L’angolo del trader

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In rosso venerdi’ Exor che ha chiuso il primo semestre 2020 con una perdita di 1,318 miliardi di euro contro l’utile pari a 2,427 miliardi del primo semestre 2019. A fine giugno il NAV era pari a 20,955 miliardi di dollari (88,75 dollari per azione), in calo di 5,2 miliardi rispetto al dato di fine 2019 (26,155 miliardi, 110,77 dollari per azione). Dopo i dati trimestrali, che evidenziano un debito netto migliore delle attese, Kepler Cheuvreux ha alzato il prezzo obiettivo sul titolo da 62 a 63 euro e ha confermato la raccomandazione “buy”. Le quotazioni sono scese fino a 48,70 euro, la chiusura di seduta e’ stata registrata a 49,20 euro, in calo del 4,09% dalla chiusura di giovedi’. A 50,20 le quotazioni hanno violato la trend line rialzista che parte dai minimi di marzo, inviando un segnale ribassista. Ulteriori conferme negative verrebbero sotto 46,97, minimo del 15 giugno, supporto gia’ messo alla prova a fine luglio. Il cedimento sotto area 47 euro comporterebbe discese almeno fino sui minimi di meta’ maggio a 41,19, in quel caso infatti la fase laterale disegnata dal minimo di giugno si dimostrerebbe un “rettangolo”, figura di continuazione del ribasso intrapreso l’8 giugno e il target di un “rettangolo” viene calcolato proiettandone l’ampiezza, in questo caso 6 euro circa, dal punto di violazione della sua base, i citati 47 euro. Solo recuperi oltre 51,45, media mobile esponenziale a 100 giorni messa alla prova senza successo il 3 settembre, allontanerebbero il rischio di nuovi cali e prospetterebbero movimenti fino in area 53 almeno.

Seduta volatile per Amplifon, +0,32% a 28,02 euro, che nel finale perde nettamente terreno riuscendo per un soffio a chiudere in territorio positivo. Il titolo non ha quindi sfruttato a dovere la decisione di Jefferies di migliorare la raccomandazione da hold a buy con target quasi raddoppiato a 34 euro dal precedente a 18,10.

Amplifon nelle ultime sedute ha guadagnato terreno riavvicinandosi al record storico a 30,40 euro toccato a febbraio. L’eventuale superamento di questo riferimento decreterebbe la riattivazione della tendenza ascendente di lungo periodo verso 31-32 in prima battuta. Discese sotto 27,00-27,50 preannuncerebbero un test di 25,30-25,50, con rischio di approfondimenti verso 22,50-23,00 (minimi di giugno e supporti decisivi nel medio termine).

Tesmec (+9,05%) accelera e tocca i massimi da fine luglio dopo l’approvazione delle linee guida del Piano Industriale 2020-2023 e l’importo dell’aumento di capitale in opzione. Per il 2020 il management prevede ricavi a circa 170 milioni di euro, EBITDA a 22-24 milioni di euro, PFN/EBITDA a circa 5,4x. Gli obiettivi al 2023 sono: ricavi a 275-290 milioni di euro, EBITDA a 53-58 milioni di euro, PFN/EBITDA a circa 1,5x. L’aumento di capitale è pari a complessivi massimi 35 milioni di euro, prevedibile entro la fine del 2020. Sotto il profilo grafico Tesmec rimbalza con forza dopo il test a 0,215 euro della linea disegnata dai minimi di marzo. Lo slancio ha permesso ai pressi di superare i massimi di agosto a 0,25 euro e di riaffacciarsi su un altro ostacolo, a 0,28 circa, rappresentato dalla linea che unisce i massimi di giugno e quelli di luglio. Con l’eventuale superamento anche di questo limite sarebbe poi lecito tornare a nutrire ambizioni di crescita per target a quota 0,315, picchi allineati di aprile e giugno, poi fino a 0,35 circa per il test del lato superiore del canale che sale da marzo. Le prospettive di recupero verrebbero rinviate invece nel caso di discese sotto 0,215 euro, prologo a un nuovo test dei supporti posizionati tra 0,185 e 0,198, rispettivamente minimi di marzo e maggio.

(CC – www.ftaonline.com)

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