Borse europee negative

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Le principali Borse europee hanno aperto la seduta in ribasso. L’indice Stoxx 600 cede lo 0,7%, il Dax30 di Francoforte l’1%, il Cac40 di Parigi lo 0,9%, il Ftse100 di Londra lo 0,9% e l’Ibex35 di Madrid lo 0,8%. Principale fattore ribassista quello stesso vaccino che aveva in precedenza sostenuto gli acquisti: le speranze per l’arrivo di un farmaco contro il Covid-19 si scontrano con i problemi logistici della sua somministrazione su scala globale.
Tra i titoli in evidenza Deutsche Telekom +0,7%. Il colosso delle telecomunicazioni ha comunicato per il terzo trimestre il balzo dei ricavi del 32% annuo a 26,4 miliardi di euro, contro i 25,8 miliardi del consensus. DT ha migliorato la guidance sull’intero esercizio (anche grazie alla più netta crescita dal 2017 per gli abbonati alla banda larga in Germania).
Lufthansa +0,2%. La compagnia aerea ha siglato l’accordo con Vereinte Dienstleistungsgewerkschaft (Ver.di seconda maggiore organizzazione sindacale tedesca dopo Ig Metall) per un taglio dei costi di 200 milioni. Lufthansa si è impegnata a non realizzare licenziamenti fino al marzo 2022 mentre 35.000 dipendenti rinunceranno ai bonus natalizi per quest’anno e il prossimo e ai compensi delle festività fino alla fine del 2021.
Siemens -4%. La conglomerata tedesca ha comunicato per il quarto trimestre del suo esercizio profitti netti in crescita da 1,32 a 1,70 miliardi di euro, contro gli 1,72 miliardi del consensus. Nei tre mesi allo scorso 30 settembre l’ebita si è attestato a 2,64 miliardi. I ricavi sono invece scesi del 6% annuo a 15,31 miliardi, sotto ai 15,50 miliardi del consensus. Siemens dal prossimo esercizio si attende un moderato incremento dei profitti.
Sul fronte macroeconomico in Germania l’Ufficio Federale di Statistica (Destatis) ha reso noto il dato definitivo relativo all’inflazione di ottobre.

L’indice dei prezzi al consumo è cresciuto dello 0,1% su base mensile ma è diminuito dello 0,2% su base annuale, risultando in linea alle attese e al dato preliminare. A settembre l’indice era cresciuto dello 0,1% su base mensile. L’indice armonizzato è diminuito dello 0,5% su base annua ed è rimasto invariato mese su mese.
L’ONS (Office for National Statistics) ha reso noto che nel Regno Unito il PIL e’ cresciuto del 15,5% nel terzo trimestre 2020, risultando inferiore alle attese (+15,8%) ma in forte ripresa rispetto al dato del secondo trimestre (-19,8%). Su base annuale il PIL e’ risultato in calo del 9,6% rispetto allo stesso periodo del 2019 risultando inferiore alle attese, pari a -9,4%, ma in ripresa rispetto al dato precedente fissato su un calo del 21,5%.
La produzione industriale nel Regno Unito a settembre è cresciuta dello 0,5% su base mensile dopo un incremento dello 0,3% del mese precedente. Il dato è risultato inferiore alle attese degli analisti (+0,8%). Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno la variazione è negativa del 6,3% dopo il -6,4% della rilevazione precedente risultando inferiore alle attese fissate su un calo del 6,1%.

(RV – www.ftaonline.com)

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