Borsa Usa: indici negativi, S&P 500 -1,2%

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La Borsa di New York ha aperto la seduta in ribasso penalizzata dell’impennata globale di contagi da Covid-19 e delle nuove misure restrittive. Il Dow Jones perde l’1,1%, l’S&P 500 l’1,2% e il Nasdaq Composite l’1,6%.
All’andamento negativo contribuiscono anche le dichiarazioni del ministro del Tesoro Steven Mnuchin che vede poco probabile un accordo sui nuovi piani di stimolo prima delle elezioni presidenziali del prossimo 3 novembre, e l’inattesa crescita delle nuove richieste di sussidi di disoccupazione.
Tra i titoli in evidenza Morgan Stanley +0,5%. La banca d’affari ha chiuso il terzo trimestre con un utile netto di 2,717 miliardi di dollari, in crescita del 25% rispetto al terzo trimestre 2019. L’utile per azione si è attestato a 1,66 dollari, ampiamente superiore alle attese degli analisti (consensus 1,28 dollari).
Alcoa Corporation -9%. Il produttore di alluminio ha comunicato risultati relativi al terzo trimestre segnati da perdite nette ridotte da 221 milioni, pari a 1,19 dollari per azione, a 49 milioni, e 26 centesimi. Su base rettificata il rosso si è attestato a 1,19 dollari contro gli 1,38 dollari attesi dagli analisti. Nei tre mesi i ricavi sono calati da 2,57 a 2,37 miliardi di dollari, contro i 2,23 miliardi del consensus. A deprimere il titolo Alcoa a Wall Street è stato però un debole outlook sulle consegne per il quarto trimestre.
Walgreens Boots Alliance +5%. Il distributore farmaceutico ha annunciato una trimestrale superiore alle attese. Nel quarto trimestre fiscale l’utile per azione adjusted si è attestato a 1,02 dollari su ricavi per 34,7 miliardi. Gli analisti avevano previsto un Eps a 0,96 dollari su ricavi per 34,4 miliardi.
United Airlines Holdings -4%. La compagnia aerea ha comunicato risultati relativi al terzo trimestre segnati da un rosso di 1,8 miliardi, pari a 6,33 dollari per azione, contro profitti netti per 1,0 miliardi, e 3,99 dollari, del pari periodo del 2019.

Su base rettificata la perdita è pari a 8,16 dollari per azione, contro i 7,53 dollari del consensus di FactSet. Nei tre mesi i ricavi sono crollati del 78% annuo (84% per quelli generati dal traffico passeggeri) a 2,49 miliardi di dollari, contro i 2,50 miliardi stimati dagli analisti.
Sul fronte macroeconomico le nuove richieste di sussidi di disoccupazione nella settimana terminata il 9 ottobre si sono attestate a 898 mila unità, superiori alle attese (825 mila unità) e al dato della settimana precedente (845 mila unità). Il numero totale di persone che richiede l’indennità di disoccupazione (calcolato sui dati al 2 ottobre) si attesta a 10,018 milioni, inferiore a 11,183 milioni della rilevazione precedente (attese 10,700 milioni).
I prezzi alle importazioni nel mese di settembre sono aumentati dello 0,3% su base mensile dopo l’incremento dell’1% della rilevazione precedente, rivisto da +0,9%. Le attese degli analisti erano per un incremento dei prezzi dello 0,3% su base mensile. Rispetto all’anno precedente si è rilevata una flessione pari all’1,1% dal -1,4% del periodo settembre 2018-2019. I prezzi delle esportazioni sono aumentati dello 0,6%, dopo l’incremento dello 0,5% rilevato ad agosto. Rispetto a un anno fa i prezzi delle esportazioni sono diminuiti dell’1,8% dopo essere scesi del 2,8% nel periodo settembre 2018-2019.
La Fed di Philadelphia poco fa ha pubblicato l’indice relativo all’attività manifatturiera nel proprio distretto di competenza. A ottobre il dato si è attestato a 32,3 punti, in forte progresso dai 15 di settembre e molto migliore delle attese degli analisti fissate a 14 punti.
L’indice Empire State Manufacturing di New York che misura l’andamento delle attività manifatturiero dell’omonimo stato a ottobre è sceso a 10,5 punti, dai 17 punti della rilevazione di settembre e a fronte di attese degli operatori poste a 15 punti. I dati della Fed di New York evidenziano che i nuovi ordini e le spedizioni hanno continuato a crescere (in base ai sondaggi effettuati tra il 2 e il 9 ottobre) mentre gli ordini inevasi (unfilled order) hanno continuato a flettere. Le imprese sono rimaste ottimiste sulla possibilità che le condizioni migliorino nei prossimi sei mesi, anche se sono meno positive di quanto non fossero a settembre.

(RV – www.ftaonline.com)

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