L’Angolo del Trader

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Atlantia perde terreno venerdì su indiscrezioni di stampa (Corriere della Sera) secondo cui la cordata CDP-Blackstone-Macquarie sta pensando di ritirarsi dalle trattative per l’acquisizione di Autostrade per l’Italia. Dopo i recenti arresti domiciliari per l’ex a.d. Giovanni Castellucci il rischio legale a carico di AspI potrebbe essere diventato insostenibile. Il fardello dei possibili risarcimenti è uno degli elementi più complessi della trattativa in quanto l’entità dello stesso ha un effetto diretto (ovvero diminutivo) sul prezzo che CDP-Blackstone-Macquarie intendono pagare. Inoltre le ultime vicende giudiziarie consentono ai 5 Stelle di tornare a cavalcare il loro classico cavallo di battaglia: la revoca della concessione autostradale. Gli atti delle indagini potrebbero prefigurare infatti l’ipotesi del “grave inadempimento” nella gestione di Aspi, una situazione che favorirebbe appunto la revoca della concessione. Dopo la chiusura dle mercato Atlantia ha comunicato i risultati dei primi nove mesi del 2020: ricavi operativi pari a 6.223 milioni di euro, in diminuzione di 2.597 milioni di euro o del 29% (-26% su base omogenea) rispetto ai primi nove mesi del 2019; perdita di pertinenza del Gruppo pari a 718 milioni di euro, rispetto all’utile rilevato nei primi nove mesi del 2019 pari a 1.038 milioni di euro. Il titolo ha archiviato la seduta di venerdì con un calo del 4,87% a 14,175 euro. Toccato anche un minimo intraday a 14,05 euro. I prezzi oscillano da inizio settembre all’interno di una fase laterale compresa tra i 12,80 e i 15,80 euro circa, con baricentro pertanto a 14,30 circa. La violazione della linea centrale della fascia avvenuta venerdì rende probabile il test della sua parte bassa. Solo discese al di sotto di area 12,80 potrebbero tuttavia segnalare un serio deterioramento del quadro grafico prospettando il ritorno sul minimo di luglio a 11,20 euro.

In caso di recuperi al di sopra 14,30/50 possibile invece il test di area 15,80. Il superamento anche di quei livelli implicherebbe una ritrovata fiducia da parte del mercato nei confronti del titolo, possibili in quel caso rialzi anche estesi, primo target a 18,67, lato alto del gap ribassista del 6 marzo, poi in area 20 euro.

Acquisti su Azimut Holding venerdì: il giorno prima ilgruppo ha comunicato i risultati dei primi nove mesi con ricavi consolidati pari a 728,5 milioni di euro (rispetto a € 724,3 milioni nei 9M19), reddito operativo pari a 291,5 milioni (rispetto a € 279,5 milioni nei 9M19), utile netto pari a 230,2 milioni (rispetto a € 246,5 milioni nei 9M19). Confermato l’obiettivo di 300 milioni di euro di utile netto per il 2020. Sotto il profilo grafico Azimut Holding appare ben posizionata per estendere il rimbalzo partito a fine ottobre verso il massimo di giugno a 17,8550 euro. Segnali in questo senso oltre la trend line tracciata da tali massimi, attualmente passante da area 16,80/16,90, messa sotto assedio nelle ultime sedute. Il superamento anche del picco di giugno a 17,8550 riattiverebbe il movimento ascendente partito a marzo in direzione di 21-22 almeno. Primi segnali di debolezza sotto 16,30-16,40 rischio di inversione: conferme in tal senso alla violazione di 15,60-15,70 per gli appoggi successivi a 15 e 14 circa.

Buona performance venerdì per La Doria (+2,73% a 13,56 euro) in scia ai risultati al 30 settembre pubblicati il giorno prima. Ricavi in aumento del 18,9% a/a a 633,4 milioni di euro, EBITDA a 56,5 milioni, in incremento del 40,5% a/a, utile netto a 36,6 milioni, in sensibile progresso rispetto ai 19,1 milioni dei primi nove mesi 2019, in parte positivamente influenzato dalla presenza di proventi su cambi. Secondo il management “è prefigurabile per il 2020 un forte incremento del fatturato e della marginalità rispetto all’esercizio 2019 e alle previsioni”. L’analisi del grafico di La Doria mette in evidenza la solidità della tendenza ascendente in essere da marzo. Il titolo oscilla sui livelli più elevati dal 2018 e in caso di superamento confermato in chiusura di seduta del recente massimo a 14,32 euro si creerebbero le premesse per un’estensione del rally verso 18,04, picco di fine 2017, con obiettivo intermedio in area 17.

Discese sotto 12,80-12,85 anticiperebbero invece un test di 11,70-11,90 supporti decisivi per scongiurare il rischio di una correzione più corposa (appoggio a 10,30-10,40).

(SF – www.ftaonline.com)

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