Italia: alle camere le linee guida del piano per il Recovery Fund

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Il governo italiano ha presentato alle camere le linee guida per la definizione del “Piano nazionale per la ripresa e la resilienza” (PNRR), ossia la base della strategia politica ed economica da portare a Bruxelles per ottenere i soldi del Recovery Fund e spenderli con obiettivi condivisi, sostenibili, efficaci ai fini della ripresa, dell’occupazione, del risanamento della cosa pubblica.

Il piano comincia con un rafforzamento del sistema sanitario nazionale (SSN) tramite investimenti e misure organizzative che potenzino la qualità dell’offerta del SSN, la sua capacità ricettiva, che ne attui la digitalizzazione promuovendo anche la telemedicina, il fascicolo sanitario elettronico. Prevista anche l’integrazione tra politiche sanitarie, sociali e ambientali.

Una specifica attenzione è dedicata alla transizione ecologica e ambientale. D’altronde la Commissione europea ha raccomandato alcune direttrici comuni per i piani nazionali tra le quali la transizione ambientale, la resilienza e sostenibilità sociale, la transizione digitale, l’innovazione e la competitività. A queste si affiancano anche misure specifiche per Paese che per l’Italia indicano anche l’efficientamento del sistema giudiziario e della pubblica amministrazione; la liquidità all’economia, evitando i ritardi nei pagamenti e favorendo l’innovazione; sistemi di protezione sociale e redditi sostitutivi per mitigare l’impatto della crisi sull’occupazione, garantire la ripresa economica contro la pandemia e, quando le condizioni economiche lo consentano perseguire politiche di bilancio prudenti e volte ad assicurare la sostenibilità del debito pubblico.

Il PNRR proposto si pone l’obiettivo di raddoppiare il tasso medio di crescita dallo 0,8% all’1,6% almeno; aumentare gli investimenti pubblici almeno al 3% del Pil, portare le spese di R&S sopra la media UE (2,1% vs. attuale 1,3%); aumentare di 10 punti il tasso di occupazione dal 63% attuale. Un particolare attenzione è riservata nel PNRR alla digitalizzazione e ai correlati servizi sempre più pervasivi che dovranno basarsi su una solida infrastruttura in fibra ottica e la promozione del 5G. Previsti investimenti rilevanti al riguardo così come nell’industria culturale e nel turismo.

Saranno promosse politiche di reshoring, ma anche di transizione ecologica per tagliare quel 3,3% della popolazione nazionale che vive in aree dove si superano i limiti di sostanze inquinanti presenti nell’aria. Si punterà a favorire l’efficientamento energetico degli edifici pubblici.

Sottolineati anche gli investimenti nelle infrastrutture di mobilità che richiedono anche una maggiore efficienza dei processi autorizzativi puntando anche sulla rete ferroviaria AV-AC ad alta velocità e sul completamento dei corridoi TEN-T.

Attenzione anche per la scuola e l’istruzione con focus sulle discipline STEM e la digitalizzazione.

Investimenti
Un nodo rilevante saranno gli investimenti pubblici:il PNRR ricorda il fondo per gli investimenti delle Amministrazioni Centrali (allocati 20,8 mld dal 2020 al 2034), uelo per il Green New Deal (4,24 mld per il periodo 2020-2023), quello per il rilancio degli investimenti sostenibili e infrastrutturali dei comuni (4 mld 2025-2034). Si aggiungono altri fondi dalla rigenerazione urbana (8,5 mld 2021-2034) alla sicurezza di edifici e territorio (8,8 mld 2021-2034), alle Regioni (3,3 mld 2021-2034) per viabilità e sicurezza dei trasporti.

Fisco e sociale
Prevista anche una riforma del fisco tesa anche ad aumentare per i lavoratori l’importo in busta paga a parità di costo per il datore di lavoro, c’è già un apposito fondo da 3 mld nel 2020 (5 mld dal 2021). Si prevede comunque una riforma più ampia alla ricerca di trasparenza, equità e semplicità. Ceti medi e famiglie dovrebbero ottenere i maggiori vantaggi da queste riforme fiscali. Il taglio del cuneo fiscale dovrebbe passare anche da incentivi al welfare contrattuale e della promozione della contrattazione decentrata in un sistema di relazioni industriali multilivello senza rinunciare all’attenzione e al rafforzamento della contrattazione collettiva e della rappresentanza sindacale in difesa dei lavoratori più deboli. I divari che il governo intende attenuare non sono però soltanto sociali, ma anche territoriali come quelli tra Nord e Sud del Paese.

Giustizia
Nella giustizia si punta a ridurre la durata del processo civile e penale, a rivedere il codice civile, a riformare il diritto societario su governance e disciplina della crisi d’impresa.

(GD – www.ftaonline.com)

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