Italmobiliare, a fine semestre NAV a € 1,63 mld (1,74 mld al 31 dicembre 2019)

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Il Consiglio di Amministrazione di Italmobiliare ha esaminato e approvato la relazione semestrale al 30 giugno 2020. A fine semestre il NAV di Italmobiliare è pari a 1.629,3 milioni di euro (1.741,1 milioni di euro al 31 dicembre 2019), con una variazione legata in particolare alla distribuzione dei dividendi per 76 milioni di euro complessivi tra componente ordinaria e straordinaria, e alla riduzione del valore di mercato della partecipazione in HeidelbergCement AG (-59,1 milioni di euro). Inoltre, nell’aggiornamento del NAV si registra un incremento di valore di Caffè Borbone, una riduzione di valore di Tecnica Group e stabilità di valore per le altre partecipazioni.

Al 30 giugno 2020, il NAV per azione Italmobiliare ammonta a 38,6 euro con un decremento del 6,98% rispetto all’analogo valore del 31 dicembre 2019 (di cui il pagamento dei dividendi ha inciso per circa 4,3 p.p.).

Il primo semestre 2020 di Italmobiliare S.p.A., tenuto conto degli impatti della crisi Covid sui mercati finanziari e del rinvio – a fini prudenziali – al secondo semestre della distribuzione dei dividendi da parte di alcune società, si è chiuso con un risultato negativo di 16,6 milioni di euro (positivo per 9,2 milioni di euro al 30 giugno 2019).

Il quadro congiunturale del semestre è stato condizionato dalla pandemia di Covid-19 e dalle misure di protezione messe in atto dalle Istituzioni a livello nazionale ed internazionale.

“La pandemia ha attivato dinamiche imprevedibili e per le quali una valutazione complessiva è ancora prematura – sottolinea il Consigliere delegato Carlo Pesenti – Italmobiliare ha messo in atto con tempestività, sia a livello di holding sia nelle aziende partecipate, tutte le misure di sicurezza a tutela dei dipendenti per limitare possibili occasioni di contagio e favorendo nel contempo, salvo limitate fermate di alcuni impianti, la continuità delle attività produttive e commerciali.


L’insieme delle Portfolio Companies di Italmobiliare ha reagito complessivamente bene, con performance migliori rispetto alle ricadute medie sulla realtà economica italiana, grazie a un mix di settore spostato verso ambiti resilienti e a una performance aziendale in alcuni casi migliore rispetto ai competitor di settore.
Gli impatti della pandemia si sono inevitabilmente registrati nelle realtà esposte al mondo retail, che hanno subito rallentamenti anche significativi.
L’attività della holding resta concentrata sull’attento presidio e potrà avvalersi di una liquidità superiore a 400 milioni, in questo contesto sinonimo sia di solidità che di capacità di continuare ad operare per valorizzare le eccellenze che il nostro Paese esprime, anche in presenza di scenari di forte volatilità”.

Un quadro di solidità complessiva emerge anche nelle dinamiche del titolo azionario, che da inizio anno ha registrato in Borsa un rialzo del 20,08%. L’acquisizione del 20% di Officina Santa Maria Novella, che mira a valorizzare ulteriormente sui mercati internazionali questo marchio storico della profumeria e cosmesi di alta gamma, ha inoltre comportato un incremento della componente del NAV rappresentata dalle Portfolio Companies.

Il portafoglio vede ora la partecipazione in nove società controllate o collegate, delle quali in particolare cinque – collocandosi nell’Alimentare e nell’Energia (Borbone, Capitelli, Autogas, Italgen e Sirap), e rappresentando complessivamente quasi il 75% del NAV totale delle Portfolio Companies di Italmobiliare – hanno contribuito in maniera determinante alla solidità dei risultati anche nel complesso semestre appena concluso, dove gli impatti derivanti dall’emergenza sanitaria hanno riguardato invece principalmente quelle componenti del portafoglio di Italmobiliare maggiormente esposte alle dinamiche dei mercati finanziari, segnate nel periodo da performance fortemente negative.

