L’Angolo del Trader

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I bancari ieri hanno annullato nel finale i cospicui guadagni accumulati durante la prima parte della seduta in scia a quanto riferito dal Sole 24 Ore: il 25 settembre si terrà una tavola rotonda organizzata dalla Commissione Europea per approfondire il tema della bad bank per alleggerire i bilanci dai crediti deteriorati. BPER Banca +0,38% è riuscita però a chiudere in verde: l’antitrust nel bollettino settimanale pubblicato lunedì ha ritenuto di non avviare un’istruttoria sull’acquisizione del ramo d’azienda costituito da circa 500 filiali di UBI Banca, operazione collegata all’acquisizione di quest’ultima da parte di Intesa Sanpaolo. Sotto il profilo grafico, BPER Banca ha tentato nella seduta di martedì di mettere sotto pressione i top di metà agosto a 2,43 circa, salvo poi tornare sui propri passi, disegnando sul grafico a candele giornaliere una “shooting star”, che compare in prossimità di forti resistenze. Il titolo non ha dunque ancora trovato lo spunto necessario per allungarsi in direzione di 2,55, trend line che scende dal picco di marzo. Sviluppi positivi giungerebbero poi oltre questo limite, per target a 2,74, massimo dell’8 giugno. Sotto 2,23, base del gap dell’11 agosto, probabili ripiegamenti verso 2,09, linea che sale dai minimi di maggio.

Deciso rialzo martedi’ per Mediobanca che sale fino a 7,37 euro per poi terminare la seduta poco al di sotto di 7,30 euro. A breve scadono i 90 giorni di tempo di risposta da parte della BCE alla richiesta della Delfin di Leonardo Del Vecchio a salire fino al 20% nel capitale di Piazzetta Cuccia. La richiesta risale infatti a fine maggio. Del Vecchio attualmente ha il 9,9% circa di Mediobanca e, secondo indiscrezioni, vorrebbe portare la propria partecipazione al 13-14 per cento: si tratterebbe dalla prima volta nella storia dell’istituto fondato nel 1946 che un singolo socio detiene più del 10%.

Oggi La Stampa scrive che l’ok della BCE è atteso per domani. I massimi di martedi’ a 7,37 euro sono superiori a quelli del giorno prima a 7,21, a loro volta allineati con quelli del 19 agosto ma ancora non hanno superato in modo convincente la trend line ribassista che parte dal top del 21 luglio e che transita proprio in area 7,35. Una conferma in chiusura di seduta oltre quei livelli sarebbe un segnale in favore del test di area 7,50 almeno: la linea di tendenza e’ infatti il lato alto del “pennant” che ha contenuto le oscillazioni del titolo da fine luglio. Probabile quindi al completamento della figura la ripresa del trend rialzista in atto dai minimi di maggio con obiettivo fino a 8,35 euro (61,8% di ritracciamento del ribasso dal massimo di fine 2019 e lato alto del gap ribassista del 28 febbraio). Se i prezzi fallissero nelle prossime sedute il consolidamento oltre la resistenza di area 7,35 diverrebbe probabile la ricopertura del gap rialzista dell’11 agosto con base a 6,87 euro.

Banca MPS debole ieri (-1,09% a 1,4510 euro) dopo che MF ha riferito che l’ok della BCE alla scissione parziale di oltre 8 miliardi di euro di crediti deteriorati a favore di AMCO (Asset Management Company, controllata al 100% dal Tesoro) annunciata a fine giugno (con closing previsto entro il 1° dicembre) potrebbe arrivare già a metà settembre o al più tardi alla fine del mese. Oggi il Sole 24 Ore scrive che l’autorizzazione dovrebbe giungere non più tardi di metà settembre. In base a quanto riportato ieri da MF sembra però che la richiesta di ripatrimonializzazione proveniente dall’Eurotower sia salita a 1,0-1,2 miliardi di euro dagli 0,7-1,0 miliardi ipotizzati a inizio mese: MPS potrebbe ottemperare alla richiesta mediante emissione di più bond subordinati. Secondo la BCE, dopo la scissione MPS avrebbe infatti ratio patrimoniali eccessivamente inferiori rispetto a quelli dei concorrenti. Ricordiamo che la scissione dei deteriorati rappresenta il passaggio determinante per portare a termine l’uscita del Tesoro dall’azionariato di MPS (ha il 68% circa).

In base agli impegni presi in occasione della ricapitalizzazione autorizzata dalla UE come aiuto di Stato temporaneo, entro fine anno il Tesoro dovrà indicare il percorso di uscita dal capitale dell’istituto senese, percorso da completare entro il 2021. Ricordiamo le indiscrezioni di inizio agosto secondo cui il Tesoro è alla ricerca di un partner per Rocca Salimbeni, con una preferenza per UniCredit. L’analisi del grafico di Banca MPS mette in evidenza la correzione originata dal massimo di luglio a 1,9830 euro, movimento che ha portato i corsi a contatto con 1,37 euro, 61,8% di ritracciamento di quanto guadagnato con il rally partito a maggio e neckline del potenziale testa e spalle ribassista in formazione da inizio luglio. L’eventuale violazione di questi riferimenti creerebbe le premesse per il ritorno sul minimo storico di marzo a 0,9750: conferme definitive in tal senso sotto 1,25. Affidabili segnali di forza al superamento di 1,64, prologo al ritorno sugli 1,9830, con obiettivo successivo a 2,24, top di febbraio.

(SF – www.ftaonline.com)

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