L’Angolo del Trader

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Interpump è riuscito a limitare i danni nella seduta di ieri risultando alla fine uno dei pochi titoli del FTSE Mib con un saldo positivo, seppur marginale. Il quadro grafico evidenzia come i prezzi abbiano trascorso la settimana a consolidare il rialzo partito dai bottom di marzo, movimento che per il momento si è arrestato una volta giunto in prossimità della media mobile esponenziale a 100 sedute, attualmente a 44,50 circa. La correzione resta compatibile con lo scenario positivo che si è sviluppato nell’ultimo mese, ma la cautela è d’obbligo, trattandosi comunque di un rimbalzo dopo il perentorio ribasso partito in autunno. Oltre quota 44,50 le tensioni si allenterebbero e si creerebbero spazi di crescita verso i 50/51 euro dove verrebbe coperto il gap ribassista lasciato aperto a febbraio 2022. Discese sotto 40 euro invece rafforzerebbero le correnti ribassiste e la successiva violazione di quota 38,50 anticiperebbe il probabile ritorno sui bottom annuali di maggio a 34,56 euro.

Raccolta positiva per Azimut, titolo cede come mercato. Il Gruppo Azimut ha registrato a maggio 2022 una raccolta netta positiva per 681 milioni, il totale da inizio anno sale a 2,6 miliardi. Il totale delle masse comprensive del risparmio amministrato si attesta a fine maggio a 83,4 miliardi, 53,5 miliardi di questi fanno riferimento alle masse gestite. Il titolo ha terminato la seduta di giovedì in calo del 2,01% a 19,215 euro circa (minimo intraday a 19,21), il Ftse Mib ha ceduto l’1,9%. Nel 2022 Azimut è in ribasso del -20,54%. I massimi e i minimi delle ultime 21 sedute sono posizionati a 20,66 e a 18,84 euro. Le medie mobili esponenziali a 20 e a 50 giorni, rispettivamente in transito a 19,78 e a 20,17, sono incrociate al ribasso, il trend di fondo è negativo. Conferme al ribasso verrebbero con la violazione a 19,05 della linea che sale dal minimo di marzo, in quel caso rischio di proseguimento della discesa fino in area 17,50 euro.

Al superamento di area 20,15/20 il titolo potrebbe cercare di ripristinare una tendenza rialzista, primo target a 20,75/80, poi a 22,50, sul 50% di ritracciamento del ribasso dal massimo di novembre 2021.

Momento delicato per Tenaris. Il titolo ha ceduto giovedì il 4,39% a 15,26 euro. Il Ftse Mib ha lasciato sul terreno l’1,9%, il Wti future lo 0,6% circa (a 122,80 dollari) Tenaris quindi ha sottoperformato sia l’indice sia il greggio. Sul titolo non hanno pesato notizie particolari, la discesa è legata ad una situazione di presa di profitto dopo i recenti rialzi. Le quotazioni hanno disegnato un “testa spalle” ribassista a partire dal top del 18 maggio, figura completata il 9 giugno con la violazione di 15,45. Il testa spalle potrebbe rappresentare il punto di arrivo del rialzo partito a settembre 2021. Sotto 14,80/90, linea di tendenza rialzista disegnata dal minimo di febbraio e media mobile esponenziale a 50 giorni, emergerebbe concretamente il rischio di una correzione profonda della salita precedente, con obiettivi a 13,00/13,50 euro. Per negare il testa spalle i prezzi dovrebbero tornare al di sopra di area 15,60, in quel caso possibile un nuovo test del picco del 31 maggio a 16,36 euro.

(AC – www.ftaonline.com)

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