Pur in un quadro in cui resta difficile una valutazione ponderata sull’effetto complessivo di questa crisi sulle varie attività e sulle loro prospettive, la solidità complessiva pone dunque le basi per cogliere occasioni di valorizzazione di sinergie, di rafforzamento di best practice già in atto e di apertura di nuove opportunità offerte dai cambiamenti strutturali.

NET ASSET VALUE (NAV)
Il Net Asset Value (NAV) di Italmobiliare al 30 giugno 2020, escludendo le azioni proprie, è pari a 1.629,3 milioni (1.741,1 milioni al 31 dicembre 2019). Le principali variazioni del NAV sono dovute alla distribuzione dei dividendi per 76 milioni di euro complessivi tra componente ordinaria e straordinaria, alla riduzione del valore di mercato della partecipazione in HeidelbergCement AG (-59,1 milioni di euro) e di altre partecipazioni quotate (-7,6 milioni di euro afferibili principalmente alla partecipazione nella finanziaria Fin.Priv. che detiene azioni Mediobanca) a fronte di un incremento complessivo del valore delle Portfolio Companies (+42 milioni a perimetro costante).


In particolare, per quanto riguarda queste ultime si registra un incremento di valore di Caffè Borbone, una riduzione di valore di Tecnica Group e una stabilità di valore per le altre partecipazioni. Inoltre, l’acquisizione del 20% di Officina Santa Maria Novella ha comportato un incremento della componente rappresentata dalle portfolio companies (+41,4 milioni di euro, corrispondente all’investimento nella newco che ha acquisito la partecipazione) a fronte di una riduzione equivalente della liquidità.

Al 30 giugno 2020 il NAV per azione Italmobiliare S.p.A., escluse le azioni proprie, ammonta a 38,6 euro.

SINTESI DEI RISULTATI
Il primo semestre 2020 di Italmobiliare S.p.A., tenuto conto anche degli impatti della crisi Covid sui mercati finanziari, si è chiuso con un risultato negativo di 16,6 milioni di euro (positivo per 9,2 milioni di euro al 30 giugno 2019).
I proventi ed oneri netti da partecipazioni risultano positivi per 8,6 milioni di euro, in riduzione rispetto ai 10,1 milioni di euro al 30 giugno 2019, principalmente per effetto dei minori dividendi incassati (-11,5 milioni di euro, dovuti soprattutto al rinvio della distribuzione dei dividendi da parte di Caffè Borbone conseguente al rischio Covid, la cui distribuzione dovrebbe avvenire nel secondo semestre 2020), parzialmente compensati da minori svalutazioni di alcune partecipazioni. I proventi netti da liquidità presentano un saldo negativo di 10,9 milioni di euro (positivo di 12,1 milioni di euro al 30 giugno 2019).
La variazione è dovuta principalmente all’andamento delle partecipazioni di trading e dei fondi di investimento penalizzati dalle performance negative registrate dai mercati internazionali per effetti della pandemia.


I proventi ed oneri diversi risultano negativi per 19,1 milioni di euro (-11,6 milioni di euro al 30 giugno 2019), in aumento principalmente per maggiori oneri operativi non ricorrenti per 5,8 milioni di euro (erogazioni MBO e LTI riferiti al precedente triennio ed erogazioni liberali).

La posizione finanziaria netta a fine semestre risulta in diminuzione di 116,94 milioni di euro, passando da 569,6 milioni di euro al 31 dicembre 2019 a 452,7 milioni di euro a fine giugno 2020. Tra i principali flussi si segnalano il pagamento del dividendo ordinario e straordinario per un totale di -75,9 milioni di euro e l’acquisizione del 20% di Officina Santa Maria Novella (-41,4 milioni di euro).

Il patrimonio netto al 30 giugno 2020 ammonta a 1.204,5 milioni di euro, in riduzione di 142,5 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2019 (1.347 milioni di euro).

A livello consolidato, l’utile netto (dopo imposte per 3,7 milioni) è stato di 1,4 milioni (24,5 milioni nel primo semestre 2019).
Il risultato attribuibile al Gruppo è negativo per 8,1 milioni.

Il patrimonio netto consolidato attribuibile ai soci della controllante al 30 giugno scorso era pari a 1.224,9 milioni (1.358,7 milioni fine 2019).

