Borsa Italiana in netto calo in avvio, vendite su TIM e CNH industrial

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Avvio in netto ribasso per l’azionario italiano ed europeo in una giornata densa di dati macroeconomici di rilievo e dopo le performance molto negative dell’azionario Usa ieri.Il FTSE Mib cede l’1,98% e il Ftse Italia All Share l’1,89 per cento.In calo anche i maggiori indici azionari del Vecchio Continente con il Dax che perde l’1,53% e il Cac40 che cede l’1,44 per cento.

Le vendite prevalgono anche sul mercato dei titoli di Stato UE, con il rendimento del BTP decennale che segna un rialzo di 10 punti base al 4,09% e quello del Bund tedesco che aumenta di 7 punti base all’1,8% Lo spread si pone dunque a 230 punti base. Attese oggi le dichiarazioni della presidente della Bce Christine Lagarde dopo quelle “hackish” del vicepresidente della Banca centrale Luis de Guindos. Come noto il mercato attende mercoledì prossimo le decisioni di politica monetaria della Fed e dopo i recenti dati sull’inflazione Usa non è da escludere un rialzo di 100 punti base, anche se le previsioni sono ancora in larga parte per un aumento (comunque consistente) di 75 punti base.

Prevale in definitiva un cattivo sentiment sui mercati con un sell-off generalizzato che ignora (o legge negativamente) i pur molto positivi dati giunti stamane dalla Cina (crescita di investimenti, produzione industriale, vendite al dettaglio ad agosto, con un calo della disoccupazione).

A Piazza Affari Tim è il peggior titolo nel Ftse MIB con un calo del 4,32% dopo che Barclays ha tagliato il giudizio a Underweight con prezzo obiettivo a 0,15 euro.

Le vendite sono comunque diffuse sia sui titoli industriali, che finanziari.

Fanno male infatti anche CNH Industrial (-3,84%) ed Exor (-2,43%, ma è un titolo che si appresta al delisting dal mercato italiano), Unicredit (-2,41%) e Intesa (-1,90%).

Molto male durante i primi scambi anche MPS (-4,52%) nonostante ieri i soci abbiano approvato l’aumento di capitale da 2,5 miliardi di euro e il raggruppamento 100 a 1.

In rialzo e in controtendenza il titolo di Saipem (1,06%) in un avvio di seduta in cui comunque Eni e Tenaris perdono rispettivamente lo 0,95% e l’1,22 per cento. Le quotazioni del greggio in queste ore sono comunque in rialzo.

Male anche Prysmian (-1,53%) nonostante un portavoce della società abbia annunciato a Reuters interventi volti a efficientare i consumi energetici.

Balza invece in controtendenza Ariston (+10,34%), che ha firmato un accordo vincolante per l’acquisizione di Centrotec Climate Systems GmbH per 703 milioni di euro in contanti e circa 41,42 milioni in azioni di nuova emissione. Attesi contributi positivi all’Eps già dal primo anno.

Tra i minori è invece in calo del 3,88% MFE B (ossia le azioni B della ex Mediaset) dopo il taglio del giudizio di Barclays a underweight. Si segnala il calo degli investimenti pubblicitari secondo Nielsen del 10,7% a luglio in Italia, con una raccolta ora al -1,3% nei primi sette mesi dell’anno.

Cede alle vendite anche Webuild (la ex Salini-Impregilo) che ieri ha annunciato che il consorzio Connect 6ix è stato dichiarato preferred proponent per una nuova linea di trasporto a Toronto, il pro quota sarebbe di circa 450 mimlioni di euro (10% la quota nel consorzio). Secondo alcuni rumors la società sarebbe interessata ad alcune attività della CMC Ravenna, una importante società di costruzioni in via di ristrutturazione. Nel settore delle costruzioni ieri si è registrata una nota congiunta in Italia tra l’associazione delle banche Abi e quella dei costruttori Ance in cui si dichiarava un accordo sui bonus edilizi e si chiedeva un rapido aggiornamento all’Agenzia delle entrate della circolare sul tema dopo gli ultimi provvedimenti del governo.

(GD – www.ftaonline.com)

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