L’Angolo del Trader

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Ottima performance ieri per Atlantia, +3,70% a 14,4250 euro, con il titolo salito sui massimi dal 23 luglio. Milano Finanza ha scritto che Allianz e Silk Road sono contrarie all’ingresso di CDP nel capitale di Autostrade per l’Italia con un aumento di capitale riservato e, nel caso, eserciterebbero il loro potere di veto: a loro avviso l’aumento non sarebbe necessario in caso di conferma della concessione autostradale. Allianz e Silk Road sono soci di minoranza in AspI rispettivamente con il 7% e il 5%, mentre il restante 88% è in mano ad Atlantia. La scorsa settimana anche TCI (che secondo i rumor ha una partecipazione potenziale del 6% in Atlantia) aveva espresso perplessità simili. Oggi il Corriere della Sera scrive che i contatti tra la holding dei Benetton e CDP proseguono sottotraccia nonostante le difficoltà emerse la scorsa settimana in occasione della pubblicazione dei dati del primo semestre di Atlantia: “Allo stato si rilevano concrete difficoltà nel proseguimento positivo delle trattative, non solo per concordare la definizione di meccanismi volti alla determinazione di un valore di mercato di Autostrade per l’Italia, ma anche per effetto di richieste avanzate da parte di CDP su ulteriori impegni al di fuori di quanto rappresentato nella lettera del 14 luglio 2020”. Il cda ha quindi deliberato la possibilità di procedere alla vendita dell’88% di AspI tramite un canonico processo competitivo internazionale gestito da advisor indipendenti “al quale potrà partecipare CDP congiuntamente ad altri Investitori Istituzionali di suo gradimento” oppure alla scissione parziale e proporzionale di AspI e quotazione in borsa. Il cda tornerà a riunirsi il 3 settembre per esaminare e approvare il progetto di scissione. L’analisi del grafico di Atlantia mette in evidenza il testa e spalle di continuazione rispetto al rally partito a marzo.

La figura rialzista è stata completata con il progresso di ieri e il titolo ha ora la possibilità di allungare verso 15,40-15,40 per poi attaccare 16,2150, massimo del 5 giugno e ostacolo oltre il quale verrebbe riattivato il movimento rialzista verso 18,20 (target ideale del T&S) e 19,40 (ex supporto a dicembre 2019). Discese sotto 13,00-13,50 anticiperebbero invece un test del minimo del 14 luglio a 11,20, riferimento decisivo per scongiurare il ritorno sui 9,14 di marzo.

Forte progresso martedì per Banco BPM in scia all’intervista rilasciata al Sole 24 Ore dall’a.d. Giuseppe Castagna. L’operazione Intesa-UBI ha ha cambiato il contesto competitivo del mercato bancario in Italia, costringendo gli altri istituti a valutare operazioni straordinarie. Il manager ha aggiunto che, una volta superata l’emergenza Covid, BPM aggiornerà il piano industriale: l’obiettivo è “aumentare il valore di Banco BPM, se serve anche attraverso aggregazioni che vengano apprezzate dal mercato”, ma al momento non c’è alcun piano in tal senso. Il manager ha affermato che nell’interesse dell’economia italiana sarebbero necessari due o tre grandi poli bancari. Secondo indiscrezioni recenti BPM è stata accostata a UniCredit e a Banca MPS. Banco BPM ha toccato un massimo intraday a 1,412 euro per poi stabilizzarsi poco sotto area 1,40 a fronte di una chiusura lunedì a 1,307 euro. I prezzi si sono lasciati alle spalle il top del 6 agosto a 1,3370 euro, lato alto del doppio minimo, figura rialzista, disegnato dal 3 agosto in area 1,23 euro. Il doppio minimo potrebbe fornire ora la base per un tentativo di rimbalzo duraturo. Solo oltre area 1,43 tuttavia diverrebbe probabile il ritorno sul massimo del 21 luglio a 1,566 euro. La resistenza successiva si colloca a 1,615 euro, 38,2% di ritracciamento (percentuale di Fibonacci) del ribasso dal massimo di febbraio. Ripiegamenti al di sotto di area 1,30 potrebbero invece fare temere il ritorno sul forte supporto di 1,23 euro.

FinecoBank accelera al rialzo martedi’ fino a toccare a 13,4250 euro il nuovo massimo storico. La scorsa settimana il gruppo ha annunciato che nel mese di luglio la raccolta netta si è attestata a 678,9 milioni di euro (+61,7% a/a), con decisa preponderanza della componente gestita, in crescita a 650 milioni (oltre 11 volte il risultato di luglio 2019).

Da inizio anno il flusso è aumentato a 5428,5 milioni, una crescita su base annua del 44,6%. Il titolo si avvantaggia anche dell’avvio della copertura da parte di Goldman Sachs con giudizio “buy” e target price a 14,80 euro. Dopo aver raggiunto un massimo intraday a 13,425 euro le quotazioni si sono nuovamente avvicinate ai 13,30 euro, rimanendo comunque bene al di sopra della chiusura di lunedì a 12,575 euro. La resistenza di quota 13,385, record del 21 luglio, per il momento non è invece stata superata in chiusura di giornata. Solo quando i prezzi si stabilizzeranno oltre quei livelli sarà possibile dichiarare ripreso l’uptrend in atto dai minimi di marzo. Obiettivo del rialzo a 14,50 euro circa, lato superiore del canale crescente che parte dai minimi di marzo. Il mancato superamento di area 13,385 e la violazione di 12,80 farebbero temere di essere in presenza di un “doppio massimo” in via di formazione. Solo discese al di sotto del minimo del 30 luglio a 12,075 completerebbero comunque la figura ribassista prospettando movimenti verso gli 11 euro almeno.

(SF – www.ftaonline.com)

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