lordi salgono a 41,9 miliardi di euro (+2,4% a/a) e sopra i 41,119 del consensus. Il risultato operativo si attesta a 3,1 miliardi (+4,8% a/a) contro i 2,964 stimati dagli analisti. L’utile netto scende a 1.402 milioni da 1.540 milioni nel primo semestre 2021 ma comunque superiore agli 1.327 milioni del consensus: senza le svalutazioni sugli investimenti russi l’utile netto si attesterebbe a 1.541 milioni. Confermata la guidance 2022. Durante la conferenza stampa l’a.d. Donnety ha dichiarato che ci sarà un aumento significativo dei prezzi per mitigare l’impatto dell’inflazione sui costi dei sinistri.

L’analisi del grafico di Generali mette in evidenza la massiccia flessione partita a inizio aprile (-30% circa da allora). Il titolo sta tentando una reazione ma solo con il ritorno in pianta stabile sopra 15,50 euro si creerebbero le premesse per estensioni verso 16,50 e 17,50. Sotto 13,80 rischio concreto di assistere al ritorno sul minimo di ottobre 2020 a 11,1750.

Molto bene ieri Banca MPS (+4,30% a 0,4316 euro) dopo le dichiarazioni di Alessandro Melzi d’Eril, a.d. di Anima Holding: l’asset manager è disponibile a partecipare all’aumento di capitale della banca senese “in cambio di una più forte relazione commerciale”. Quadro grafico critico per MPS che giovedì scorso ha toccato il minimo storico a 0,4006 euro. Segnali di forza al superamento del top del 20 luglio a 0,4880, operazione che fornirebbe l’abbrivio per estensioni verso 0,5450 almeno: oltre questo ultimo riferimento si aprirebbero spazi di ascesa più ampi in direzione di 0,65.

(SF – www.ftaonline.com)

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