'L'Angolo del Trader - Finanza e Borsa - Investireoggi.it

L’Angolo del Trader

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A2A perde terreno nonostante i giudizi positivi di alcuni importanti broker dopo la pubblicazione di risultati preliminari 2020 migliori delle attese. EBITDA ordinario a 1,19 miliardi di euro (in linea con il 2019), investimenti pari a 738 milioni, +18% rispetto al 2019, posizione finanziaria netta a 3,47 miliardi di euro. PFN/EBITDA a 2,9x (2,6x nel 2019). L’analisi del grafico di A2A mette in evidenza la correzione fisiologica subita dal titolo dopo aver toccato a metà febbraio il massimo da inizio marzo 2020 a 1,5365 euro. Il quadro grafico di fondo resta favorevole ad estensioni verso 1,67 euro circa (massimo del 5 marzo 2020) e 1,9010 (massimo pluriennale del febbraio 2020): conferme in tal senso oltre 1,53-1,54. Questo scenario verrebbe messo in forse nell’immediato in caso di stabilizzazione sotto area 1,40, circostanza che potrebbe preludere ad approfondimenti sugli 1,30-1,32 e quindi sul minimo di dicembre a 1,2115, supporto decisivo per scongiurare l’ipotesi di inversione di tendenza e conseguente ritorno sugli 1,05 circa di fine ottobre.

Saipem in forte calo ieri (-9,28% a 2,394 euro) dopo dati preliminari del quarto trimestre 2020 deludenti e la decisione di non fornire una guidance dettagliata per il 2021 a causa dell’incertezza causata dalla pandemia: il management si è limitato a prevedere un adjusted EBITDA in linea con quello del 2020 (614 milioni di euro, da 1,2260 miliardi nel 2019), e Capex a 450 milioni (322 nel 2020 e 336 nel 2019). Il quarto trimestre ha fatto segnare ricavi a 1,9620 miliardi di euro (-16,5% a/a, consensus 1,9290), adjusted EBITDA a 123 milioni (-62,4%, consensus 182), risultato netto adjusted a -58 milioni (da +74, consensus -42). L’esercizio 2020, sempre su base preliminare, si è chiuso con ricavi in calo del 19,3% a 7,3420 miliardi di euro, risultato netto adjusted a -268 milioni (da +165) e risultato netto contabile a -1,136 miliardi (da +12 milioni), penalizzato soprattutto da svalutazioni di asset tangibili per complessivi 704 milioni di euro.

I prezzi hanno completato, con la violazione del minimo del 19 febbraio a 2,50 euro, il doppio massimo disegnato a partire dal picco del 16 febbraio in area 2,70 euro. Il ribasso potrebbe proseguire ora fino al test in area 2,33 del duplice supporto offerto dalla trend line rialzista disegnata dai minimi di ottobre e dalla media mobile esponenziale a 50 giorni. Solo la violazione anche di questi livelli potrebbe fare temere una vera e propria inversione della prolungata tendenza rialzista in atto dallo scorso ottobre. Rischio in quel caso di test di 2,17 almeno, 38,2% di ritracciamento di tutto la salita (Fibonacci). La tenuta di area 2,33 dovrebbe essere seguita dalla rottura di 2,47 per segnalare un concreto allentamento delle tensioni ribassiste. In quel caso possibili recuperi in area 2,60 euro almeno.

Mediaset accelera al rialzo e tocca i massimi da circa un anno grazie ai dati migliori delle attese di Mediaset Espana (+5,2% a Madrid). Nel quarto trimestre 2020 la controllata iberica ha realizzato ricavi pari a 290 milioni di euro (+1,6% a/a e circa il 4% sopra il consensus). Graficamente Mediaset riesce ad accumulare ulteriori progressi allontanandosi dalle ex resistenze a 2,26 circa e raggiungendo a 2,418 euro il valore più alto da febbraio 2020. Il rialzo potrebbe ora proseguire fino a quota 2,55, ex supporti definiti dai minimi di agosto e ottobre 2019, sebbene la comparsa di segnali di ipercomprato sui principali oscillatori grafici potrebbe rallentare la corsa, quantomeno nel brevissimo termine. Un dietro front sotto area 2,20 metterebbe in discussione le prospettive rialziste e alimenterebbe i timori di ripiegamenti verso almeno quota 2,00.

(SF – www.ftaonline.com)

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