Utile consolidato attribuibile per settore

(milioni di euro)Giugno 2020Giugno 2019
Settori di attività
Italmobiliare(16,9)9,2
Caffè Borbone14,08,2
Sirap2,2(0,8)
Italgen2,42,5
Capitelli0,8
Tecnica Group(6,6)(7,2)
Autogas Nord – AGN Energia2,22,7
Iseo(1,2)1,1
Altre società1,22,1
Elisioni dividendi e plus/minus intragruppo(6,2)1,3
Utile (perdita) del periodo attribuibile al Gruppo(8,1)19,1

Le altre principali risultanze economiche del Gruppo Italmobiliare sono:
Ricavi: 276,2 milioni rispetto a 278,3 milioni al 30 giugno 2019;
Margine operativo lordo: 27,6 milioni (52,1 milioni);
Risultato operativo: 13,2 milioni (38,3 milioni).

ANDAMENTO DELLE PORTFOLIO COMPANIES

Andamento della gestione delle principali società del Gruppo

(milioni di euro)RicaviMolFcf (1)
30/06/2030/06/19Var. %30/06/2030/06/19Var. % 1° semestre 2020 Actual
Italmobiliare30,545,3-32,7-20,621,5n.s.n.s.
Portfolio Companies
Caffè Borbone104,185,921,134,325,136,717,5
Sirap120,6135,6-1112,18,3450,8
Italgen13,516,3-17,255-1,14,4
Capitelli7,26,78,31,81,80,11
Tecnica Group136,8149,3-8,42,7-1n.s.7,7
Iseo56,472,6-23,547,9-48,9-1,4
Autogas Nord – AGN Energia224,2269,7-16,927,428,8-4,919,5
Officina Santa Maria Novella10,413,6-23,824,5-55,92
Totale Portfolio Companies673,2749,7-10,289,380,411,151,5

(1) Il Free cash flow è determinato come differenza tra la Posizione finanziaria netta all’inizio e alla fine del periodo al lordo dei dividendi distribuiti
n.s.: non significativo

Nel complesso il primo semestre dell’anno ha messo in luce un significativo grado di resilienza delle Portfolio Companies, determinato dalla costante e proattiva attenzione al supporto dell’andamento gestionale dei singoli business e da un diversificato mix di investimenti, che ha permesso di contenere gli effetti negativi delle attività più esposte alle ricadute determinate dalla pandemia Covid. Nell’insieme, nonostante una riduzione dei ricavi aggregati, i risultati operativi sono in miglioramento rispetto alla situazione di metà 2019.

CAFFÈ BORBONE (60%)
In generale il semestre per Caffè Borbone è stato caratterizzato da una performance molto positiva dell’aggregato capsule, mentre a livello di canali prosegue la traiettoria di crescita del canale online e della GDO (Grande Distribuzione Organizzata). Le performance -nonostante il semestre caratterizzato dagli effetti della pandemia globale – hanno beneficiato di alcune specificità dell’azienda rispetto ai concorrenti, quali l’ottimo rapporto qualità/prezzo, la forza nel canale online e il peso molto ridotto del canale Ho.Re.Ca. Nel primo semestre 2020, Caffè Borbone ha fatto registrare un fatturato di 104,1 milioni di euro, in crescita del 21,1% rispetto allo stesso periodo dell’esercizio precedente.
Il MOL del primo semestre si attesta a 34,3 milioni di euro, con una marginalità pari al 32,9% del fatturato, in deciso miglioramento rispetto al primo semestre del 2019 (+3,7%) grazie principalmente all’effetto scala sulla struttura dei costi generali. L’utile netto del primo semestre è pari a 23,6 milioni di euro, in crescita del 68% rispetto all’esercizio precedente. La posizione finanziaria netta al 30 giugno 2020 è negativa per 14,1 milioni di euro, con una generazione di cassa positiva per 17,5 milioni di euro nel primo semestre. Per prudenza gestionale durante l’emergenza Covid, la distribuzione dei dividendi è stata posticipata al secondo semestre 2020.

