Denaro anche su TIM, l’UE allarga il dossier della rete a Mediaset

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Guadagna terreno anche Telecom Italia a Piazza Affari stamane. Il titolo segna un rialzo dell’1,08% a 40,2 centesimi nel contesto di un Euro Stoxx Telecommunications che guadagna lo 0,11 per cento.
Il gruppo TIM, già alle prese con il complesso dossier della creazione di una rete unica con Open Fiber e il supporto di KKR e Fastweb, è tornato all’attenzione dei mercati dopo la sentenza di ieri della Corte di giustizia europea che ha in pratica bocciato le norme italiane che bloccavano l’intreccio di partecipazioni di Vivendi (+0,83%) in TIM e Mediaset (+8,53%).
Vivendi è il primo azionista di TIM con il 23,9% e controlla il 28,8% di Mediaset, anche se ha dovuto congelare il 19,19% del capitale tramite Simon Fiduciaria proprio per via dell’attuale assetto normativo italiano sugli intrecci (vietati oltre certe soglie) tra tlc ed editoria.

L’ultima sentenza UE spingerà, secondo la maggior parte degli osservatori, a una revisione delle norme italiane in materia; lo stesso ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli ha preannunciato un confronto per il cambiamento delle norme.

Gli effetti della pronuncia UE, oltre a favorire un’ascesa di Vivendi nel capitale di Mediaset fino alla possibilità del lancio di un’offerta, spingono inevitabilmente a pensare che Mediaset possa ora entrare nel progetto della creazione di una rete unica.

Se “si aprissero possibilità di convergenza tra i leader delle Tlc e dell’editoria televisiva – esplicitava ieri il broadcaster di Cologno Monzese – Mediaset che in tutti questi anni è stata vincolata e penalizzata dal divieto valuterà con il massimo interesse ogni nuova opportunità in materia di business Tlc già a partire dai recenti sviluppi di sistema sulla Rete unica nazionale in fibra”.

(GD – www.ftaonline.com)

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