L’Angolo del Trader

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Generali perde rapidamente terreno venerdì e scende sui minimi dall’11 marzo a 16,91 euro, per poi chiudere a 17,08 (-1,98%). Le vendite sono scattate poco prima delle 11 e subito dopo la notizia delle dimissioni di Francesco Gaetano Caltagirone dal cda. L’imprenditore ha il 9,95% della compagnia assicurativa e aveva tentato di prendere il controllo del cda in cordata con Leonardo Del Vecchio e Fondazione CRT. Il tentativo non è andato a buon fine e Mediobanca -0,78% ha mantenuto l’egemonia sul board. La decisione di dimettersi potrebbe preludere a un disimpegno di Caltagirone e soci da Generali, circostanza che farebbe venire meno l’appeal speculativo del titolo. L’analisi grafica mette in evidenza il rischio di riattivazione della tendenza negativa in essere dal picco dal 2008 a 21,55 euro di inizio aprile. Conferme in tal senso con una stabilizzazione sotto area 17 con primo obiettivo sulla linea che sale dal minimo da ottobre 2020, attualmente in transito per 16 circa, e successivo sui 15,30 toccati il 7 marzo. Segnali di forza sopra 18,30 da confermare con il superamento di 18,50-18,60 per 19,30-19,40 e 21,55.

Autogrill ha chiuso la seduta di venerdì con un progresso del 2,18% a 7,03 euro. Secondo indiscrezioni di stampa la trattativa con Dufry per mandare in porto l’aggregazione nell’ultimo mese avrebbe fatto qualche passo avanti ma non sarebbe ancora entrata nella fase finale. Edizione, la holding dei Benetton che ha il 50,1% di Autogrill, punta a un’operazione carta contro carta, ovvero senza esborso di denaro: la quota in autogrill contro una partecipazione del 20% circa nella newco (di cui sarebbe il principale azionista). Nel caso in cui l’integrazione con Dufry non andasse in porto Autogrill avrebbe altre opzioni come la britannica Ssp e la spagnola Areas.

Graficamente venerdì i prezzi si sono scontrati, a 7,05 circa, con la linea di tendenza che scendeva dai massimi di aprile, senza riuscire a sopravanzarla. Il superamento di tale riferimento rafforzerebbe il rialzo delle ultime settimane, mettendo il titolo nelle condizioni ottimali per risalire fino a quota 7,63, top di ottobre ed obiettivo intermedio lungo il cammino verso area 8, dove verrebbe coperto il gap ribassista del febbraio 2020. Segnali di cedimento in caso di discese sotto 6,50, media mobile a 200 sedute, preludio ad un primo test a 6,25 ed al successivo affondo verso 6 euro, area critica nel medio lungo periodo.

doValue, incoraggiante il quadro grafico. Il titolo è salito del 5,56% nella sola seduta di venerdì dopo la firma di un memorandum d’intesa con una affiliata di Cerberus per la gestione esclusiva di un portafoglio di non-performing loans originati a Cipro per un Gross Book Value di circa 2,2 miliardi di euro. Il titolo ha terminato la seduta di venerdì a 7,60 euro, valore coincidente con il massimo di giornata. Grazie alla rottura di 7,44, massimo dell’11 maggio, i prezzi hanno completato il “doppio minimo”, figura rialzista, disegnato in area 7 euro dal 9 maggio. Atteso ora il ritorno sul picco di aprile a 8,41 euro, resistenza intermedia a 7,97. Al superamento dei massimi di gennaio e febbraio, allineati in area 8,95/9,00 euro, attesa la ricopertura del gap del 22 ottobre a 10,10. Solo discese al di sotto di area 7 euro metterebbero in discussione l’evoluzione rialzista facendo invece temere cali verso i 6,50 euro.

(SF – www.ftaonline.com)

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