Borsa Italiana in calo dopo la FED, male gli industriali

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Avvio di seduta in calo per l’azionario europeo e italiano dopo le decisioni di ieri della Fed statunitense che ha alzato i tassi, come da attese, al 3-3,25% (+ 75 pb), ma ha fornito indicazioni dure tagliando allo 0,2% le stime sulla crescita del Pil Usa quest’anno (dall’1,7% precedente) e ha posto target impegnativi sui tassi con il 4,40% per fine 2022 e il 4,60% per il 2023. Indicazioni complessivamente più restrittive delle attese che hanno spinto gli indici azionari statunitensi a un notevole ribasso (S&P 500 -1,71%) che si è riflesso stamane sui mercati asiatici e in queste ore riverbera su quelli europei.

A Milano il Ftse MIB cede lo 0,73% e il Ftse Italia All Share lo 0,76%. Performance molto negative anche per i maggiori panieri europei con il Cac 40 in calo dell’1,15% e il Dax 30 in ripiegamento dello 0,98 punti percentuali.

Le vendite prevalgono leggermente anche sul sovereign UE con il rendimento del BTP decennale che cresce di 1 punto base (al 4,12%) e lo yield del Bund tedesco che sale all’1,89% (+1 pb): lo spread si pone dunque a 224 punti base.

Il dollaro si apprezza dello 0,14% sull’euro e dell’1,2% sullo yen. Nel Sol Levante stamane la Banca del Giappone ha confermato la politica monetaria ultra-espansiva con tassi mantenuti a quota -0,10% Attesa oggi alle 13:00 la decisione della Banca d’Inghilterra che dovrebbe aumentare di 50 punti base i tassi d’interesse portandoli al 2,25%

Nel listino principale italiano prevalgono nettamente le vendite sugli industriali con Leonardo che cede l’1,37% dopo il balzo di ieri ed STM che cede il 2,83%. Male anche Diasorin (-2,2%) e CNH Industrial (-1,52%).

In leggero recupero il greggio (Brent +0,49% a 90,32 $/b): Eni sul riferimento a 11,34 euro dopo i primi scambi, Saipem guadagna lo 0,67 per cento.

In territorio positivo i titoli del credito con il Ftse Italia Banche che guadagna lo 0,81% Bper recupera lo 0,8% e balza Unicredit (in asta di volatilità con un teorico +3,43%): il CEO di Piazza Gae Aulenti Andrea Orcel ha ribadito l’interesse per operazioni di fusione o acquisizione all’estero e in Italia (ma alle condizioni adeguate espresse in passato). Avviata la seconda tranche del buyback da 1 miliardo di euro, Orcel ha confermato la politica dei dividendi a patto che l’Italia non “entri nel baratro”. Il CEO ha infine affermato che con i conti del terzo trimestre la banca alzerà anche le stime del prossimo anno.
Banco BPM guadagna l’1,64%: secondo MF il patto tra fondazioni e altri enti che controlla complessivamente il 6,2% dell’istituto dovrebbe esprimere la prossima primavera nella lista uscente dell’attuale cda un solo consigliere. Il primo socio con il 9,17% è il Credit Agricole che di recente ha confermato di volersi mantenere sotto la soglia del 10%

Male Nexi (-0,95%): secondo Reuters la banca spagnola Sabadell avrebbe ricevuto offerte non vincolanti dalla francese Worldline, dalla statunitense Fiserv e, appunto, dall’italiana Nexi. Nessuna conferma ufficiale, secondo i rumor l’accordo potrebbe aggirarsi sui 400 milioni di euro.

Sopra la parità Atlantia (+0,09%) dopo l’ok della Banca d’Italia a Schema Alfa sull’acquisto di una partecipazione qualificata di Telepass (controllata di Atlantia).

(GD – www.ftaonline.com)

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