Il sell-off di Wall Street spinge al ribasso l’Asia-Pacific

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Dopo il sell-off abbattutosi su Wall Street (peggiore dei tre principali indici newyorkesi il Nasdaq, crollato del 4,96% giovedì, dopo che nella precedente sessione aveva superato per la prima volta superato quota 12.000 punti), alla riapertura degli scambi in Asia la tendenza ribassista è proseguita, per quanto con toni meno brutali. Le prese di beneficio sul settore tecnologico (le cui valutazioni in molti casi avevano raggiunto livelli decisamente esagerati) non hanno innescato il panic selling in Oriente e, in attesa dei cruciali dati sull’occupazione Usa che saranno diffusi in giornata, il risultato è una contrazione comunque ampiamente superiore all’1% per l’indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso, che si avvia a chiudere in ogni caso la peggiore ottava dal mese di aprile.

Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci principali monete, è poco mosso ma si avvia comunque verso la migliore performance settimanale in oltre due mesi. Sostanzialmente invariato anche lo yen sul biglietto verde e Tokyo chiude in negativo: alla fine il Nikkei 225 perde infatti l’1,11% (fa meglio l’indice più ampio Topix, deprezzatosi comunque di un deciso 0,90%). Tra i singoli titoli, da segnalare le più che positive performance del settore siderurgico, con rally intorno al 5% per Kobe Steel e Nippon Steel.

La giornata è in negativo anche per le piazze cinesi. A meno di un’ora dal termine degli scambi Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 segnano contrazioni superiori all’1% entrambi, contro il declino intorno allo 0,80% dello Shenzhen Composite. Male anche Hong Kong: l’Hang Seng perde infatti circa l’1,50% (fa meglio l’Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell’ex colonia britannica, comunque in flessione dell’1%).

A Seoul il Kospi è in arretramento di circa l’1,20% mentre a Sydney l’S&P/ASX 200 crolla del 3,06% in chiusura, registrando la peggiore performance dei principali indici della regione.

(RR – www.ftaonline.com)

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