SIRAP (100%)
Il gruppo Sirap – che opera nel comparto dell’imballaggio alimentare – ha registrato un primo semestre positivo, con un margine operativo lordo in netto miglioramento e una generazione di cassa molto positiva considerando la stagionalità, nonostante ricavi non brillanti sul segmento “Rigido”. Nel primo semestre, i ricavi del gruppo Sirap sono stati pari a 120,6 milioni di euro, in contrazione dell’11% rispetto allo stesso periodo dell’esercizio precedente (la riduzione dei ricavi nel semestre si attesta al -6%, al netto della modifica di perimetro già ricordata nelle precedenti relazioni trimestrali). Il MOL nel semestre è pari a 12,1 milioni di euro, in aumento di 3,8 milioni di euro rispetto al primo semestre 2019 (+45%) e con una marginalità sui ricavi a doppia cifra. La riduzione dei ricavi è stata infatti più che compensata dall’incremento della marginalità unitaria, riconducibile anche al livello non elevato nel periodo del costo delle materie prime plastiche e all’impatto sulla struttura costi delle azioni da Piano Industriale completate nel 2019 e delle ulteriori azioni messe in essere per fronteggiare l’impatto negativo del Covid sui volumi. Gli ammortamenti sono sostanzialmente stabili a 6,8 milioni di euro, portando a un risultato operativo di 5,3 milioni di euro che triplica il risultato registrato nel primo semestre 2019. Il risultato netto nel semestre è positivo per 2,2 milioni di euro (perdita di 0,8 milioni di euro nel 2019). La posizione finanziaria netta al 30 giugno 2020 è negativa per 79,9 milioni di euro (miglioramento pari a 14,9 milioni di euro rispetto al 30 giugno 2019). Dopo la chiusura del semestre, come previsto dal piano industriale triennale 2019-21, il 6 luglio 2020 Sirap ha ufficializzato l’intenzione di chiudere lo stabilimento di San Vito al Tagliamento, abilitando così un ulteriore consolidamento della produzione degli stabilimenti italiani del Gruppo.

ITALGEN (100%)
L’attività del gruppo Italgen – produzione e distribuzione di energia elettrica da fonti rinnovabili – ha registrato nel primo semestre una produzione idroelettrica di 156,6 GWh, livello più alto raggiunto negli ultimi 5 anni e con una crescita del 21% rispetto al primo semestre 2019, riconducibile a una piovosità superiore alla media e a un ottimo livello di disponibilità e di utilizzo degli impianti. Tuttavia, il calo della domanda complessiva di energia elettrica a livello nazionale riconducibile al lockdown e la riduzione del prezzo di gas e CO2 credits si sono ripercossi in maniera significativa sul prezzo dell’energia elettrica. Nel complesso, l’effetto volume e l’effetto prezzo sostanzialmente si compensano. Il margine operativo lordo si attesta a 5,0 milioni di euro, sostanzialmente stabile rispetto al primo semestre 2019. L’utile netto del primo semestre risulta pari a 2,4 milioni di euro, anche in questo caso sostanzialmente stabile rispetto all’esercizio precedente. La posizione finanziaria netta al 30 giugno 2020 è negativa per 15,7 milioni di euro, con una generazione di cassa positiva per 4,4 milioni di euro nel primo semestre. Per prudenza gestionale durante l’emergenza Covid-19, la distribuzione dei dividendi è stata posticipata al terzo trimestre 2020.

CAPITELLI (80%)
L’attività di Capitelli, eccellenza italiana specializzata nella produzione di prosciutto cotto di fascia premium, registra ricavi nel primo semestre 2020 pari a 7,2 milioni di euro, in crescita dell’8,3% rispetto allo stesso periodo del 2019. Dopo un primo trimestre brillante, l’emergenza sanitaria ha provocato una forte riduzione dei volumi del canale Ho.Re.Ca. e dell’affluenza dei clienti al banco gastronomia della GDO, oltre ad un impatto sul modello di crescita della società, imperniato sulle degustazioni a punto vendita. Il margine operativo lordo del semestre si attesta a 1,8 milioni di euro, in linea con il risultato gestionale dello stesso periodo del 2019. Il risultato netto del primo semestre 2020 è positivo per 1,0 milioni di euro, con una diminuzione rispetto all’esercizio precedente legata alla crescita degli ammortamenti immateriali. La posizione finanziaria netta al 30 giugno 2020 è positiva per 11,2 milioni di euro, con una generazione di cassa positiva nel periodo per 1,0 milioni di euro.

