L’angolo del trader

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Seduta caratterizzata da una elevata volatilità quello di ieri per Mediaset. Il titolo ha chiuso le contrattazioni con un progresso del 2% dopo essere arrivato a perdere 13 punti percentuali circa nel corso della mattinata. L’apertura al dialogo con Vivendi per risolvere il braccio di ferro tra i due gruppi e l’interesse dimostrato dalla società ad investire nella rete unica nel progetto guidato da Tim e da Cdp hanno mitigato i pessimi risultati del primo semestre, archiviato con un rosso di 18,9 milioni. Graficamente i prezzi hanno reagito con veemenza dopo aver messo sotto pressione la media a 100 sedute in area 1,68, riferimento oltrepassato al rialzo proprio in avvio di ottava, prima volta dallo scorso dicembre. La permanenza al di sopra di quota 1,70 tiene viva l’ipotesi del rimbalzo, il cui prossimo obiettivo oltre 1,9440 è ipotizzabile in area 2,15, poi via libera verso quota 2,30. Sotto 1,70 invece primo supporto a 1,60, successivi a 1,45/1,50 circa, riferimenti strategici nel medio lungo periodo.

Colpo di reni per STM che rimbalza sulla scia dei tecnologici Usa, dopo l’affondo che ieri ha spinto i prezzi fino a quota 22,95 per la chiusura del gap del 16 giugno, disegnando su tali livelli un “bullish engulfing” cha lascia ben sperare in sviluppi positivi. Il ritorno in pianta stabile sopra 25 euro invierebbe un segnale incoraggiante preludendo a un nuovo test di 26,44, gap ribassista del 24 luglio. Sotto area 22,90 rischio di assistere a nuovi cali verso 21,36, minimo del 19 maggio.

Tod’s in rosso mercoledì ma in ripresa dai minimi di giornata. Il gruppo di abbigliamento e accessori di alta gamma ha annunciato ieri sera dopo la chiusura della Borsa i risultati del primo semestre 2020, fortemente impattati dalla pandemia di coronavirus.

Nei primi sei mesi del 2020 i ricavi sono crollati del 43,5% a 256,9 milioni di euro con una perdita netta di 80,622 milioni, in forte aumento rispetto al rosso di 5,729 milioni del primo semestre 2019. Per gli analisti, i dati sono inferiori alle attese, in particolare per quanto riguarda la redditività. Preoccupa poi l’erosione della cassa. L’indebitamento finanziario netto (escluse le lease liabilities) è infatti cresciuto a fine giugno (rispetto ad un anno prima) di 92,4 milioni a 157,9 milioni. Dopo aver violato la trend line disegnata dai minimi di marzo a 23,50 circa, base di un triangolo formatosi negli ultimi sei mesi, il titolo è crollato al ribasso perdendo circa 7 punti percentuali in direzione di tali minimi a 21 euro circa, prima di tentare un rimbalzo. Il triangolo è un “pattern di continuazione”, ovvero di quelle configurazioni che segnano una pausa del trend in atto e che una volta completate ne permettono la ripresa. La violazione della base del triangolo determina dunque la ripresa del ribasso precedente che potrebbe condurre su nuovi record negativi. Solo il ritorno sopra quota 25 permetterebbe di allentare le recenti tensioni, creando le premesse per un miglioramento.

(CC – www.ftaonline.com)

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