La Fed e l’amministrazione Trump entrano in rotta di collisione

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Avvio sulla parità per il future Eurostoxx 50. Future a 3450 punti (+0,03%) questa mattina, ancora all’interno della fase laterale disegnata a partire dall’11 novembre, compresa tra i 3392 e i 3495 punti circa. La tendenza dei mercati resta incerta e contrastata.

In una lettera al chairman della Federal Reserve (Fed) Jerome Powell, Steven Mnuchin, U.S. Treasury Secretary (ministro del Tesoro di Washington) ha dichiarato che i 455 miliardi di dollari di aiuti parte del Cares Act devono essere resi disponibili per il Congresso per la loro riallocazione. La Fed aveva chiesto una estensione di questi programmi che invece termineranno il 31 dicembre. I fondi erano in gran parte accantonati per sostenere i prestiti della Fed ad aziende, amministrazioni locali, associazioni no-profit. Steven Mnuchin ha scritto che i programmi “have clearly achieved their objectives” dal momento che adesso le banche “have the lending capacity to meet the borrowing needs of their corporate, municipal and nonprofit clients”.

La mossa, che mette in contrapposizione l’istituto centrale con l’amministrazione di Donald Trump, appare come l’ennesimo tentativo del presidente uscente di ostacolare la transizione del suo successore Joe Biden. In risposta a queste manovre di Repubblicani la Fed ha fatto sentire la sua voce dichiarando “The Federal Reserve would prefer that the full suite of emergency facilities established during the coronavirus pandemic continue to serve their important role as a backstop for our still-strained and vulnerable economy”.

Loretta Mester, numero uno della Federal Reserve Bank (Fed) di Cleveland, giovedì ha espresso timori circa la crescita dei contagi di Covid-19 e la mancanza di maggiori aiuti fiscali per famiglie e piccole imprese. “Il fatto che non abbiamo un pacchetto fiscale è molto preoccupante”, ha dichiarato in un’intervista a Bloomberg Television.

“Visto l’impatto disomogeneo di questa pandemia, è qui che la politica fiscale gioca un ruolo perché può essere davvero mirata a famiglie e imprese che hanno davvero bisogno di sostegno”, ha aggiunto.

L’economia per ora veleggia in acque relativamente calme ma la velocità della ripresa che aveva caratterizzato i mesi precedenti è sicuramente diminuita. I dati macro usciti ieri sono sostanzialmente in linea con le attese, nessuno ha sorpreso in positivo i mercati.

Le nuove richieste di sussidi di disoccupazione nella settimana terminata il 13 novembre si sono attestate a 742 mila unità, superiori alle attese (707 mila) e al dato della settimana precedente (711 mila unità). Il numero totale di persone che richiede l’indennità di disoccupazione (calcolato sui dati al 6 novembre) si attesta a 6,372 milioni, inferiore a 6,801 milioni della rilevazione precedente (attese 6,470 milioni).

La Federal Reserve di Philadelphia ha reso noto che il proprio indice, che monitora l’andamento dell’attivita’ manifatturiera dell’area di Philadelphia, si e’ attestato nel mese di novembre a 26,3 punti da 32,3 punti di ottobre ma a fronte di attese degli analisti pari a 22 punti.

Il Conference Board ha comunicato che, nel mese di ottobre l’Indice Anticipatore (Leading Indicator), che misura l’andamento dell’attivita’ economica statunitense nei prossimi 6-12 mesi, è cresciuto dello 0,7% su base mensile, risultando allineato con le stime degli economisti e alla rilevazione di settembre.

La National Association of Realtors ha reso noto che a ottobre le vendite di abitazioni esistenti sono cresciute del 4,3% a 6,85 milioni di unità. Il dato è risultato superiore al consensus fissato su un incremento a 6,45 milioni di unità ma inferiore al precedente. A settembre infatti le vendite di case erano cresciute del 9,9% a 6,57 milioni di unità.

Per il future Eurostoxx 50 La resistenza da battere per potere dare un seguito al rialzo visto dal minimo del 30 ottobre a 2887 è quella dei 3495 punti. Per il momento la fase laterale disegnata a partire dal top dell’11 novembre potrebbe dimostrarsi ancora solo un assestamento dopo il forte rialzo precedente, segnali contrari a questa ipotesi verrebbero con la violazione del 50% di ritracciamento della seduta del 9 novembre, posto a 3335 punti, supporto raggiungibile con discese al di sotto di 3392.

In quel caso potrebbe avviarsi una correzione estesa di tutto il rialzo che si è disegnato dai minimi di fine ottobre, volta a ricoprire almeno il gap lasciato dai prezzi durante l’ascesa, quello del 9 novembre con base a 3221. Il superamento di area 3495 segnalerebbe invece la ripresa del rialzo con obiettivo a 3518/20, 78,6% di ritracciamento (percentuale di Fibonacci) del ribasso dal massimo di febbraio. Oltre quei livelli il target si sposterebbe a 3773, lato alto del gap del 24 febbraio, ultimo ostacolo prima del ritorno sul massimo del 20 febbraio a 3868 punti.

(AM – www.ftaonline.com)

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