TECNICA GROUP (40%)
Nel primo semestre 2020 il fatturato netto del Gruppo, fra i leader europei nel settore dello sportsystem, è stato pari a 136,8 milioni di euro, in riduzione dell’8,4% rispetto allo stesso periodo del 2019. La contrazione dei ricavi riguarda con diversi livelli di intensità tutti i principali brand del Gruppo ed è riconducibile al lockdown che ha impattato i principali canali di vendita di Tecnica e all’incertezza sulla stagione invernale 2020/21. Fa eccezione Rollerblade, che chiude il semestre con un’eccellente crescita dei ricavi (+47% vs. 2019) grazie al momentum positivo dell’intera categoria dei pattini in linea conseguente alle mutate abitudini di attività nel tempo libero indotte dal distanziamento sociale. I risultati operativi, che non sono rappresentativi dell’andamento dell’intero esercizio per effetto della stagionalità del business (la maggiore attività si registra fra agosto e dicembre), vedono un MOL del periodo positivo per 2,7 milioni di euro (risultato negativo per 1,0 milioni di euro nel primo semestre 2019), con un miglioramento riconducibile all’entrata nel perimetro di Riko (effetto positivo per 2,8 milioni di euro sul semestre) e alle azioni di contenimento dei costi lanciate dal management della società vista la contrazione dei ricavi. L’utile netto del periodo è negativo di 14,2 milioni di euro, sostanzialmente stabile rispetto al 2019 e fortemente influenzato dalla stagionalità del business. Il 30 giugno 2020 la posizione finanziaria netta è negativa per 213,4 milioni di euro, con una generazione di cassa positiva nel semestre per 7,7 milioni di euro.

ISEO (40%)
Il gruppo Iseo, uno dei principali produttori europei di soluzioni meccatroniche e digitali per il controllo e la sicurezza degli accessi, ha chiuso il primo semestre con ricavi pari a 56,4 milioni di euro, in contrazione del 23,5% rispetto allo stesso periodo dell’esercizio precedente per il significativo impatto del Covid. Nella fase iniziale del lockdown la società ha infatti dovuto chiudere gli stabilimenti sia in Italia sia in Francia; inoltre, le successive restrizioni hanno provocato rallentamenti di tutti i canali chiave nelle principali geografie di attività del Gruppo. Va tuttavia segnalato che, dopo le difficoltà registrate nei mesi di marzo, aprile e maggio (cali di fatturato nell’ordine del -40% rispetto agli stessi mesi del 2019), giugno si è chiuso con ricavi sostanzialmente in linea con l’esercizio precedente e una buona performance di raccolta ordini. Il margine operativo lordo è pari a 4 milioni di euro, in riduzione del 48,9% rispetto allo stesso periodo del 2019 (delta negativo per 2,8 milioni di euro). Il management ha reagito alla riduzione dei ricavi con un forte programma di contenimento dei costi fissi, con risparmi rispetto al primo semestre 2019 di oltre 4 milioni di euro. Il risultato netto è negativo per 0,5 milioni di euro. Al 30 giugno 2020 la posizione finanziaria netta è negativa per 37,3 milioni di euro, già al netto del pagamento di dividendi effettuato nel semestre per 1,2 milioni di euro. Nel semestre, generazione di cassa al lordo dei dividendi negativa per 1,4 milioni di euro, parzialmente riconducibile alla stagionalità del business.

