L’Angolo del Trader

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Seduta negativa quella di ieri per Campari, in scia al ribasso di tutto il comparto in Europa. Diageo, che ieri ha perso il 2,89%, ha annunciato la cessazione delle proprie attività in Russia entro i prossimi sei mesi. La scorsa settimana Nike e Cisco avevano comunicato decisioni simili. C’è il timore che a breve possa essere varata una legge che consente a Mosca di requisire asset e decretare condanne. Campari ha comunque chiuso la seduta oltre 10 euro (10,05) dopo essere sceso nell’intraday fino a quota 9,808. I prezzi hanno superato venerdì a quota 9,75 la Fibonacci fan line del 61,8% del ventaglio disegnato dal massimo di novembre, resistenza già messa alla prova più volte dal 6 aprile, testando poi a 10,26 la media esponenziale a 100 giorni. Prossimo obiettivo a 11,1, 50% retracement del ribasso da novembre. Sotto 9,70, minimo di venerdì, il segnale di forza rientrerebbe, supporto successivo a 9,30, poi a 9,01, minimo del 14 giugno.

Giornata-no ieri per Stellantis e per il settore industriale, comparto particolarmente sensibile alle prospettive della congiuntura. Martedì l’indice di fiducia dei consumatori USA elaborato dal Conference Board relativo al mese di giugno è sceso a 98,7 punti dai 103,2 di maggio (dato rivisto da 106,4) e sotto i 100,4 del consensus: si tratta del livello più basso da febbraio 2021. Inoltre nella notte è arrivata la decisione del Consiglio dei Ministri dell’Ambiente dei Paesi UE: a partire dal 2035 sarà consentita la vendita di auto sono con emissioni di CO2 pari a zero. Al momento attuale solo le elettriche integrali (BEV, Battery Electric Vehicle) hanno questa caratteristica. È stato però previsto che nel 2026 ci sia un aggiornamento della situazione: le case automobilistiche avranno la possibilità di dimostrare di essere in grado di produrre veicoli ibridi capaci di funzionare senza emettere CO2, oppure di utilizzare biocarburanti “puliti”.

Infine, secondo indiscrezioni Stellantis sta approntando un piano per garantire l’energia ai propri impianti produttivi nel caso in cui ci dovessero essere problemi causati dalla guerra in Ucraina. L’analisi del grafico di Stellantis mette in evidenza l’oscillazione del titolo a ridosso del supporto a 12,00-12,10 euro, riferimento decisivo nel medio periodo. In caso di rottura perentoria verrebbe riattivato il movimento ribassista partito a inizio anno con primo obiettivo a 11 e successivi a 9,00-9,50. Segnali di forza sopra 12,90 per 13,90-14,00 e 15,5160, massimo di fine marzo.

Buona performance mercoledì per BP Sondrio in scia all’approvazione del piano industriale Next Step 2022-2025. Il piano prevede una crescita dell’utile netto da 269 milioni (2021) ai 323 di fine periodo, ROE da 8,9 a 9,2 per cento, copertura crediti deteriorati da 55,4 a 45,8 per cento, payout dividendo da 34 a 50 per cento e 550 milioni di dividendi. L’ad Mario Alberto Pedranzini ha dichiarato “Abbiamo 350 milioni di excess capital che ci copre le spalle a fronte delle incertezze del contesto, ci dà tranquillità. Speriamo che lo scenario vada a migliorare, ma avere la possibilità di investire è importante per attuare le leve del Piano: noi valutiamo tutte le opportunità di mercato e lo facciamo sempre da un punto di vista industriale. Abbiamo efficienza ed efficacia al nostro interno e se ci saranno opportunità confacenti alle nostre aspettative ci metteremo la testa e utilizzeremo parte di questo capitale”. Per quello che riguarda il de-risking nell’arco del Piano la BP Sondrio prevede la cessione di crediti deteriorati per 580 milioni di euro complessivi. “Tali cessioni sono concentrate nei primi tre esercizi ma non stiamo pensando a operazioni massive: si tratta di circa 150-200 milioni di dismissioni per anno” ha spiegato il cfo, Massimo Perona. Il titolo ha terminato mercoledì a 3,398 euro, in rialzo del 2,16%. I prezzi hanno oscillato nella seduta tra 3,342 e 3,46 euro. Per confermare l’intonazione positiva delle ultime ore sarà necessario il superamento del picco del 21 giugno a 3,472.

In quel caso probabile un tentativo di ricopertura del gap ribassista del 10 giugno con lato alto a 3,652. Resistenza successiva a 3,90 euro. Senza la rottura di 3,472 e in caso di violazione di area 3,30 atteso il test del supporto critico a 3,15, 61,8% di ritracciamento (percentuale di Fibonacci) del rialzo dai minimi di marzo. Sotto quei livelli supporto a 2,93 circa.

(SF – www.ftaonline.com)

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