L’Angolo del Trader

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Campari guadagna terreno martedì grazie alle buone indicazioni giunte dai dati del terzo trimestre. I ricavi hanno evidenziato una crescita su base organica del 12,9% rispetto allo stesso periodo del 2019. L’analisi del grafico del titolo mette in evidenza un deciso rimbalzo dopo il return move in area 9, per un test dall’alto della linea che univa i massimi del 2019 con quelli di inizio 2020 superata a metà settembre. La permanenza sopra questo riferimento rappresenta un segnale di forza significativo che potrebbe portare ad una estensione del movimento ascendente verso obiettivi a quota 10 e a 10,30 euro. Nella direzione opposta, discese sotto 9,02 euro condurrebbero invece verso 8,65, base del gap del 1° settembre. Supporti successivi in area 8,40, poi a 8 euro, quota pari al 38,2% di ritracciamento del rialzo partito a marzo.

Saipem chiude il terzo trimestre con risultati in miglioramento rispetto al secondo (quello colpito dall’emergenza COVID-19) ma in netto calo sullo stesso periodo del 2019 e, cosa più importante, inferiori alle attese degli analisti. I ricavi si sono attestati a 1,705 miliardi di euro da 1,503 nel trim2 e 2,229 nel trim3 2019: il consensus Bloomberg indicava 1,77 miliardi. L’EBITDA adjusted è stato pari a 136 milioni di euro da 115 nel trim2 e 293 nel trim3 2019: consensus 155 milioni. Il risultato netto adjusted si è attestato a -78 milioni di euro da -123 nel trim2 e +31 nel trim3 2019: consensus -47 milioni. Peggio delle attese anche l’indebitamento finanziario netto che sale a 1,399 miliardi di euro da 1,36 a fine giugno con consensus a 1,38. Leggermente meglio del previsto i nuovi ordini acquisiti nel trimestre, pari a circa 0,5 miliardi di euro contro gli 0,4 del consensus. Il management prevede per il secondo semestre 2020 “volumi di ricavi ed EBITDA adjusted sostanzialmente in linea con il primo semestre”, precisando però che “Questo scenario di business non tiene in considerazione un ulteriore e possibile deterioramento del contesto a causa dell’intensificarsi dell’epidemia da Covid–19”: si tratta di un’ipotesi che sembra già superata, in senso negativo, dagli eventi.

L’analisi del grafico di Saipem mette in evidenza la tendenza ribassista di fondo con il titolo sceso a fine settembre sui minimi da inizio anni ’90 a 1,3545 euro. I movimenti delle ultime sedute sembrano poter anticipare un test di questo ultimo livello: in caso di violazione del supporto confermata in chiusura di seduta seguirebbero approfondimenti verso area 1,00 (lato basso del canale ipotizzabile da inizio giugno) e quindi sul minimo storico del 1991 a 0,6465. Segnali di forza nel brevissimo oltre 1,52-1,53, prologo a un attacco al massimo del 9 ottobre a 1,6080: in caso di successo via libera verso 1,70-1,75 e area 2,05.

El.En. perde ulteriore terreno nella seconda seduta della settimana dopo il forte calo di lunedì e scivola sui minimi da metà maggio. Lunedì Banca Akros ha peggiorato la raccomandazione sul titolo da buy a neutral con target tagliato da 27 a 20 euro. Il titolo ha lasciato sul terreno martedì l’8,5% andando a terminare la seduta a 18,30 euro. Toccato un minimo intraday a 18,20 euro. Lunedì le quotazioni sono scese al di sotto di area 21 euro, base della fase laterale disegnata dai prezzi dal massimo di giugno. La proiezione della ampiezza della fase laterale verso il basso dal punto di rottura fornisce un primo target per il ribasso, posto in area 18 euro. Una reazione da quel supporto appare probabile. Solo recuperi oltre area 20 tuttavia segnalerebbero che è in atto qualche cosa di più di un semplice rimbalzo tecnico e potrebbero anticipare un tentativo di ritorno verso la base della fase laterale, a 21 circa. Sotto i 18 euro atteso invece il test di 17,30, 61,85 di ritracciamento (percentuale di Fibonacci) del rialzo dai minimi di marzo.

(SF – www.ftaonline.com)

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