Bond News: Euromacro

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Interessanti le cifre macroeconomiche pubblicate in giornata.

In Germania l’Ufficio di Statistica Destatis ha comunicato che l’Indice dei Prezzi all’Ingrosso (Wholesale Price Index) nel mese di aprile è cresciuto dell’1,7% rispetto a marzo (dal +1,7% precedente). Rispetto ad aprile 2020 i prezzi sono cresciuti del 9,7%, in rialzo dai tassi di variazione annui di aprile e marzo 2021 del 7,2% e del +4,4%.

Nel mese di aprile la produzione manifatturiera in Regno Unito è diminuita dello 0,3% rispetto al mese precedente, risultando inferiore alle attese (+1,5%), dopo l’incremento dell 2,1% a marzo. Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno l’indice è cresciuto del 39,4% a fronte di un incremento atteso del 41,8%, dopo la flessione del 4,8% della rilevazione precedente

L’ONS (Office for National Statistics) ha reso noto che nel Regno Unito il PIL e’ cresciuto del 2,3% ad aprile risultando superiore alla lettura precedente, pari a +2,1%, ma inferiore alle attese (+2,4%), facendo però registrare la crescita mensile più rapida da luglio 2020.

Nel Regno Unito in aprile la Bilancia Commerciale ha registrato un deficit pari a 11 miliardi di sterline, da un deficit di 11,7 miliardi di marzo. Lo ha reso noto l’ufficio di statistica britannico. Gli analisti avevano stimato un deficit superiore pari a 12,1 mld di sterline.

In Spagna l’istituto di statistica INE ha annunciato che in maggio l’indice dei prezzi al consumo è aumentato dello 0,5% su base mensile. Rispetto allo stesso periodo del 2020 l’indice è cresciuto del 2,7% in crescita dal +2,2% precedente.L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (HICP) è aumentato dello 0,5% rispetto ad aprile, ed è cresciuto del 2,4% su base annua.

L’Istat rende noto che nel primo trimestre 2021, l’input di lavoro, misurato dalle ore lavorate, registra una diminuzione di -0,2% rispetto al trimestre precedente e di -0,1% rispetto al primo trimestre 2020; il Pil è aumentato dello 0,1 in termini congiunturali e diminuito dello 0,8 in termini tendenziali.

Dal lato dell’offerta di lavoro, nel primo trimestre 2021 il numero di occupati diminuisce di 243 mila unità (-1,1%) rispetto al trimestre precedente, a seguito del calo dei dipendenti a tempo indeterminato (-1,1%) e degli indipendenti (-2,0%) non compensato dalla lieve crescita dei dipendenti a termine (+0,6%). Contestualmente, si registra un aumento del numero di disoccupati (+103 mila) e degli inattivi di 15-64 anni (+98 mila). I dati mensili provvisori di aprile 2021 – al netto della stagionalità – segnalano il proseguimento della crescita dell’occupazione (+20 mila, +0,1% in un mese) registrata nei due mesi precedenti (dopo il forte calo di gennaio), che si associa all’aumento del numero di disoccupati (+88 mila, +3,4%) e al calo degli inattivi di 15-64 anni (-138 mila, -1,0%).Nel confronto tendenziale, la diminuzione dell’occupazione (-889 mila unità, -3,9% rispetto al primo trimestre 2020) coinvolge i dipendenti (-576 mila, -3,2%), soprattutto se a termine, e gli indipendenti (-313 mila, -6,0); il calo interessa sia gli occupati a tempo pieno sia quelli a tempo parziale (-3,8% e -4,2%, rispettivamente). Il numero di disoccupati torna ad aumentare (+240 mila, 10,0% rispetto al primo trimestre 2020) – tra chi ha già avuto esperienze di lavoro – e prosegue, seppur a ritmi meno intensi rispetto ai tre trimestri precedenti, la crescita degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (+501 mila, +3,7% in un anno). Il tasso di occupazione scende al 56,6%, -0,6 punti rispetto al trimestre precedente. La diminuzione dell’indicatore, che riguarda entrambe le componenti di genere e tutte le classi di età, è più marcata al Nord (-0,7 punti) e al Centro (-0,8 punti) rispetto al Mezzogiorno (-0,4 punti). Il tasso di disoccupazione, dopo la stabilità dello scorso trimestre, torna ad aumentare portandosi al 10,4% (+0,5 punti rispetto al quarto trimestre 2020); il tasso di inattività sale al 36,7% (+0,3 punti).Dal lato delle imprese, il proseguimento delle misure di restrizione dell’attività economica nel primo trimestre 2021 determina una crescita congiunturale di lieve entità per le posizioni lavorative dipendenti (+0,2%) e una variazione tendenziale ancora negativa (-0,8%), seppure di minor entità rispetto al trimestre precedente.
Tali effetti derivano da una crescita della componente a tempo pieno in termini congiunturali (+1%), ma anche su base annua (+0,4%), a cui si contrappone una riduzione della componente a tempo parziale del – 1,7% su base trimestrale e del -3,7% su base annua. Rispetto al trimestre precedente, le ore lavorate per dipendente crescono dell’1%; anche su base tendenziale si osserva un aumento, sebbene più contenuto (+0,4%), associato a quello del ricorso alla cassa integrazione che raggiunge le 108,4 ore ogni mille ore lavorate. Il tasso dei posti vacanti aumenta di 0,1 punti percentuali su base congiunturale e di 0,8 su base annua. Il costo del lavoro, per unità di lavoro, cresce dello 0,9% in termini congiunturali, per effetto di un aumento sia delle retribuzioni (+0,5%) sia degli oneri sociali (2%). In termini tendenziali, il costo del lavoro continua a salire (+0,8%), a seguito dell’aumento dell’1,6% della componente retributiva e nonostante la riduzione dell’1,2% degli oneri; quest’ultimo calo è riconducibile all’adozione delle misure di esonero contributivo varate nella seconda metà dell’anno 2020 che, seppure con minore intensità rispetto al quarto trimestre 2020, continuano ad avere effetto anche nel primo trimestre 2021.

Il National Institute of Economic and Social Research (Niesr) ha stimato al 3,8% la crescita dell’economia nel Regno Unito nel trimestre terminato a maggio. Per l’intero anno 2021 la stima è di una crescita del 5,7% dal 3,4% di febbraio.

Aumentano i depositi overnight presso la Bce. L’ultima rilevazione giornaliera indica che i depositi di breve delle banche europee presso la Banca centrale europea ammontano a 745,715 miliardi di euro, dai 737,661 miliardi della lettura precedente. Crescono a 1 milione di euro i prestiti marginali da zero della rilevazione precedente.

Spread BTP/Bund a 101 punti base nel pomeriggio. Il rendimento dei titoli di Stato italiani a 10 anni si attesta allo 0,75%.

Titoli di Stato tedeschi in crescita. Il Bund future di settembre 2020 sale a 172,88 punti (+0,2%) ed il Bobl future si attesta a 134,42 punti (+0,04%).

(CC – www.ftaonline.com)

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