Borsa Usa: S&P 500 giù del 3,92% a settembre

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La Borsa di New York ha chiuso l’ultima seduta del mese in rialzo grazie ai rassicuranti dati macroeconomici pubblicati in giornata ed all’ottimismo per l’approvazione di un nuovo piano di aiuti economici. Il Dow Jones ha guadagnato l’1,20%, l’S&P 500 lo 0,83% e il Nasdaq Composite lo 0,74%.
Tra i titoli in evidenza Micron Technology -7,40%. Il produttore di chip ha presentato risultati relativi al quarto trimestre del suo esercizio segnati da profitti netti quasi raddoppiati da 561 milioni di dollari, pari a 51 centesimi per azione, a 988 milioni, e 87 centesimi. Su base rettificata l’eps è salito da 56 centesimi a 1,08 dollari, a fronte di ricavi in crescita da 4,87 a 6,06 miliardi. Il consensus di FactSet era invece per 98 centesimi e 5,89 miliardi rispettivamente. Deludente invece l’outlook, condizionato dalla guerra commerciale lanciata da Donald Trump contro Pechino e, in particolare, dalle questioni di sicurezza nazionale sollevate contro i big tecnologici cinesi. Micron ha spiegato che le forniture a Huawei Technologies hanno generato il 10% dei ricavi nel trimestre, chiuso lo scorso 3 settembre. Dal 14 settembre, però, è entrato in vigore il divieto imposto da Washington alla vendita di prodotti a Huawei.
Starbucks +1,32%. Cowen ha migliorato il giudizio sulle azioni del colosso del caffè “outperform” da “market perform”.
Synnex Corporation +5,83%. Il fornitore di servizi It ha comunicato risultati relativi al terzo trimestre segnati da profitti netti in crescita da 123,1 milioni, pari a 2,40 dollari per azione, a 134,5 milioni, e 2,60 dollari. Su base rettificata l’eps si è attestato a 3,33 dollari, a fronte di ricavi saliti del 4,2% annuo a 6,46 miliardi di dollari. Il consensus di FactSet era invece per 2,26 dollari e 5,70 miliardi rispettivamente.
Hasbro +1,82%. Stifel ha alzato il rating sul titolo del produttore di giochi a “buy” da “hold”.


Sul fronte macroeconomico la stima ADP (National Employment Report) sul mondo del lavoro ha evidenziato, nel mese di settembre, una crescita di 749 mila nuovi impieghi, da 481 mila unità della rilevazione precedente (rivisto da 428 mila unità) risultando superiore alle attese degli addetti ai lavori che si aspettavano un incremento di 650 mila posti di lavoro.
Il Bureau of Economic Analysis ha confermato un calo del Pil del primo trimestre 2020 del 31,4%, lievemente superiore alle attese e alle letture precedenti fissate su un calo del 31,7%. Nel primo trimestre 2020 il Pil era diminuito del 5%, mentre nel quarto trimestre 2019 era cresciuto del 2,1%. L’indice dei prezzi al consumo del PIL, che misura il cambiamento di prezzo di tutti i beni e servizi inseriti nel PIL e rappresenta una misura chiave dell’inflazione, è diminuito del +2,1% t/t (dato annualizzato), a fronte di un calo atteso del 2%. Scende dello 0,8% su base trimestrale l’indice Pce dei prezzi principali, dal -1% atteso. Crolla del 33,2% la spesa per consumi reali nel secondo trimestre.
La National Association of Realtors ha reso noto che l’indice Pending Home Sales (vendite di case con contratti ancora in corso) ha evidenziato ad agosto un incremento dell’8,8% dopo il rialzo del 5,9% a luglio e dopo il forte recupero di maggio e giugno rispettivamente del 44,3% e del 16,6%. Gli addetti ai lavori avevano stimato una variazione positiva pari al 3% mese su mese. L’indice è salito a 132,8 punti da 122,1 punti precedenti.
Nel mese di settembre il Dow Jones ha perso il 2,28%, l’S&P 500 il 3,92% e il Nasdaq Composite il 5,16%.

(RV – www.ftaonline.com)

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