DocuSign fa ancora meglio del consensus grazie al coronavirus

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DocuSign ha comunicato giovedì dopo la chiusura di Wall Street risultati relativi al secondo trimestre segnati dal balzo dei ricavi del 45% annuo a 342,2 milioni di dollari, contro i 319,3 milioni del consensus di Bloomberg. L’eps rettificato si è attestato a 17 centesimi, contro gli 8 centesimi stimati dagli analisti. Per l’attuale periodo le vendite sono attese a 362 milioni di dollari, contro i 336 milioni del consensus di Bloomberg. Come già nel precedente trimestre il business dell’azienda di San Francisco (specializzata in tecnologie per la firma digitale e la gestione digitale delle transazioni) ha beneficiato dell’impulso da parte delle aziende alla ricerca di modi alternativi per siglare contratti e accordi visto che l’epidemia di coronavirus ha reso più difficili gli incontri di persona. DocuSign ha sfiorato un crollo del 9% in after market (dopo avere già perso l’8,73% giovedì al Nasdaq), a fronte di un generalizzato sell-off per il settore tecnologico e in particolare di prese di beneficio sulle società attive nei software che negli ultimi tempi hanno registrato significativi apprezzamenti (DocuSign da inizio anno ha guadagnato quasi il 230% sul listino).

(RR – www.ftaonline.com)

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