AUTOGAS NORD – AGN ENERGIA (30%)
Il Gruppo Autogas, attualmente il secondo operatore italiano nel mercato della distribuzione di GPL, con una attività caratterizzata dalla stagionalità e un fatturato che si concentra principalmente nel periodo da ottobre a marzo, chiude il primo semestre 2020 con un fatturato pari a 224,2 milioni di euro, un delta negativo di 45,5 milioni di euro rispetto al primo semestre 2019 (in contrazione del 16,9% che si riduce all’11,2%, neutralizzando l’impatto del calo del costo della materia prima di GPL). La contrazione dei volumi è riconducibile sia alle temperature superiori alla media sia all’impatto del lockdown e delle successive restrizioni. Il MOL risulta pari a 27,4 milioni di euro, con un delta negativo di 1,4 milioni di euro rispetto all’esercizio precedente. Il risultato netto del semestre si attesta a 10,7 milioni di euro, con un incremento di 0,3 milioni di euro rispetto al 2019 principalmente grazie alla riduzione degli oneri finanziari (influenzati nell’esercizio precedente da effetti non ricorrenti legati all’acquisizione del Gruppo Lampogas). Al 30 giugno 2020 la posizione finanziaria netta è negativa per 119,1 milioni di euro, con una generazione di cassa positiva nel semestre per 19,5 milioni di euro; neutralizzando fattori contingenti legati allo slittamento di due pagamenti ai primi giorni di luglio, la generazione di cassa rimane comunque positiva per 14,6 milioni di euro. Per prudenza gestionale è stato deciso di posticipare la distribuzione dei dividendi al secondo semestre 2020.

OFFICINA PROFUMO FARMACEUTICA DI SANTA MARIA NOVELLA (20%)
Per Officina Santa Maria Novella il primo semestre 2020 evidenzia ricavi complessiva pari a 10,4 milioni di euro, con una riduzione del 23,8% rispetto all’analogo periodo del 2019, riconducibile alla chiusura temporanea della maggior parte dei negozi diretti e dalla marcata contrazione dei flussi turistici internazionali in particolar modo verso l’Italia. A fronte di una riduzione pari al 60% del retail diretto fisico e online in Europa si evidenzia una buona tenuta del canale wholesale (sostanzialmente invariato rispetto al 2019 grazie al buon andamento degli ordini nell’area APAC) e una riduzione pari al 10% in Usa dove l’ottimo andamento dell’e-commerce ha parzialmente bilanciato la riduzione dei ricavi provenienti dai canali fisici. La riduzione dei ricavi ha comportato un MOL pari a 2 milioni di euro, con una riduzione equivalente al 56%. Al 30 giugno 2020 la posizione finanziaria netta è positiva per 20,7 milioni di euro; Officina Santa Maria Novella ha concluso il semestre con una generazione di cassa positiva di 2 milioni di euro, al lordo dei dividendi pagati nel semestre.

CLESSIDRA SGR (100%)
Clessidra SGR – il principale gestore di Fondi di Private Equity esclusivamente dedicato al mercato italiano – ha proseguito nell’attività di selezione di nuove opportunità di investimento, nonché di gestione delle tre società in portafoglio del Fondo CCP3, mentre relativamente al Fondo CCPII la società ha proseguito la propria attività di gestione, finalizzata in particolare alla valorizzazione dell’ultima società rimasta in portafoglio. Relativamente al fondo CRF (Clessidra Restructuring Fund) Clessidra ha continuato la propria attività nel segmento dei crediti bancari, con particolare focus sugli UTP, e nel segmento nuova finanza, supportando una quindicina di società italiane in fase di ristrutturazione e rilancio dei rispettivi business.
Nel primo semestre 2020 Clessidra ha registrato un risultato della gestione operativa di 1,4 milioni (2,3 milioni nel primo semestre 2019) chiudendo il periodo con un utile di 1,0 milioni (utile di 1,5 milioni).

PREVISIONI EVOLUZIONE DELLA GESTIONE
La contrazione stimata su base annua del PIL reale mondiale nel secondo trimestre dell’anno è pari all’8,5%: la peggiore recessione dal 1930 si è abbattuta sull’economia globale a partire dalla fine del mese di marzo, con un punto di minimo nel mese di aprile, evidenziando nei primi quattro mesi dell’anno un collasso del livello del PIL prossimo al -13%. Dal punto di minimo registrato in aprile, la dinamica congiunturale è in accelerazione sia nel settore manifatturiero sia in quello dei servizi: è difatti anche la più breve recessione del dopoguerra.

