Candriam: meeting BCE, cosa aspettarsi

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Se l’apprezzamento dell’euro continuerà, probabilmente produrrà un impatto negativo sulle esportazioni europee e sulla crescita. Tuttavia, non crediamo che BCE annuncerà nuove misure monetarie, come invece è successo prima dell’estate con l’estensione del programma PEPP. A nostro avviso infatti non c’è l’urgenza di incrementare questo programma di acquisto a settembre.
La palla è ora nel campo della BCE e l’Istituto deve reagire, ma deve fare in modo che il suo percorso non si discosti troppo. Questo ci sembra abbastanza fattibile. La BCE sta mantenendo ancora una politica molto accomodante, ma sarà interessante vedere quale sarà la sua reazione dopo lo storico meeting di Jackson Hole. La Fed ha chiarito la propria forward guidance con tassi bassi a lungo.
Anche la BCE subirà un cambio di paradigma: la fine del monetarismo. Chiaramente l’obiettivo d’inflazione diventerà più simmetrico, cioè la Banca Centrale accetterà che l’inflazione si discosti maggiormente. Ma potrebbero essere delineati anche altri obiettivi. La Fed ha modificato il suo orientamento sulla base del tasso di disoccupazione negli Stati Uniti. Forse la BCE integrerà criteri ambientali nei suoi acquisti. Questo sarebbe davvero il passo successivo che dimostra che ci troviamo in un momento storico e che evidenzia di fatto un palese fallimento delle banche centrali nel raggiungere i target di inflazione. C’è inflazione negli asset finanziari e reali, ma non c’è aumento dei salari e non ci sono pressioni inflazionistiche. E con l’aumento dei livelli di indebitamento in un contesto di tassi di interesse bassi, ci sono maggiori ragioni per prenderne atto.
A cura di Nicolas Forest, Global Head of Fixed Income and Member of the Executive Committee di Candriam

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