Iren positiva in avvio con piano al 2025

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Buon avvio di seduta per Iren (+1,2% a 2,2080 euro): ieri il cda ha approvato il piano industriale al 2025. Il piano prevede investimenti complessivi per 3,7 miliardi di euro (+400 milioni rispetto al piano industriale precedente pari al +12%), un obiettivo di EBITDA al 2025 pari a 1,16 miliardi (+240 milioni rispetto al 2019) con un cagr del 4% (contro 3,5% del precedente piano), un utile netto di gruppo a fine piano pari a circa 350 milioni (+113 milioni rispetto al 2019, superiore alle attese) con un cagr del 6,7% (6,5% nel piano precedente).

Il dividendo 2025 è previsto a 0,146 euro per azione da 0,092 del 2019, con un cagr nell’arco del piano dell’8%: nel dettaglio il cda si attende 0,095 €/azione sull’utile netto 2020 (+2,7% rispetto all’anno precedente), 0,10 €/azione sull’utile netto 2021 (+5,3%) e una crescita del 10% annua dal 2022 in avanti. Il piano 2019-2024 prevedeva un incremento costante del dividendo del 10% annuo e un obiettivo di 0,149 per azione nel 2024. Complessivamente quindi le prospettive per gli azionisti sono peggiorate da questo punto di vista: il management ha però dovuto tenere contro della “forte crescita degli investimenti nel 2020-2021, alle ultime operazioni M&A realizzate nel 2020 e all’impatto del Covid-19”.

La Posizione Finanziaria Netta/EBITDA è attesa a 2,5x al 2025 (2,4x al 2024 nel piano precedente) con un costo medio del debito all’1,6% dal 2,4% del 2019 (2,0% al 2024 nel piano precedente). A tal proposito il cda conferma a 3,0x il limite del rapporto Posizione Finanziaria Netta/EBITDA di medio-lungo termine, precisando che “nel breve-medio termine è possibile posizionarsi in area 3,0-3,5x con l’obiettivo di cogliere valore dalla finalizzazione di ulteriori opzioni strategiche”.

L’analisi del grafico di Iren mette in evidenza il movimento laterale successivo al rimbalzo originato dai minimi di marzo. Il titolo sta disegnando un potenziale testa e spalle ribassista: la formazione verrebbe confermata in caso di discese sotto 2,11 euro e potrebbe respingere i corsi sugli 1,7020 toccati il 23 marzo.

Segnali di forza oltre area 2,30, prologo a un attacco al top di inizio giugno a 2,4320: in caso di successo riattivazione del rimbalzo verso 2,52 e 2,65.

(Simone Ferradini – www.ftaonline.com)

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