L’Angolo del Trader

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Restano accesi i riflettori sul settore bancario italiano in vista di ulteriori operazioni di M&A. Archiviata l’integrazione di UBI Banca in Intesa Sanpaolo, il focus degli operatori è ora sul destino di Banca MPS (negli ultimi giorni è tornata l’ipotesi di acquisizione da parte di UniCredit), di BPM e di BPER. La banca guidata da Giuseppe Castagna sembrava avviata verso un’operazione con Credit Agricole Italia ma, secondo indiscrezioni, due fattori avrebbero rallentato il percorso: l’allarme lanciato dal Copasir (il Comitato parlamentare sulla sicurezza) sul rischio di ingerenze estere, francesi soprattutto, sulle aziende italiane; i dati di bilancio dei due gruppi, cifre che vedono una superiorità di Credit Agricole Italia e quindi il rischio di prevalenza transalpina nell’azionariato post fusione. Sembra quindi poter tornare in primo piano l’ipotesi circolata nei mesi scorsi di integrazione con BPER, ipotesi caldeggiata da Carlo Cimbri, numero uno di Unipol (primo azionista di BPER con il 15%). In un’intervista al Sole 24 Ore di oggi il manager ha affermato che “l’idea di creazione del terzo gruppo bancario italiano attraverso l’aggregazione tra Banco BPM e BPER e’ affascinante sia sotto il profilo industriale sia perche’ si tratterebbe di un grande progetto italiano”. La nuova banca, ha aggiunto Cimbri, sarebbe presente prevalentemente nel Nord Italia, “con quote di mercato importanti nelle regioni piu’ produttive del Paese ed economie di scala estremamente rilevanti”. L’analisi del grafico di Banco BPM mette in evidenza l’accelerazione rialzista delle ultime settimane sui massimi da inizio marzo. Il titolo appare ben impostato per estendere il rally verso 2,0150 euro, lato alto del canale ascendente ipotizzabile da fine settembre, con obiettivi di medio termine a 2,25-2,30 e 2,59 (massimo di febbraio).

Discese sotto 1,70-1,75 creerebbero invece le premesse per un test della base del canale (1,63) e quindi del minimo di fine ottobre a 1,4760.

Vendite su Exor nella seduta di giovedì, il titolo cede il 2,37% a 56,76 euro, toccato un minimo intraday a 56,64 euro. La controllata PartnerRe ha chiuso il terzo trimestre con utile netto del gruppo in calo a 206 milioni di dollari dai 216 dello stesso periodo del 2019. I premi netti nei rami vita sono in calo dell’1% a/a, mentre quelli nei rami danni segnano -14% a/a. Mediobanca Securities dopo la presentazione dei conti ha confermato il giudizio “outperform” con target price a 62 euro: secondo gli esperti i conti di PartnerRe, anche se in calo su base annua, hanno comunque messo in evidenza un miglioramento su base sequenziale dei numeri. La fusione di Fca con Psa dovrebbe portare poi alla distribuzione di un dividendo speciale. I minimi di giovedì sono al di sopra di quelli della seduta precedente, a 56,56 euro, fino a che questo supporto tiene la flessione resta un fenomeno episodico. La violazione di area 56,50 potrebbe invece segnalare l’avvio di una flessione anche estesa: il titolo si è mosso dai minimi di maggio all’interno di un canale moderatamente rialzista del quale mercoledì è stato testato in area 58,10 euro il limite superiore. La linea mediana del canale, passante a 50,45, potrebbe diventare il target per i prezzi in caso di violazione di area 55 euro (primo supporto al di sotto di 56,50). Oltre 58,10 invece probabile il proseguimento del rialzo almeno fino ai 61 euro, lato alto del gap ribassista del 9 marzo.

Snam +1,85% in rialzo ieri dopo la notizia dell’accordo con Blackstone per l’acquisto di una quota strategica di circa il 33% di De Nora, sulla base di un enterprise value del 100% di circa 1,2 miliardi di euro. L’acquisizione sarà finanziata con fondi propri e dovrebbe essere perfezionata entro il primo trimestre del 2021 a valle delle competenti autorizzazioni antitrust. De Nora, società italiana fondata nel 1923, offre ai propri clienti soluzioni sostenibili per vari processi industriali e ha rilevanti prospettive di crescita grazie all’esposizione a due mega-trend della transizione energetica, in particolare la produzione di idrogeno verde e il trattamento delle acque.

Sotto il profilo grafico Snam ha inviato un primo segnale di forza con il superamento di una resistenza orizzontale a 4,63 circa e si è avvicinato a passo spedito a 4,79, top del 21 luglio. Una vittoria su questo limite permetterebbe di estendere il rimbalzo avviato a marzo verso 4,84 circa, top di inizio marzo, e successivamente fino a 4,98 euro, lato alto del gap del 24 febbraio. Sotto 4,42/4,44, media mobile esponenziale a 50 sedute, rischio di ritorno in area 4,26, decisiva per scongiurare un affondo sui 4 euro.

(SF – www.ftaonline.com)

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