L’Angolo del Trader

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Lieve rialzo ieri per Banca MPS in controtendenza con l’indice FTSE Italia Banche, sceso dell’1,1% circa. Secondo MF la BCE avrebbe chiesto al Tesoro, maggiore azionista della banca senese, di effettuare l’aumento di capitale entro fine anno. Possibile che il governo stia pensando a chiedere una proroga per la vendita della partecipazione (attualmente prevista entro fine anno). Secondo altre indiscrezioni il cda di MPS avrebbe incaricato il management di negoziare un rafforzamento dell’accordo nel risparmio gestito con Anima Holding. Graficamente MPS evidenzia grandi difficoltà nell’alimentare il recupero partito a fine aprile: discese sotto 1,1850 euro anticiperebbero probabilmente il ritorno in area 1,13 con rischio concreto di approfondimenti verso 1,07-1,08 almeno. Il superamento di 1,2250 anticiperebbe invece un attacco ai recenti massimi a 1,30-1,31: in caso di successo via libera a un allungo in direzione di 1,45 (massimo di inizio febbraio).

Tod’s accelera nella seduta di mercoledì e tocca i massimi da novembre 2018. Secondo voci di mercato la motivazione del balzo odierno risiede nel debutto positivo alla borsa tedesca di About You +2,0%, con cui gli operatori vedono analogie soprattutto nel settore delle vendite on line dopo l’ingresso di Chiara Ferragni nel cda del gruppo marchigiano. Sullo sfondo resta l’ipotesi speculativa di acquisizione da parte di LVMH +0,0% (a fine aprile era salita al 10% di Tod’s). Circa un mese fa il presidente e a.d. Diego Della Valle, in un’intervista rilasciata durante il Business of Luxury Summit organizzato dal Financial Times, dichiarò che non è sua intenzione cedere il gruppo ma se decidesse un giorno di farlo, Bernard Arnault avrebbe la sua totale fiducia. Arnault è presidente e CEO di LVMH.

Graficamente Tod’s riesce a strappare al rialzo dopo aver rotto a 48 circa il lato superiore del pennant disegnato dal picco di fine maggio. Il titolo si è spinto fino a 54,65 euro, ben oltre i massimi di agosto 2019, e punta alla chiusura del gap di novembre 2018 a 54,70 euro. Target successivo a 56,90, top di novembre 2018. Sotto area 48,80 possibile indebolimento dell’attuale tendenza, ma solo sotto 45 euro si assisterebbe a un vero e proprio deterioramento del quadro grafico di breve.

Intek accelera nella seduta di mercoledì e tocca i massimi da metà febbraio in scia all’accordo con il fondo di private equity tedesco Paragon per la cessione del controllo del business Speciali facente della controllata KME. L’operazione apporterà a KME cassa complessiva per 260-280 milioni di euro. Intek si è avvicinata ieri al picco dell’11 febbraio a 0,4100 euro, a sua volta poco distante dal massimo del luglio 2018 a 0,4140. Si tratta di riferimenti determinanti in ottica di lungo periodo: una chiara vittoria sugli stessi creerebbe le premesse per il ritorno sul top del 2014 a 0,5030 (obiettivo intermedio a 0,4610). Sotto 0,3770 probabile chiusura del gap up aperto ieri a 0,3630. Indicazioni ribassiste alla violazione di 0,3380.

(SF – www.ftaonline.com)

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