L’angolo del trader

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Telecom Italia perde terreno venerdì dopo la nomina di Dario Scannapieco alla carica di amministratore delegato in CDP (confermato invece il presidente Gorno Tempini). Secondo voci di stampa Scannapieco ha una visione meno convinta rispetto al predecessore Fabrizio Palermo sul progetto di rete unica nazionale che prevede l’integrazione delle infrastrutture di Open Fiber (controllata da CDP ed Enel) e Telecom. Telecom è sceso fino a 0,4359 euro dopo avere terminato la seduta di giovedì a 0,4418. Telecom Italia si muove dal 18 marzo in un canale ribassista che potrebbe però essere solo correttivo, un “flag” all’interno del rialzo in atto da fine ottobre. La rottura del lato alto del canale, a 0,455, confermerebbe tale ipotesi prospettando il test di 0,474, top di marzo e 61,8% di ritracciamento del ribasso da novembre 2019. Resistenza successiva a 0,525. Sotto 0,425 atteso invece il test di 0,40, base del canale. Supporto successivo a 0,3565, base del gap del 3 febbraio.

Seduta positiva venerdì per Exor che sale dello 0,77% a 70,72 euro. Dalla assemblea di giovedì sono emerse alcune novità. E’ stato approvato il dividendo da 43 centesimi (100 milioni il payout), il piano di buyback da 500 milioni massimo, la possibilità di cancellazione di azioni proprie e l’esclusione del diritto di opzione. E’ stato nominato un nuovo nuovo consigliere indipendente per il prossimo biennio, Ajay Banga, executive chairman del CdA di Mastercard, che sostituisce António Horta-Osório che entra invece a far parte del CdA di PartnerRe. Per CNH è stata confermato il piano di spin off dei veicoli commerciali. Il rialzo di Exor ha permesso il completamento del testa spalle disegnato dal minimo del 4 maggio. Target del testa spalle, ottenuto proiettandone l’ampiezza dal punto di rottura, a 73 euro.

Resistenze successive a 73,88 euro, massimo dell’8 aprile, e a 75,76, record del 17 febbraio 2020. Solo discese al di sotto di area 67,40/70, media mobile esponenziale a 100 giorni e trend line rialzista disegnata dai minimi di fine ottobre, metterebbero in discussione lo scenario rialzista. Target in quel caso a 62,50, base del gap del 2 febbraio 2021.

Mediobanca e la controllata Generali in rialzo. Massimo Doris, a.d. di Banca Mediolanum +0,7% (secondo azionista di Mediobanca con il 3,3%), ha dichiarato al Sole 24 Ore che non ha ancora deciso cosa fare della quota in Piazzetta Cuccia: si attende che Leonardo Del Vecchio (primo azionista con il 15,4% e con l’ok della BCE a salire fino al 20%) dichiari le sue intenzioni. Sotto il profilo grafico Mediobanca si trova ad un punto di svolta. Il titolo ha raggiunto con il massimo di metà maggio a 9,99 circa il picco di marzo in area 9,90 ma non ha ancora dimostrato di possedere la forza per superare l’ostacolo. Il quadro grafico di medio periodo migliorerebbe sensibilmente oltre questa ostica resistenza, prospettando il proseguimento della corsa verso il target a 10,60 euro. Lo scenario rialzista verrebbe invece compromesso al di sotto di 9 euro: primo target a 8,60 circa.

(CC – www.ftaonline.com)

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