Borsa Italiana in deciso rialzo: brillano FCA, Moncler e Nexi

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Andamento brillante per l’azionario italiano e europeo nel primo pomeriggio grazie all’incoraggiamento proveniente da dati macroeconomici positivi giunti dalla Cina (produzione industriale di agosto sopra le attese e la rilevazione precedente), dall’Europa (Zew tedesco di settembre), dagli States (Indice manifatturiero del NY Empire State). I future sull’azionario USA sembrano inoltre suggerire un’Opening Bell intonata al rialzo.

A Milano il Ftse Mib guadagna l’1,13% e il Ftse Italia All Share lo 0,92 per cento. Il rendimento del BTP italiano cresce di 3 punti base all’1,04% con uno spread sul rendimento del Bund tedesco di 151 punti base.
Il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri ha annunciato interventi importanti per la riduzione del debito/Pil non solo nel 2021, ma anche negli anni successivi.
L’euro guadagna un altro 0,08% sul dollaro (1,1873 EUR/USD) e cede lo 0,16% sulla sterlina.
I rapporti tra Gran Bretagna e UE si fanno sempre più tesi dopo il via libera della Camera dei Comuni all’Internal Market Bill proposto dal governo UK e duramente contestato da Bruxelles come una chiara violazione degli accordi sull’uscita dall’Unione.

A Piazza Affari brilla FCA (+10,85%) ancora in rally dopo la revisione degli accordi per la fusione con PSA. FCA ha comunicato che il dividendo speciale corrisposto ai soci ante-fusione viene ridotto a 2,9 miliardi di euro dai precedenti 5,5 mld, mentre Faurecia (-6,12%), controllata di PSA entra nel deal e il suo 46% controllato dalla casa francese sarà distribuito in quote uguali tra le due classi di azionisti (FCA e Group PSA) mentre la nuova entità nata dalla fusione paritetica, Stellantis, avrà 2,6 miliardi di euro di liquidità in più. Le sinergie annue stimate crescono inoltre oltre i 5 miliardi di euro contro i 3,7 miliardi precedentemente previsti, anche se i costi relativi una tantum di implementazione salgono da 2,8 a 4 mld massimi. Gli analisti hanno promosso la revisione degli accordi con Bank of America che conferma un buy su FCA con prezzo obiettivo a € 16 e approva la nuova intesa. Oddo BHF pone il target invece a 10 euro (buy confermato) e Akros lo alza da 10 a 11,1 euro (confermato l'”accumulate”).
Peugeot guadagna a Parigi il 3,92% e passa di mano a 16,82 euro dopo un allungo a 17,1052.
Trascinata al rialzo anche la holding di casa Agnelli Exor che guadagna il 5,62 per cento.

Passa sopra il riferimento anche CNH Industrial (+0,53%). Nel settore del trasporto pesante si registra lo scossone di Nikola, colosso dei camion elettrici finito sotto il duro attacco del fondo Hindenburg Research. Come annunciato lo scorso giugno l’impianto produttivo tedesco di Ulm di Iveco (gruppo CNH Industrial) dovrebbe produrre il Nikola TRE, un’alleanza che coinvolge FPT Industrial e che ha visto CNH Industrial acquisire una quota di 250 milioni di dollari in Nikola come “lead Series D investor”. Appena una settimana fa la CNBC riportava inoltre che GM si accingeva a rilevare una quota da 2 miliardi di dollari in Nikola (11% del suo capitale).

I prezzi del greggio mostrano nel pomeriggio un deciso recupero con il Brent a 39,99 dollari (+0,98%) nonostante la revisione al ribasso delle stime sulla domanda mondiale da parte dell’Opec ieri e in attesa dei dati USA dell’API stasera. Va segnalato che sui prezzi del greggio potrebbe influire positivamente l’avvicinamento dell’Uragano Sally alle coste USA con le relative minacce alla produzione.
Eni guadagna ora l’1,66%, Saipem lo 0,19% e Tenaris l’1,46 per cento. Secondo Il Sole 24 Ore Eni si appresta alla cessione di asset australiani per circa un miliardo di dollari: ci sarebbero già in gara Morgan Stanley Infrastructure; Macquarie Group (con Neptune Energy Partners), MedcoEnergi, Apa, Beach Energy e la Roc Oil della cinese Fosun International Group. Il calo del Dollar Index dello 0,11% è comunque coerente con spunti al rialzo per le quotazioni dell’oro nero.

Brilla NEXI (+3,21%) che starebbe invece per siglare un memorandum of understanding con Sia secondo la Repubblica.

Passa nel pomeriggio in territorio positivo anche Ftse Italia Servizi Pubblici (+0,8%). Enel guadagna adesso 0,78%: Il Messaggero riportava che già oggi Macquarie dovrebbe deliberare la binding offer per il 50% di Open Fiber controllato dalla stessa Enel (secondo le indiscrezioni degli ultimi mesi Open Fiber sarebbe valutata in termini di EV 7,7 miliardi, di cui 6 miliardi di equity e il resto di debito, ma ora circolano voci su una valutazione da 8 mld). L’offerta per la metà di Enel dovrebbe arrivare tra 18 e 22 settembre.

Telecom Italia guadagna lo 0,32 per cento.

In netta controtendenza Atlantia (-1,03%): secondo la Repubblica starebbero quasi per fallire i negoziati con il governo sul futuro di Autostrade. Atlantia avrebbe infatti inviato alla UE una lettera per denunciare un comportamento del governo non conforme alle regole comunitarie.

Bper Banca perde quota nel bancario (-0,73%): nei prossimi giorni la Consob dovrebbe dare il via libera al prospetto per l’aumento di capitale previsto per l’acquisizione degli sportelli di Ubi in eccesso nel perimetro di Intesa. Per Il Messaggero si tratterebbe di un aumento da circa 800 mln.

A Il Sole 24 Ore, l’AD Giulio Ranzo di Avio (-4,57%) ha confermato lo stop ai dividendi ma confermato il buyback. La società dei lanciatori per l’aerospazio ha registrato nel primo semestre un calo dei ricavi da 191 a 175 milioni di euro, ma tagliando i consumi di materie prime ha portato il risultato operativo da 8 a 8,5 milioni. L’utile dei soci della controllante è passato da 6,78 a 8,3 milioni anche grazie a crediti d’imposta (utile totale a 8,4 mln, +19%), ma il periodo ha risentito ovviamente della pandemia.Il portafoglio ordini è calato del 5% a 632 milioni di euro e il Covid-19 ha avuto ripercussioni sulle attività di sviluppo di Vega C e Ariane 6 i cui lanci inaugurali previsti quest’anno sono stati rinviati al primo e secondo trimestre del 2021 rispettivamente.

Poste Italiane cede lo 0,1% dopo la sanzione da 5 milioni, la massima possibile per pratica commerciale scorretta assegnabile dall’Antitrust.

Recupera ancora Leonardo (+2,86%).

Moncler si mette in luce con un +4,46% nel contesto di un Ftse Italia Brands in rialzo del 2,42 per cento.

(GD – www.ftaonline.com)

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