L’Angolo del Trader

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Buone notizie per Saipem che, in joint venture paritetica con Clough, ha trovato l’accordo con Perdaman Industries per lo sviluppo dell’impianto urea sulla penisola di Burrup a nord- ovest di Karratha, lungo la costa dell’Australia occidentale. Le parti hanno deciso di sostituire il precedente contratto EPC annunciato il 30 dicembre 2020 e rimosso dal portafoglio ordini di Saipem alla fine del marzo 2022. Il nuovo accordo “riflette il mutato scenario di mercato sviluppatosi a livello globale nei mesi recenti” ed ha un valore di circa 2,7 miliardi di dollari (2,4 miliardi il vecchio contratto). L’analisi del grafico di Saipem mette in evidenza l’avvicinamento del titolo alla resistenza rappresentata dal massimo del 17 maggio a 5,8860 euro, oltre la quale potrebbe attaccare i 6,1760 toccati il 21 aprile. Sopra questo ultimo riferimento si aprirebbero spazi di ascesa fin sui 7,1420, base dell’ampio gap ribassista lasciato il 31 gennaio. Sotto 4,9640 probabili discese sui 4,6220, ultimo sostegno utile a scongiurare il ritorno sui 4,3340 del 24 febbraio (minimo dal 1992).

STM ha chiuso con un rialzo dell’1,8% la seduta di ieri, dopo aver trascorso buona parte della giornata sotto la parità. Le motivazioni dell’iniziale calo delle quotazioni sono da addurre alla stima fatta da Equita Sim sui ricavi 2022 di STM: qualora venissero confermate le indiscrezioni di stampa secondo cui Apple (principale cliente di STM, quota del 20% sul totale ricavi) sarebbe costretta a ridurre da 240 a 220 milioni di unità la produzione pianificata di iPhone per l’anno in corso a causa di un calo della domanda, Stm potrebbe subire una riduzione del fatturato di circa 100-150 milioni. Il titolo ha toccato un minimo nella mattinata di ieri a 34,92 euro prima di reagire con forza e risalire fino a 36,41 euro.

Il quadro grafico dell’ultima settimana era stato indebolito dalla flessione che ha ricondotto i prezzi al di sotto della media esponenziale a 50 sedute, in area 36,50, circostanza che ha di fatto negato il bel segnale che il titolo aveva inviato con l’accelerazione rialzista del 13 maggio. La linea che sale dai bottom di marzo, ora poco sotto 34 euro, rappresenta un sostegno critico, quello che non dovrà essere violato se il titolo vorrà ancora ambire ad un allungo nell’immediato. Sotto 33,70 probabile il ritorno sui citati bottom di marzo a 31,71 euro. Il movimento di ieri, tuttavia, sembra aver nuovamente capovolto la situazione, facendo salire le probabilità di un ulteriore recupero nel breve. Oltre quota 37 via libera verso 38,50/39,00, resistenza strategica al di sopra della quale anche lo scenario di medio periodo migliorerebbe sensibilmente.

Seduta molto positiva giovedì per Webuild: la joint venture MORE si aggiudica un contratto da 1,5 miliardi di euro per la realizzazione del tunnel e dei lavori principali di costruzione della Strada A303, per la tratta da Amesbury a Berwick Down, vicino Stonehenge. A inizio maggio Banca Akros aveva confermato il giudizio “neutral” su Webuild con prezzo obiettivo a 2,2 euro. Il titolo giovedì ha guadagnato il 5,74% a 1,731 euro spingendosi nell’intraday fino a 1,74 euro. I prezzi con il rialzo di giovedì hanno superato a 1,68 euro il lato alto della figura di forma triangolare disegnata a partire dal picco del 18 marzo. Il triangolo è una figura di “continuazione”, che si pone quindi come un semplice intermezzo di un trend, in questo caso quello rialzista partito il 7 marzo, che adesso quindi può riprendere. Primo livello di resistenza a 1,87, linea di tendenza che scende dal massimo di agosto, successivo a 1,98, lato alto del canale rialzista che è possibile ipotizzare dai minimi di marzo. Sotto 1,68 rischio di test della base del citato canale, a 1,61, supporto successivo a 1,40 euro.

(SF – www.ftaonline.com)

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