Due sono i fattori principali della breve durata della fase recessiva osservata ad oggi: la natura esogena dello shock, non generato da squilibri endogeni macro-finanziari, e le straordinarie misure di politica economica implementate a sostegno del reddito, della liquidità e della solvibilità delle imprese. Il livello del PIL reale mondiale pre-crisi potrebbe potenzialmente essere raggiunto nel corso del secondo semestre del 2021, in meno di 24 mesi, a fronte degli oltre 3 anni necessari a seguito della recessione del 2008, sebbene quest’ultima abbia registrato una contrazione del PIL quattro volte inferiore rispetto a quella attuale. La media delle previsioni per l’intero 2020 è attestata al -3,9%, seguita da una crescita del 5,5% nel 2021.

Sull’Eurozona e l’Italia gravano tuttavia stime di crescita peggiori: rispettivamente, la media 2020 è ancorata al -9% e -11%, con un possibile ripristino dei livelli del PIL reale pre-crisi nel 2022 e nel 2023. L’indice azionario globale ha anticipato di circa sei mesi la dinamica ciclica e il punto di minimo del tasso di crescita degli utili aziendali, in linea con la dinamica delle precedenti recessioni globali.
A fronte del crollo del 30% delle quotazioni da inizio anno al 23 marzo, l’indice ha messo successivamente a segno un rimbalzo del 34%, che si traduce in un ribasso da inizio anno al 30 giugno del 6,2%. Le aspettative del mercato finanziario europeo hanno iniziato altresì a beneficiare della proposta di bilancio pluriennale europeo, a cui è associato il Next Generation EU, il piano di sostegno alla crisi e di investimenti, finalizzati ad accelerare la transizione “green” e digitale.
Lo scenario è tuttavia esposto a un elevato livello di incertezza. I progressi conseguiti nella conoscenza del virus, nel trattamento terapeutico e nel testing mitigano il rischio di un ulteriore lockdown ma una “seconda ondata” del virus si rifletterebbe comunque sulla sequenza della ripresa.

Sul ciclo economico grava altresì il rischio del riacutizzarsi delle tensioni non solo commerciali (USA-Cina) e dell’instabilità sociale. Le elezioni USA costituiscono infine l’evento politico dell’ultimo trimestre dell’anno il cui esito avrà un significativo impatto economico e finanziario non solo nel breve periodo. In un contesto caratterizzato da così elevata incertezza, Italmobiliare focalizzerà il proprio impegno nel fornire supporto alle Portfolio Companies per affrontare le importanti sfide imposte dal mutato scenario.

Un aspetto di prioritaria attenzione riguarderà le società operanti nel mondo retail, quali Tecnica Group e Officina Santa Maria Novella, affinché possano individuare innovative soluzioni di offerta e nuovi canali commerciali che permettano di salvaguardare gli obiettivi di crescita e sviluppo. Per tutte le società del Gruppo verranno valutate e implementate misure atte ad assicurare ulteriore efficienza operativa e prudenziale gestione della liquidità.

Pieno supporto verrà inoltre garantito allo sviluppo di Clessidra SGR sia nella tradizionale attività di fondo di Private Equity focalizzato sul mercato italiano, sia nel percorso, recentemente avviato, di diversificazione in altre asset class, a partire dal Private Debt, finalizzate a fornire supporto finanziario e possibilità di rilancio industriale a piccole-medie imprese italiane. L’esposizione del portafoglio alle componenti di investimento particolarmente influenzate dalle turbolenze dei mercati finanziari è stata significativamente ridotta (partecipazioni quotate) oppure mitigata attraverso una gestione della liquidità concentrata in strumenti finanziari a basso livello di rischio. Nella seconda parte dell’anno verranno comunque valutate ulteriori opportunità offerte dai mercati per effettuare coperture o diluire alcune partecipazioni. Le dinamiche di accentuata volatilità potrebbero al contempo delineare interessanti opportunità di investimento in società che sappiano intercettare e guidare le necessità di trasformazione che caratterizzeranno alcuni settori produttivi, tanto in Italia, quanto – indirettamente attraverso il portafoglio di fondi di private equity costruito – in altre geografie a partire dagli Stati Uniti.

EMISSIONE DI OBBLIGAZIONI
Nel periodo in esame non si segnalano emissioni obbligazionarie e nei 18 mesi successivi al 30 giugno 2020 non sono previste emissioni in scadenza.

(GD – www.ftaonline.com)

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