L’Angolo del Trader

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Intesa Sanpaolo (+0,6%) ha chiuso la seduta di ieri con un rialzo contenuto. In mattinata i prezzi erano saliti fino a far segnare i massimi dal 9 giugno, in scia alla decisione del cda di dare esecuzione al buyback con un programma iniziale per un esborso pari a 1,7 miliardi di euro (su 3,4 complessivi approvati nell’ultima assemblea e autorizzati dalla BCE), con avvio il 4 luglio e termine stimato entro la fine di ottobre. La seconda tranche verrà eseguita “entro l’approvazione dei risultati al 31 dicembre 2022”. Graficamente il titolo è tornato a testare dal basso la linea che unisce i minimi di marzo con quelli di maggio, violata al ribasso il 10 giugno ed ora a 1,95 circa. Il quadro grafico resta incerto. Oltre quota 1,95 nuovi segnali di forza che potrebbero favorire il ritorno sui top di fine maggio a 2,0815. Sul fronte opposto invece indicazioni di cedimento preoccupanti in caso di discese sotto 1,68.

Mediobanca ha ceduto più del 2% lunedì scendendo fino a quota 8,25 per poi stabilizzarsi in area 8,40/45 euro. La notizia della morte di Leonardo Del Vecchio ha pesato sulle quotazioni di Generali e di Mediobanca. Del Vecchio era infatti l’azionista forte di Mediobanca, con quasi il 20% della proprietà, e un socio molto rilevante di di Generali con il 9,9%. Mediobanca detiene invece il 12,8% circa di Generali. L’investimento in Mediobanca era finanziario e di lungo termine, l’obiettivo era quello di intervenire nella governance della banca. Ora che Del Vecchio non c’è più è possibile che le partecipazioni in Mediobanca e Generali diventino veramente solo finanziarie, e che si rinunici ad ambizioni di governance. A 8,35 euro si colloca il 61,8% di ritracciamento del rialzo dal minimo di marzo.

Lunedì c’è stata lotta su quel supporto, che per adesso, anche se solo marginalmente, ha tenuto. Una decisa violazione di area 8,35 potrebbe anticipare il ritorno sul minimo di marzo a 7,17 euro. Un rimbalzo credibile si attiverebbe al di sopra di area 8,70. In quel caso primo target a 9,27/9,24, massimo del 15 giugno e minimo del 25 maggio. Resistenza successiva a 9,64 euro, gap del 10 giugno.

Focus su OVS che ha annunciato di aver siglato una lettera di intenti con tutti gli azionisti di Coin SpA per acquisizione del 100% del capitale. L’accordo prevede l’avvio in esclusiva di “una fase di due diligence, nel corso della quale il Consiglio di Amministrazione si avvarrà di consulenti esterni, con l’obiettivo di addivenire – in caso di esito soddisfacente per OVS e di ottenimento di tutte le necessarie autorizzazioni – al perfezionamento dell’acquisizione entro la fine di novembre 2022”. Stefano Beraldo, a.d. di OVS, figura tra i soci di Coin: pertanto, l’acquisizione ricade nella disciplina delle operazioni con parti correlate. L’analisi del grafico di OVS mette in evidenza il testa e spalle ribassista formatosi sin da luglio 2021 e completato con la flessione partita a inizio mese. La violazione del riferimento a 1,50 euro confermerebbe definitivamente il segnale negativo con primo obiettivo in area 1,20. Il superamento del recente massimo a 1,6870 creerebbe invece le premesse per un riposizionamento sopra 1,77, operazione necessaria per assistere a un riavvicinamento a 2,1240, massimi allineati di fine marzo e inizio giugno.

(SF – www.ftaonline.com)

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