L’Angolo del Trader

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Diasorin -5,45% in forte calo ieri in scia a Biomerieux (-6,89% a Parigi). Il gruppo francese specializzato nella diagnostica in vitro ha rivisto al ribasso le stime di crescita organica dei ricavi 2021 da 5-8% a 0-5%, mentre per il primo semestre si attende ora un +10% dalla precedente previsione di +20% circa. Il peggioramento della guidance è stato motivato con il miglioramento delle condizioni di salute dei cittadini USA e la conseguente riduzione della domanda per i suoi pannelli respiratori BioFire. La notizia ha favorito l’accelerazione ribassista di Diasorin che ha avviato la ricopertura parziale del gap del 12 aprile. Eventuali flessioni anche sotto la base del gap a 141,40 euro porterebbero a un nuovo test dei minimi di fine marzo a 136,70 euro. Rischio di deterioramento del quadro grafico di fondo sotto questo limite per supporti in area 130. Possibile miglioramento invece oltre 156,30, per obiettivi in area 160. Dopo la chiusura del mercato Diasorin has comunicato i risultati preliminari del primo trimestre: ricavi +53% a/a, EBITDA adjusted 130 milioni di euro, +101% a/a.

Pessime notizie per Saipem che chiude il primo trimestre 2021 con risultati in forte calo e ben al di sotto delle attese degli analisti. I ricavi si attestano a 1,618 miliardi di euro (-25,5% a/a, consensus Bloomberg 1,921 miliardi), l’EBITDA adjusted a +88 milioni di euro (-63,3% a/a, consensus +125 milioni), l’EBIT adjusted a -34 milioni (+83 milioni nel trim1 2020, consensus -11 milioni), il risultato netto adjusted a -105 milioni (-9 milioni nel trim1 2020, consensus -72 milioni). Il portafoglio ordini ammonta a 22,38 miliardi di euro, che salgono a 25,14 comprendendo le società non consolidate. Saipem ha però informato che a seguito della dichiarazione di “force majeure” di due giorni fa da parte di Total sul progetto Mozambique LNG, “sono in corso valutazioni in stretta cooperazione con il cliente per preservare il valore del progetto”.

Il progetto vale circa 4 miliardi di euro (il 16% dell’intero portafoglio ordini), di cui circa 1,4 miliardi di euro per attività dal 1 aprile a fine anno 2021. Tutto ciò non permette a Saipem “di valutare gli impatti finanziari per il 2021 e conseguentemente di confermare o aggiornare lo scenario di business presentato al mercato il 25 febbraio 2021”. Sostanzialmente Saipem ritira la guidance 2021 fino a quando non sarà possibile valutare l’impatto (con ogni probabilità pesantemente negativo) della situazione di sicurezza nel nord della provincia di Cabo Delgado in Mozambico (è in corso un attacco dei fondamentalisti islamici alle riserve di gas). L’analisi del grafico di Saipem mette in evidenza la flessione delle ultime settimane e la rottura ribassista della seduta di ieri. Il titolo potrebbe scendere a mettere pressione sui supporti a 2,00-2,05 euro, decisivi per scongiurare il rischio di inversione del rally originato dal minimo quasi ventennale a 1,2710 toccato a fine ottobre (conferme definitive sotto 1,80). Possibilità di recupero solo al ritorno in pianta stabile oltre 2,20 per 2,45-2,50 e 2,70-2,80, dove troviamo i massimi allineati di giugno 2020 e metà febbraio 2021.

Sogefi accelera al rialzo e tocca a 1,474 euro i massimi da gennaio 2020 in scia ai dati del primo trimestre 2021 pubblicati alla fine della scorsa settimana: ricavi +5,0% a 356,6 milioni di euro, EBITDA +54,8 milioni (da 38,2), risultato netto +11,8 milioni (da -5,6). Equita ha incrementato per il secondo giorno consecutivo il target sul titolo portandolo a 1,60 euro dagli 1,55 euro (target precedente a 1,45) indicati lunedì e confermando a “hold” il rating. Gli esperti di Kepler Cheuvreux hanno alzato il giudizio sul titolo da “reduce” a “hold” e il prezzo obiettivo passa da 1,05 a 1,4 euro. Sogefi termina la seduta di martedì con un +2,01% a 1,42 euro superando, anche se solo marginalmente, il picco del 19 marzo a 1,416 euro. Per confermare l’intonazione positiva delle ultime sedute, accompagnata da un rilevante incremento dei volumi scambiati, il titolo dovrà riuscire a terminare una seduta al di sopra di 1,44, area di transito della trend line rialzista disegnata dal top del 27 novembre (e passante per quello del 19 marzo).

In quel caso target a 1,528 e a 1,64 euro circa. Solo ripiegamenti al di sotto di area 1,38 potrebbero anticipare una flessione almeno fino sul minimo del 22 aprile a 1,296 euro.

(SF – www.ftaonline.com)

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