Esprinet sui massimi dal 2016 con dati trim3 e miglioramento guidance 2020

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Esprinet (+5,4% a 8,23 euro) tocca i massimi dal 2016 in scia alle eccellenti performance commerciali registrate nel terzo trimestre. Il gruppo leader nel sud Europa (Italia, Spagna e Portogallo) nella distribuzione di Information Technology e Consumer Electronics nei tre mesi chiusi al 30 settembre ha totalizzato ricavi pari a 1.124 milioni di euro, +26% a/a (in accelerazione dopo il +4% nel trim1 e il +9% nel trim2). L’EBITDA adjusted è pari a 17,7 milioni di euro, +76% a/a, mentre l’utile netto balza a 9,8 milioni di euro rispetto a 1,8 milioni di euro nel trim3 2019.

Questi dati evidenziano una netta accelerazione rispetto al primo semestre, periodo che si era chiuso con ricavi a +7% a/a ed EBITDA adjusted a +16% a/a. Esprinet sta beneficiando del forte aumento nei primi nove mesi dell’anno della domanda di PC (+21%), elettrodomestici (+22%), Smartphone (+29%), Software, Servizi e Cloud (+12%), e della sempre più elevata richiesta di tecnologie in grado di abilitare smartworking ed e-learning. In base alle statistiche Context, Esprinet ha sovraperformato i mercati di riferimento (Italia, Spagna e Portogallo). Questi risultati hanno indotto il management a rivedere al rialzo la guidance 2020: i ricavi sono ora previsti a oltre 4,4 miliardi di euro (da oltre 4,3 miliardi) e l’EBITDA adjusted a oltre a 62 milioni (da 56-61 milioni).

L’analisi del grafico di Esprinet mette in evidenza l’accelerazione originata dal minimo di marzo a 2,68 euro, movimento che ha portato le quotazioni a oltrepassare di gran carriera i top di febbraio (5,65) e superare oggi in avvio il massimo di marzo 2017 a 8,24 (8,28 toccato poco fa). Una vittoria confermata in chiusura di seduta su 8,24 creerebbe le premesse per estensioni verso 8,80 almeno, con obiettivo di medio termine a 10,45, picco di aprile 2015 e resistenza strategica in ottica di lungo periodo.

Discese sotto 7,50 potrebbero invece anticipare l’avvio di una correzione verso il minimo di fine ottobre a 6,62 (conferme in tal senso sotto 7,04). La violazione di 6,62 determinerebbe il completamento del potenziale doppio massimo in formazione da metà ottobre, una figura ribassista che potrebbe respingere il titolo fin sui 5,65 e 5,20-5,30.

(Simone Ferradini – www.ftaonline.com)

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