L’angolo del trader

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Positiva la performance di Atlantia che ha guadagnato quasi 4 punti percentuali dopo che nel week end il governo ha espresso un cauto ottimismo sulle trattative. Si sarebbe a buon punto nei lavori su un nuovo disegno degli investimenti e dei collegati piani tariffari, mentre si continua ad affinare il progetto sui nuovi assetti proprietari. Graficamente il titolo si sta muovendo con grande nervosismo. A metà della scorsa settimana i prezzi erano saliti rapidamente fino a 15,83 euro, salvo poi tornare sui propri passi ed annullare buona parte del guadagno conseguito. Il rialzo di ieri sembra aver restituito fiducia ai corsi che si sono riportati al di sopra di quota 14,70, condizione necessaria per poter assistere ad un prossimo attacco ai massimi di inizio giugno in area 16,20. Oltre tali riferimenti via libera verso quota 18,67, base del gap down lasciato aperto ad inizio marzo nel bel mezzo dell’accelerazione ribassista che aveva condotto il titolo fino a 9,138 euro. Discese sotto 13,25 invece anticiperebbero il probabile test del minimo di metà luglio a 11,20, sostegno strategico per scongiurare il ritorno sui 9,14 euro di marzo.

L’ottava parte bene per FinecoBank grazie agli ottimi risultati commerciali. Nei primi 8 mesi del 2020 la raccolta netta ha raggiunto i livelli di tutto il 2019 a 5,8 miliardi di euro. L’analisi del grafico di FinecoBank evidenzia un rimbalzo deciso dopo il test dei minimi di luglio a 12,07 circa, non ancora sufficiente però per archiviare la fase laterale sviluppatasi negli ultimi due mesi. Segnali di ripresa concreti giungerebbero solo oltre 13 euro, preludio a un nuovo confronto con i massimi estivi a 13,42 euro. Sotto 12,07 verrebbe invece completato un doppio massimo (da area 13,42) con target a 10,80 circa, quota pari al 38,2% di ritracciamento del rialzo intrapreso a marzo.

Nexi registra la miglior performance dell’indice delle blue chip grazie alle indiscrezioni sulla possibile ripresa delle trattative tra Cassa Depositi e Prestiti e i fondi di private equity Bain Capital, Advent e Clessidra finalizzate alla fusione tra il gruppo dei pagamenti e Sia. Le quotazioni hanno recuperato terreno dopo aver violato venerdì il supporto orizzontale definito dai minimi di fine luglio a 14,42 euro. La reazione non è però sufficiente per riportare il titolo su un sentiero di crescita: sarà necessaria la rottura di 15,45 euro per intravedere segnali incoraggianti preludio al test a 16,25 euro della linea che scende dai top di febbraio. Sotto 14,42 rischio di cali verso 13,65 almeno.

(CC – www.ftaonline.com)

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