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L’Angolo del Trader

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Mediobanca tocca i massimi da febbraio 2020 grazie a quanto riferito da Affari&Finanza di Repubblica. Leonardo Del Vecchio, primo azionista con il 13,2% (ma il sito Consob riporta una quota del 10,2%) potrebbe salire fino al 20% entro fine 2021, mentre Francesco Gaetano Caltagirone (possessore dell’1% secondo il periodico) intende incrementare la partecipazione al 5%. Circa 10 giorni fa anche Il Sole 24 Ore aveva riferito indiscrezioni simili. Mediobanca ha raggiunto un massimo intraday a 9,66 euro, avvicinando il lato superiore del canale che contiene le oscillazioni dai minimi di marzo 2020 a 9,90 euro circa. Nonostante la forza dimostrata nelle ultime sedute, ci sono diversi elementi grafici che fanno temere che il rialzo del titolo sia giunto al capolinea, almeno nel brevissimo termine: la candela disegnata lunedì è infatti una “shooting star” che segnala la presenza di una forte resistenza. Inoltre la vicinanza al lato superiore del canale citato e i segnali di ipercomprato presenti sui principali oscillatori grafici (a loro volta in divergenza rispetto ai prezzi) potrebbero favorire delle prese di profitto prima di puntare a target a 10,60 circa. Il quadro grafico rialzista perderebbe forza sotto 9,00 euro, preludendo al ritorno in area 8,60.

Reply accelera al rialzo con i dati 2020 e termina la seduta di lunedì con un +5,03% di guadagno a 99,25 euro (massimo intraday a 100,60 euro): ricavi a 1.250,2 milioni di euro (+5,7% a/a), EBITDA a 207,9 milioni (+8,7%), EBIT a 169,5 milioni (+9,1%), risultato netto a 123,6 milioni (+8,6%). Il cda ha deciso di proporre alla prossima Assemblea degli Azionisti la distribuzione di un dividendo pari a 0,56 Euro per azione (0,52 l’anno scorso). I prezzi hanno superato in area 98,65 la trend line ribassista che unisce i massimi del 2 e dell’11 marzo, neckline del testa spalle rialzista disegnato dai minimi del 26 febbraio.

Grazie al completamento di questa figura rialzista diventa ora possibile il ritorno sul picco record di febbraio a 109,50 euro. Resistenza intermedia a 102,60 euro. Solo il ritorno al di sotto di area 97 negherebbe il testa spalle prospettando un nuovo test dei minimi di inizio marzo a 91,30 euro.

Geox chiude il 2020 con ricavi in calo del 33,6% a 534,9 milioni di euro, EBIT rettificato a -111 milioni (-3,1% nel 2019) e perdita netta di 128,2 milioni (24,8 nel 2019). L’andamento delle vendite nelle prime dieci settimane del 2021 risente ancora delle chiusure temporanee nei principali mercati di riferimento in Europa, mentre “Nei principali Paesi attualmente non più caratterizzati dalle chiusure temporanee, il trend risulta positivo. In Russia le vendite comparabili dei negozi diretti sono in crescita del 18% (+18% sul 2019). In Cina l’aumento è del 76% (anche se sotto i livelli 2019)”. Il management ritiene che “la prima parte dell’anno sarà ancora impattata dalle chiusure temporanee dei negozi ma con un secondo trimestre in miglioramento anche rispetto all’esercizio precedente”. L’analisi del grafico di Geox mette in evidenza l’accelerazione di ieri (non confermata in chiusura) con i prezzi saliti sui massimi da giugno. Concreti segnali rialzisti sono attesi solo a seguito di una stabilizzazione oltre quota 0,90 euro, prologo ad estensioni verso 1,05-1,10 e 1,15. La perentoria violazione di 0,75 creerebbe invece le premesse per approfondimenti verso 0,65 almeno.

(SF – www.ftaonline.com)

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