L’Angolo del Trader

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Banco BPM balza in vista della resistenza critica di area 3,15 euro. Il titolo ha guadagnato lunedì il 4,3% circa a 3,108 euro (massimo intraday a 3,108 euro). Parlando in un evento organizzato da Rcs a Palazzo Mezzanotte l’ad di Credit Agricole Italia, Giampiero Maioli, ha chiarito che per il momento la banca francese non è interessata ad Anima e resta invece concentrata sulla bancassurance di Banco BPM. Il titolo si trova davanti ad una forte resistenza, posta a 3,15 euro, coincidente con il 61,8% di ritracciamento (percentuale di Fibonacci) del ribasso dal top di febbraio a 3,76. Oltre quei livelli possibile il ritorno in area 3,76. Conferme in questo senso al superamento a 3,325 del lato alto del gap ribassista del 24 febbraio. Ripiegamenti fino in area 2,95, media mobile esponenziale a 20 giorni, non danneggerebbero le possibilità di rottura di area 3,15. Sotto 2,95 rischio invece di cali fino a 2,75. Supporto successivo a 2,30 euro.

Avvio di ottava debole per Ferrari che ha ceduto lo 0,9% circa non riuscendo ad approfittare di una seduta positiva per il mercato (il comparto lusso è comunque apparso sotto tono in generale). Sul titolo potrebbe aver pesato la delusione, domenica, per l’esito del Gran Premio di F1 svoltosi a Barcellona. Il problema tecnico alla monoposto di Leclerc quando era in prima posizione ha infatti lasciato via libera al rivale Verstappen, che ha vinto la gara, superando il ferrarista nella classifica generale piloti. La Red Bull ha inoltre preso il comando anche nella graduatoria costruttori, ai danni della stessa Ferrari, che è quindi uscita un pò ridimensionata dalla tappa spagnola, per quanto ancora pienamente in corsa per la vittoria finale nel mondiale. Il grafico del titolo ha evidenziato settimana scorsa nuovi segnali di cedimento, con i prezzi che hanno toccato nuovi minimi da inizio mese prima di accennare una reazione.

Conferme sotto 175 euro darebbero continuità al trend ribassista in atto da aprile, anticipando il probabile ritorno sui bottom di marzo a 165 euro circa. Il titolo dovrà risalire fin sopra 190 euro per ricondurre in equilibrio il quadro grafico e puntare al riavvicinamento dell’area di resistenza psicologica rappresentata da quota 200.

L’a.d. di Leonardo, Alessandro Profumo, in un’intervista a Repubblica dice no all’ipotesi di aggregazione con Fincantieri. Secondo il manager non ci sono sinergie tra i due gruppi. Ieri il ministro dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti, aveva parlato di un polo italiano della difesa. Sull’ipotesi di cessione di Oto Melara, Profumo frena: “non dipende solo da noi” dato che si tratta di ipotesi da analizzare a livello di sistema Paese. L’analisi del grafico di Leonardo mette in evidenza il rally partito a fine febbraio (oltre +60%) e la pausa delle ultime settimane. Il superamento confermato in chiusura di seduta di 10,30 euro decreterebbe la riattivazione del movimento verso 11,80-11,90, massimi allineati del 2019-2020. Sotto 9,50 spazio per correzioni verso 9,00 e 8,50.

(SF – www.ftaonline.com)

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