L’Angolo del Trader

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Intesa Sanpaolo in difficoltà giovedì. Lo spettro di un possibile nuovo lockdown peggiora le prospettive per l’economia italiana, con conseguenti effetti negativi facilmente prevedibili per quanto riguarda la qualità del credito delle banche. Il titolo è sceso fino a quota 1,536 per poi tornare marginalmente al di sopra di 1,54 dopo aver terminato la seduta di mercoledì a 1,6174 euro. A 1,5518 euro si colloca un livello chiave, il minimo del 15 giugno già messo alla prova anche il 2 ottobre. Per il momento la violazione di questo supporto è solo marginale, quindi il segnale ribassista non è netto, ma se i prezzi dovessero confermarsi al di sotto di area 1,55 anche nelle prossime sedute diverrebbe probabile la ripresa del trend ribassista attivo dal picco di luglio che i prezzi avevano cercato di interrompere con il rimbalzo disegnato dal minimo di inizio ottobre. Verso il basso primo supporto a 1,4650, base del gap rialzista del 26 maggio, poi a 1,3420, minimo del 14 maggio. Solo recuperi oltre 1,60 fornirebbero un primo segnale di ripresa, resistenza successiva a 1,69 euro, top del 9 ottobre.

Fase delicata per Leonardo, ieri tra i più penalizzati in una seduta molto difficile per le borse. I titoli del settore industriale si sono confermati particolarmente sensibili alle notizie riguardanti le prospettive di crescita dell’economia mondiale. L’impennata globale di contagi da COVID-19 e le nuove misure restrittive in arrivo in alcuni Paesi europei mettono a rischio il quadro macroeconomico. A questo si sono aggiunte le dichiarazioni di Steven Mnuchin: lo U.S. Secretary of Treasury (il ministro del Tesoro USA) ha detto infatti che è improbabile che un accordo su nuovi piani di stimolo venga raggiunto prima delle elezioni presidenziali del 3 novembre prossimo.

Su Leonardo potrebbe oggi pesare anche la notizia della condanna in primo grado (6 anni e 2,5 milioni di euro di multa per aggiotaggio e false comunicazioni sociali) dell’a.d. Alessandro Profumo relativa al precedente ruolo di presidente di Banca MPS. La società ha precisato che “non sussistono cause di decadenza dalla carica di Amministratore Delegato di Leonardo ed esprime piena fiducia nella sua azione auspicando un percorso di continuità”. L’analisi del grafico di Leonardo mette in evidenza la flessione degli ultimi mesi e l’esaurimento del rimbalzo originato dal minimo di fine marzo a 4,38 euro: l’ultimo supporto è il recente minimo a 4,62. L’eventuale violazione di 4,38 riattiverebbe il movimento ribassista partito nel 2017 verso i 2,50-2,60 toccati nel 2011-2012, con tappa intermedia a 3,50. Segnali di forza nel brevissimo periodo al superamento di 5,25-5,30 e soprattutto di 5,40, linea ribassista tracciata dal top di inizio giugno a 7,2980: in tal caso via libera ad estensioni verso 5,75 e 6,50 almeno.

Forti vendite su MARR -4,93%. Il gruppo leader in Italia nella distribuzione specializzata di prodotti alimentari alla ristorazione extra domestica potrebbe essere tra i più penalizzati in caso di un nuovo lockdown: il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, commentando le parole del virologo Andrea Crisanti (misure restrittive saranno inevitabili a Natale) non ha escluso l’ipotesi, asserendo che gli ultimi provvedimenti sono tesi a scongiurare un nuovo lockdown ma molto dipenderà dal comportamento dei cittadini. Nelle ultime quattro sedute il titolo ha cancellato i progressi degli ultimi due mesi. Marr è crollato in area 12,56, a contatto con la base del canale disegnato dai minimi di maggio, minacciando di interrompere il percorso di crescita dell’ultimo semestre. La violazione di questo riferimento comporterebbe con buona probabilità un affondo sui minimi di maggio a 10,90 euro, con supporto intermedio a quota 11,80 circa. Il ritorno sopra 13,40 permetterebbe invece di allentare le tensioni negative, ma solo oltre 15 euro le prospettive tornerebbero positive.

(SF – www.ftaonline.com)

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