L’Angolo del Trader

di , pubblicato il

Terza seduta consecutiva al rialzo ieri per Banco BPM. Il titolo è sotto i riflettori da quando l’a.d. di AXA Thomas Buberl, rispondendo a una domanda su un ipotetico interessamento agli asset di bancassurance di BPM, ha dichiarato che il gruppo assicurativo francese intende replicare anche con altri partner il modello joint venture seguito con Banca MPS. L’analisi del grafico di Banco BPM mette in evidenza la massiccia flessine della scorsa settimana, movimento che potrebbe aver danneggiato in modo irreparabile il rimbalzo dal minimo di inizio marzo. Conferme in tal senso giungerebbero in caso di discese sotto il recente minimo a 2,52 euro, prologo a un test di 2,1260: sotto questo ultimo livello il segnale grafico ribassista di medio periodo sarebbe chiaro, con primi obiettivi a 2,00 e 1,75. Concreti segnali di forza al superamento di 3,25-3,30 per 3,7620 (massimo di metà febbraio).

Leonardo scatta in avanti martedì dopo l’annuncio della fusione di RADA Electronic Industries (fornitore leader di radar tattici militari software-defined avanzati quotata al NASDAQ e al TASE, Tel Aviv Stock Exchange) in Leonardo DRS e automatica quotazione di quest’ultima. Leonardo DRS acquisirà il 100% di RADA in cambio dell’assegnazione a favore degli attuali azionisti di RADA del 19,5% circa di Leonardo DRS: Leonardo resterà quindi con l’80,5% di Leonardo DRS. Il titolo ha archiviato la seduta con un +3,51% a 10,08 euro ma nell’intraday si era spinto fino a 10,68 euro. Il titolo ha toccato nella seduta di lunedì, e nella precedente, il minimo di maggio a 9,45 euro, praticamente coincidente con la base del gap del 12 aprile. Fino a che il supporto di area 9,45 tiene è possibile ipotizzare che la flessione partita dal top dell’8 giugno sia giunta al termine.

Un tentativo di rimbalzo credibile prenderebbe forma al di sopra del top del 15 giugno a 10,07, in quel caso possibili movimenti verso il massimo di inizio mese a 10,66 euro. Resistenza successiva a 12 euro. Sotto 9,45 potrebbe invece aprirsi la strada alla ricopertura del gap dell’11 marzo a 8,29 euro.

Saras ha reagito ieri dopo il calo dei giorni precedenti, risalendo in chiusura a 1,309 euro. Il rialzo del prezzo del petrolio ha favorito gli acquisti di ieri sul titolo, ma questa mattina con il greggio nuovamente in forte calo (il Brent segna 108,70 dollari/barile, il WTI 103,3) le vendite sul titolo sono tornate consistenti. Da segnalare che i margini di raffinazione alla fine della scorsa settimana (comunicati ieri) sono scesi a 19,9 dollari/barile da 21,4, ma ancora su livelli storicamente alti. Graficamente area 1,20 rappresenta per ora un solido supporto, il livello da monitorare con maggiore attenzione per testare la salute del titolo. Sopra tale riferimento resta possibile il proseguimento del rialzo avviato dai bottom di marzo (0,4787 euro) con obiettivi che oltre i recenti top a 1,3695 sono ipotizzabili in area 1,50. Sotto 1,20 invece potrebbe svilupparsi una correzione più corposa di tutto il suddetto rialzo, con primo obiettivo a 1,0920, gap up del 17 maggio e successivo in area 1,00.

(SF – www.ftaonline.com)

Argomenti: , ,