L’Angolo del Trader

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Banco BPM ieri ha guadagnato terreno: con la nomina di Pier Carlo Padoan a presidente designato di UniCredit per il triennio 2021-2023 secondo indiscrezioni di stampa aumentano le possibilità di acquisizione di Banca MPS da parte dell’istituto guidato da Jean Pierre Mustier. Questo lascerebbe libero il campo a Credit Agricole per l’acquisizione di BPM, operazione di cui si vocifera da circa due settimane. L’analisi del grafico di Banco BPM evidenzia un ritorno alla crescita non molto convincente dopo la flessione che dal 9 al 13 ottobre ha fatto arretrare i prezzi fino a testare il picco di luglio a 1,568 circa. La tenuta di questo riferimento potrebbe offrire la sponda per una nuova reazione oltre area 1,71 in direzione di target a 1,80 e 2 euro. Se invece il supporto a 1,568 dovesse saltare aumenterebbe il rischio di estensione della flessione verso 1,46/1,47, minimi di ottobre e quota pari al 50% del rialzo intrapreso a fine settembre.

DiaSorin estende il rally partito a inizio settembre e si porta sui massimi da fine maggio, riavvicinandosi al record storico a 211,80 euro toccato il 25/5. Il recupero del titolo ha coinciso con la seconda ondata di contagi da COVID-19: la cosa non sorprende in quanto DiaSorin è attiva nella produzione di test per il virus. L’incremento dei contagi e l’incertezza della tempistica per l’immunizzazione della popolazione tramite vaccino giocano a favore del gruppo di Saluggia. Ieri record di positivi (7.332) e tamponi (152.196) in Italia: il precedente massimo era stato registrato il 21 marzo con 6.557 positivi ma solo 26.336 tamponi. L’analisi del grafico di DiaSorin mette in evidenza il recente superamento della resistenza a 182 euro circa, circostanza che ha determinato un netto miglioramento del quadro grafico di breve-medio periodo e creato le premesse per il ritorno sui 211,80, massimo assoluto del 25 maggio.

Discese sotto 182 potrebbero invece anticipare correzioni verso 174-175 e 163, riferimento decisivo quest’ultimo per scongiurare l’inversione di tendenza e il ritorno sui 140,50 di inizio settembre. In ottica temporale più estesa possiamo osservare che una vittoria sui 211,80 riattiverebbe la tendenza rialzista di fondo verso obiettivi a 230 e 255-260.

Pesante flessione per Banca MPS nella seduta di mercoledì, il titolo lascia sul terreno il 5,46% terminando a 1,229 euro (ma il giorno prima aveva guadagnato l’8,06%, migliore risultato dal 4 agosto). MF scrive che il governo italiano potrebbe chiedere alla Commissione Europea un proroga di due anni per l’uscita del Tesoro dal capitale di Rocca Salimbeni (ha il 68% circa). Il termine per la vendita della partecipazione è attualmente fissato a fine 2021 (con indicazione del percorso entro fine 2020) ma le difficoltà nella ricerca di un compratore sono maggiori del previsto: BNP Paribas e Credit Agricole non sono interessate mentre UniCredit chiede compensazioni per il deterioramento dei ratio patrimoniali e per il rischio derivante dalle cause legali in capo a MPS (il petitum ammonta a 10 miliardi di euro). Intesa Sanpaolo conferma la raccomandazione hold sul titolo ma mette il prezzo obiettivo in revisione dopo la notizia di MF. Secondo gli esperti di Isp Unicredit è l’unica banca italiana che potrebbe permettersi l’integrazione di Mps. Per il momento il brusco calo di mercoledì potrebbe dimostrarsi solo un aggiustamento dopo il veloce rialzo del giorno prima, i prezzi hanno infatti ritracciato il 50% della seduta del 13 ottobre. Se il ribasso dovesse proseguire al di sotto di 1,205 aumenterebbe invece il rischio di un ritorno sul punto di partenza, a 1,1370. Sopra 1,27 la prospettiva di un proseguimento del rialzo dai minimi di 1,1370 aumenterebbe, alla rottura di 1,31 target a 1,42 euro.

(SF – www.ftaonline.com)

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